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22 novembre 2010

I casinò: nuova attrazione Piemontese?

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  “In Piemonte il turismo è una pagina ancora da scrivere” questo è quanto ha affermato il ministro del Turismo Michela Vittoria Brambilla, in occasione della festa del Pdl piemontese. Secondo il ministro, la regione Piemonte ha la grande opportunità di incentivare il turismo, promuovendo l’apertura di due casinò, uno al confine con la Svizzera e l’altro nelle Langhe.

É della stesso avviso l’assessore al turismo regionale, Alberto Cirio, che ritiene l’apertura dei due casinò come “un modo per completare l’offerta turistica, non certo per favorire il gioco d’azzardo”.

La parte nord della regione ha espresso da tempo la volontà di ospitare un casinò, ad oggi si sono unite anche le Langhe.

Il ministro ha anche aggiunto che la doppia candidatura per i casinò è ancora da valutare “ci stiamo lavorando, è senza dubbio una questione che va disciplinata con molta attenzione, coinvolgendo più di un ministero”.

Sembra che la natura e la cultura piemontesi dovranno lasciare spazio all’ebbrezza tipica del gioco d’azzardo.

La situazione è ancora da definire, anche se sia il ministro che l’assessore si confermano fiduciosi a riguardo.

14 ottobre 2010

I casinò: nuova attrazione Piemontese?

Archiviato in: News, casino tradizionali — Tag:, , — amz_reporter @ 10:41

“In Piemonte il turismo è una pagina ancora da scrivere” questo è quanto ha affermato il ministro del Turismo Michela Vittoria Brambilla, in occasione della festa del Pdl piemontese. Secondo il ministro, la regione Piemonte ha la grande opportunità di incentivare il turismo, promuovendo l’apertura di due casinò, uno al confine con la Svizzera e l’altro nelle Langhe.

É della stesso avviso l’assessore al turismo regionale, Alberto Cirio, che ritiene l’apertura dei due casinò come “un modo per completare l’offerta turistica, non certo per favorire il gioco d’azzardo”.

La parte nord della regione ha espresso da tempo la volontà di ospitare un casinò, ad oggi si sono unite anche le Langhe.

Il ministro ha anche aggiunto che la doppia candidatura per i casinò è ancora da valutare “ci stiamo lavorando, è senza dubbio una questione che va disciplinata con molta attenzione, coinvolgendo più di un ministero”.

Sembra che la natura e la cultura piemontesi dovranno lasciare spazio all’ebbrezza tipica del gioco d’azzardo.

La situazione è ancora da definire, anche se sia il ministro che l’assessore si confermano fiduciosi a riguardo.

La città dove tutto è possibile, anche la crisi.

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 Il deserto del Nevada non è mai stato così “deserto”. Era infatti dal lontano 1989 che non si registrava un calo dei ricavi da gioco così drammaico. Las Vegas e tutto il suo splendore sono particolarmente spente secondo le ultime statistiche della Lotteries and Gaming Control Board. Lo studio di questo ente del gioco d’azzardo ha registrato il ricavo di gioco dello scorso anno (10,392 miliardi dollari) classificandolo come il totale più basso a partire dal 2003 (9,62 miliardi dollari). Dal 2009 ad oggi si è registrato un calo delle entrate pari al 9,7%. Le difficoltà finanziarie degli americani, hanno portato i turisti e gli amanti del gioco d’azzardo a stare alla larga dai casinò.

Las Vegas sta subendo la più forte crisi degli ultimi 60 anni, inoltre, la recessione che sta colpendo l’America sembra segnare particolarmente la patria del gioco d’azzardo.

Si attribuiscono diverse motivazioni a questa crisi effettiva, tra queste c’è il turismo in calo, il settore edilizio del tutto fermo, gli attacchi terroristici dell’11 settembre 2001 e, non ultimo, l’imminente legalizzazione del gioco d’azzardo online.

Secondo Frank Streshley, portavoce della Control Board Tax and License Division, non c’è nulla nella storia del gioco del Nevada, che egli è in grado di correlare con il calo delle entrate da gioco degli ultimi anni. Secondo Streshley sono molte le aree di Las Vegas da “risanare” e recuperare, tra questi figurano i Las Vegas Market. Egli sostiene infatti che la crisi economica unita all’elevata disoccupazione rivestano un ruolo fondamentale nel reddito e nelle spese dei residenti. In sostanza Streshley è convinto che la crisi del mercato e la disoccupazione siano direttamente proporzionali.

