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	<title>legislazione Archivi -</title>
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	<description>Guida ai casino online &#124; Notizie e curiosità su casinò, giochi e scommesse</description>
	<lastBuildDate>Fri, 30 May 2025 16:24:07 +0000</lastBuildDate>
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	<title>legislazione Archivi -</title>
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		<title>Casino Online in Europa: i 27 mercati unici</title>
		<link>https://www.ammazzacasino.com/attualita/casino-online-in-europa-normative-frammentazione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione_ammazzacasino]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 30 May 2025 16:24:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[casino europei]]></category>
		<category><![CDATA[europa]]></category>
		<category><![CDATA[legislazione]]></category>
		<category><![CDATA[licenze]]></category>
		<category><![CDATA[unione europea]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1200" height="673" src="https://www.ammazzacasino.com/wp-content/uploads/2025/05/Euro-Casino-Division.webp" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" /></p>
<p>Il gioco d’azzardo online in Europa è ostacolato da normative nazionali frammentate e incompatibili, che frenano l’innovazione e favoriscono gli operatori offshore. Il Rapporto Draghi invoca più armonizzazione, ma finora le regole restano a geometria variabile. Una soluzione ironica? Il Passaporto del Giocatore Europeo.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1200" height="673" src="https://www.ammazzacasino.com/wp-content/uploads/2025/05/Euro-Casino-Division.webp" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" /></p>
<p>Nel variegato mondo delle normative europee, il gioco d’azzardo online rappresenta un caso da manuale. O meglio, da manuali — uno per ogni Stato membro. <br>La frammentazione normativa che il <em>Rapporto Draghi</em> individua come freno a un’Europa più competitiva trova qui un esempio particolarmente lampante. Attualmente, infatti, ogni paese gestisce in autonomia licenze, regole, tasse e limitazioni, trasformando quello che dovrebbe essere un mercato digitale in una corsa a ostacoli su base nazionale.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Un Puzzle Normativo</strong></h3>



<p>Nel gioco d’azzardo online europeo, ogni Stato gioca con le sue carte — e pretende che gli operatori facciano lo stesso, ma cambiando mazzo a ogni frontiera.</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Italia</strong>: Per operare serve una licenza AAMS/ADM. Chi ne è sprovvisto, anche se in regola altrove, è fuori. Il tutto, ovviamente, con requisiti specifici e non proprio accessibili.</li>



<li><strong>Germania</strong>: Dopo anni di tira e molla regolatori, è arrivata l’autorità centrale (GGL) nel 2021. Ma il clima resta più da casinò blindato che da free market: poche licenze, condizioni severe, e un&#8217;aria vagamente sospettosa.</li>



<li><strong>Francia</strong>: Qui il regolatore ARJEL ha deciso che alcuni giochi vanno bene (poker, scommesse sportive e ippiche), altri no. Una scelta chiara, se non altro, ma che, ovviamente, non mette tutti d&#8217;accordo.</li>



<li><strong>Spagna</strong>: Regole chiare e severe, tasse alte, e un mercato difficile da penetrare. Infatti gli operatori che si sono cimentati sono pochi. </li>



<li><strong>Portogallo</strong>: Buona disponibilità di licenze e facilità di accesso alle stesse, ma le tasse alte e un mercato piccolo disincentiva gli operatori che, infatti, similmente al coinquilino di penisola, sono pochi.</li>



<li><strong>Regno Unito</strong>: Nonostante la Brexit, resta un modello per molti: la UK Gambling Commission ha creato un ecosistema aperto e competitivo, anche se ormai fuori dalla giurisdizione UE. Peccato, sarebbe stato un buon esempio da seguire.</li>
</ul>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Una Licenza per Domarle Tutte? Magari</strong></h3>



<p>Il risultato di questo approccio è un quadro in cui gli operatori devono ottenere licenze diverse per ogni paese, adattare prodotti e strategie a regolamenti spesso inconciliabili, e tenere il passo con burocrazie complesse come una slot a 50 rulli e 4000 linee di pagamento. <br>I costi salgono, l’efficienza scende, e la tutela dei consumatori dipende più dal codice postale che da principi condivisi.</p>



<p>Per un settore interamente digitale, capace di offrire servizi transfrontalieri in tempo reale, il paradosso è notevole: la tecnologia corre, ma le regole restano ferme al confine. La ragione è da ricercare nella scarsa condivisione e diffidenza reciproca tra gli stati. <br>I giocatori del mio stato, me li tengo io e li mungo come pare a me. </p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Il Rapporto Draghi: Un’Europa, Tante Frizioni</strong></h3>



<p>Il <em>Rapporto Draghi</em> lancia un messaggio chiaro: per rendere l’Europa più competitiva servono meno barriere, più armonizzazione e regole condivise. Il gioco d&#8217;azzardo online non fa eccezione. La Commissione Europea ha già espresso più volte l’intenzione di uniformare le normative, ma finora senza effetti pratici rilevanti. I quadri giuridici nazionali restano molto diversi tra loro — su tutto: licenze, tasse, sistemi di pagamento, e persino su cosa venga considerato “interesse pubblico”.</p>



<p>Nel frattempo, le imprese innovative faticano a crescere e i consumatori ricevono tutele a geometria variabile.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Conclusione: Il Mercato Unico, Ma Non Troppo</strong></h3>



<p>Il gioco d’azzardo online è una delle industrie digitali più vivaci d’Europa, ma anche una delle più intrappolate in logiche novecentesche. La frammentazione normativa è oggi il principale ostacolo a un mercato integrato, capace di competere a livello globale e di garantire una protezione uniforme ai cittadini europei.</p>



<p>Serve una spinta decisa verso l’armonizzazione, magari iniziando da standard minimi comuni per licenze, trasparenza e protezione dell’utente. Perché se l’Europa vuole davvero giocare la sua partita nel mondo digitale, forse è ora di smettere di cambiare regole a ogni frontiera — e iniziare a distribuire le carte con un solo mazzo.</p>



<figure class="wp-block-table"><table class="has-fixed-layout"><thead><tr><th><strong>Paese</strong></th><th><strong>Autorità Regolatoria</strong></th><th><strong>Tipi di Giochi Consentiti</strong></th><th><strong>Note</strong></th></tr></thead><tbody><tr><td><