Si sono comunque verificati alcuni aumenti dei ricavi, questi sono stati correlati all’apertura di diversi colossi edilizi, quali il CityCenter, l’Aria, Cosmopolitan e molti altri “novellini” che, con una ventata d’aria fresca, hanno scosso leggermente le entrate del gioco d’azzardo. Nonostante la lieve scossa si ritiene che, anche questi hotel, casinò, centri commerciali “del lusso”, dovranno fare i conti con la crisi economica, specie perchè arrivati per ultimi.

Secondo alcuni il problema principale è legato alla legalizzazzione del gioco d’azzardo online. Il gambling online farà tremare Las Vegas?

In attesa di una più solida sicurezza finanziaria e in attesa che gli americani tornino a investire il loro denaro sul panno verde, noi italiani possiamo osare una capatina a Las Vegas, magari soggiornando al Sahara Hotel and Casino dove ci verrà offerta una camera a soli 38 dollari a notte. A volte la crisi conviene!

17 gennaio 2009

Blackjack al Casino Cosmopol Stoccolma

Archiviato in: Giochi, casino tradizionali, viaggi — Tag:, , , , — raleigh @ 22:44
L'ingresso del Casinò Cosmopol

L'entrata del casino Cosmopol

Alcuni sostengono che il blackjack non sia un gioco emozionante. In effetti il lato negativo di questo popolare gioco è che difficilmente si realizzano vincite epocali e insperate. Tutto procede in modo abbastanza lineare e l’unico modo per prendersi grossi rischi e fare grosse vincite è quello di aumentare la puntata.

L’emozione tuttavia non manca e se leggerete di seguito capirete perché:

Il tavolo che ho scelto aveva la puntata minima fissata a 100 SEK e la massima a 2000. (Togliete uno 0 e verrà grossomodo la corrispondenza in euro).  Ho iniziato a giocare al minimo consentito e una volta sceso a 1000 Corone ho imbroccato una serie positiva culminata con una mano che ha dell’incredibile: mi sono stati serviti due 8 quando il banco aveva 5 con scommessa di 500 SEK.

Per farla breve ho “splittato” e continuavano a scendere 8. Alla fine avevo 5 mani e non volevo più splittare perchè avevo solo 2500 SEK che erano tutte sul banco divise tra le mie 5 mani. Due delle 5 mani erano due 16 con doppio 8, poi avevo un 18, un 13 e un 12. L’incredibile era che in tutto c’erano 7 otto su 14 carte.

Il banco (che aveva un 5 scoperto) ha girato un 10 e poi ha sballato con un 7. E’ stata senz’altro la mano più emozionante che abbia mai giocato in un casinò. Se fosse capitato online avrei senza dubbio gridato “impossibile in un casinò reale”. Ma nulla è impossibile evidentemente. Le carte possono essere disposte in modi assolutamente imprevedibili.

In sostanza ero già arrivato a 5000, il mio obiettivo era raggiunto. Ho smesso di giocare e ho pensato a quella mano tutta la notte.

Sarà forse anche per questo che ho davvero gustato la serata al Casinò Metropol di Stoccolma, ho avuto una gran botta di fortuna.

Spero di tornarci presto. Nel frattempo vi saluto e vi lascio con un augurio di buon anno.

Il prossimo viaggio sarà in Australia: vi racconterò il Casinò Star City di Sydney!

10 gennaio 2009

Casinò Cosmopol di Stoccolma

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In occasione del capodanno ho deciso di fare una visita di una settimana alla capitale svedese.

L'insegna del Casino Cosmopol di Stoccolma

L'insegna del Casino Cosmopol di Stoccolma

Stoccolma è la maggiore città scandinava con quasi due milioni di abitanti. Le attrattive della “Venezia del nord” sono molteplici. La bellezza dell’architettura, l’aria limpida e frizzante, la gente generalmente bella e simpatica e, quello che maggiormente ci interessa, un casinò che è un piccolo gioiello ed è estremamente sicuro, rilassato e adatto a tutti.

Il punto a sfavore è rappresentato dal freddo polare e dalle poche ore di luce durante le giornate invernali. Problemi che possono essere ovviati recandosi in periodi dell’anno diversi da questo. D’altra parte chi si reca a queste latitudini di inverno non può certo aspettarsi un tepore tropicale, ma gli effetti della temperatura di -16 gradi io, che pure amo viaggiare, non li avevo mai subiti. E non sono piacevoli.

L’ingresso al Casino Cosmopol costa 30 Corone (meno di 3 euro con l’attuale cambio) ed è vietato ai minori di 20 anni. E’ necessario presentarsi con il passaporto (van bene anche patente o carta di identità) per registrarsi all’ingresso: non dimenticatelo. All’interno niente fotografie o uso di telefoni cellulari. Come di consueto sarebbe meglio evitare scarpe da ginnastica ma ho comunque visto qualcuno che le indossava all’interno del casinò.
Il Casino Cosmopol dè situato a breve distanza dal centro di Stoccolma, qui potete vedere la mappa e l’indirizzo esatto.

Il casinò è situato all’interno di un edificio che una volta era un teatro, i soffitti sono alti e gli spazi molto ampi situati su due piani. La superficie non è comunque molto estesa. Io sono capitato durante la settimana e non ho sentito il bisogno di maggiori spazi, ma credo che durante il week end possa essere piuttosto affollato.

Numerosi i tavoli della roulette situati al centro della stanza con prezzo dei gettoni che va da 20 a 50 SEK. I tavoli da blackjack sono cinque o sei (puntata minima 50 SEK o 100 SEK) così come i Caribbean Stud. C’è anche una roulette automatica al piano superiore. Non è possibile fumare all’interno del casinò con l’eccezione di alcuni spazi appositi dotati di potenti aspiratori e una barriera separatrice in vetro.

La cosa che mi preme sottolineare è l’atmosfera rilassata che si respira nel casinò Cosmopol. Ci sono molti giovani e soprattutto un bellissimo ristorante che purtroppo non ho provato perchè avevo già cenato.

Ho iniziato la serata come di consueto prefissandomi un obiettivo: investimento di 2000 Corone, avrei smesso una volta perso tutto o una volta raggiunte le 5000 Corone.

Continuerò presto il report in un altro intervento in cui racconterò una mano di blackjack davvero incredibile.

19 dicembre 2008

Macao, gli altri casino

Archiviato in: casino tradizionali, viaggi — Tag:, , , — raleigh @ 18:15

Anche se è possibile passare tutta la vostra permanenza a Macao all’interno del gigantesco Venetian senza mai capitare due volte nello stesso luogo, Macao non è solo il Venetian.
L’impressione che ho avuto è che sia come una Las Vegas cinese in divenire. Infatti la maggior parte dei palazzi sono ancora in costruzione e c’è un non so che di “meno prestabilito” rispetto alla capitale del divertimento degli Stati Uniti.

Tutto questo regala una sensazione di indeterminatezza che può forse non piacere a chi viaggia con la famiglia ma senza dubbio costituisce un’attrattiva per chi viaggia da solo o con amici.
Vagabondare per le strade di Macao è una bellissima esperienza e non è assolutamente pericoloso, nemmeno di notte. L’unico problema può essere rappresentato dalla scarsa conoscenza della lingua inglese al di fuori delle grandi strutture alberghiere o dei centri commerciali frequentati dai turisti.

Le maggiori attrattive sono ovviamente rappresentate dai Casinò. Dopo aver visto il Venetian tutti gli altri vi sembreranno minuscoli, ma non per questo insignificanti.
Vale senz’altro la pena di visitare il Greek Mithology Casino che si trova a Taipa (stessa isola del Venetian) che è forse il casinò con la maggiore “personalità” a Macao.
Interessante anche il Wynn che è uguale identico a quello di Las Vegas ma in scala ridotta. Bella la fontana di fronte e all’interno si trova, tra gli altri giochi, il Blackjack con puntata minima di 100 HKD (circa 10 EUR).
Il Grand Lisboa è uno dei grandi classici di Macao, infatti parte di esso era presente anche quando Macao era una colonia portoghese. Ora si divide in due parti: quella nuova e quella vecchia. Ovviamente quella vecchia sarà più interessante per chi vuole gustarsi tutti gli aspetti legati alla cultura del luogo e a conoscere quello che Macao può offrire a chi ama i “prodotti locali”.
Chi vuole giocare si rechi invece nella nuova costruzione, purtroppo molte delle stanze sono private e le guardie vi allontaneranno a meno che non siate clienti abituali, ma in questo caso non vi trovereste a leggere il mio report.
Ci sono tanti altri casinò a Macao sui quali ci sarebbe da scrivere, purtroppo non ho avuto il tempo di visitarli tutti.
All’interno di tutti i casinò, poi, è vietato scattare foto quindi vi lascio con delle foto degli esterni e alcune immagini da lontano “rubate” all’interno dei casinò.


In definitiva mi sento di consigliare Macao se già siete da quelle parti magari per uno scalo con stop-over a Hong Kong o una visita a Guangzhou e vi piace giocare.
A presto per il prossimo report.
Sir Walter Raleigh

1 dicembre 2008

Venetian Casino di Macao

Archiviato in: casino tradizionali, viaggi — Tag:, , , — raleigh @ 11:20

Il Venetian Casino di Macao è il casinò di maggior dimensione nel mondo e, nel contempo, il secondo edificio più grande.
Il Casinò occupa la parte centrale dell’immenso stabile ed è tutto su un solo piano. Questo rende le dimensioni della stanza ancora più ragguardevoli.
L’arredamento poi è di un’opulenza e di una ricchezza davvero straordinaria, e, come suggerisce il nome, è ispirato a Venezia. Abbiamo quindi una rappresentazione del palazzo Ducale, paesaggi lagunari, ponti, campanile, piazza San Marco e diverse gondole tali e quali a quelle della bellissima città di Venezia.

Lobby del Venetian

Lobby del Venetian

Le stanze di albergo poi sono davvero inappuntabili, oltre ad essere davvero immense.
Al secondo e terzo piano del palazzo si sviluppa una cittadella fatta di numerosissimi ristoranti per accontentare tutti i palati e tutte le tasche e una serie infinita di negozi e servizi vari. Ci sono anche due banche all’interno della struttura.

Ingresso della stanza

Ingresso della stanza

L’orientamento è facilitato dai colori del soffitto nel casinò e dai canali nella parte dei negozi.
Al centro del casinò c’è un bar con due scale mobili curve, e, tenendo presente che le scale mobili sono orientate verso la lobby principale dell’albergo l’orientamento dovrebbe essere semplice. Ma non lo è. Ci si perde in continuazione.
I tavoli di blackjack sono molti meno di quanto si potrebbe pensare e i limiti minimi sono abbastanza alti 200 HKD (circa 20€) e i massimi pure (da 1000 a 5000 euro).
I giochi ci sono proprio tutti ma la stragrande maggioranza dei tavoli sono li per soddisfare la grande passione dei cinesi: il baccarat.
Parleremo del baccarat nel prossimo aggiornamento.

Sir Walter Raleigh

29 novembre 2008

Viaggio a Macao

Archiviato in: casino tradizionali, viaggi — Tag:, , , — raleigh @ 19:07

Lombrichi impanati e fritti e un qualcosa che somiglia ad una zuppa di cane.

Non sto affatto invidiando il buongustaio cinese seduto al tavolo vicino al mio, ma avendo da poco superato un attacco di dissenteria darei senz’altro la mia flora batterica intestinale in cambio della sua.

Con quella dieta, la diarrea del viaggiatore dev’essere a lui cosa totalmente sconosciuta; io invece purtroppo la conosco benissimo.

Sono Sir Walter Raleigh e il buon gastardo, conoscendo la mia passione per i viaggi, mi ha dato il compito di raccontarveli, ovviamente dando rilevanza a tutto ciò che concerne il tema principale del sito: il gioco d’azzardo.

Come avrete già capito leggendo il titolo inizierò i miei report sul blog di Ammazzacasino col botto: vi racconterò Macao e correderò il mio racconto con delle foto.

Sto scrivendo da un ristorante all’interno di un complesso che, tra le altre cose, ospita il casinò più grande del mondo: il Venetian di Macao.

Il viaggio per arrivare dall’Europa è molto lungo e caro, ma se amate i casinò e le vacanze in posti interessanti dovete prendere in considerazione l’idea di fare una visita a Macao.

Non venite per il cibo e non venite per il mare: la spiagga c’è, ma il mare è dello stesso colore della zuppa che citavo all’inizio dell’intervento.

Nel prossimo articolo vi descriverò in generale la Las Vegas asiatica. Successivamente entrerò nel dettaglio e vi racconterò come si sta al Venetian, non solo al casinò ma anche nel sontuoso albergo in cui ho la fortuna di alloggiare.

A presto.

Sir Walter Raleigh

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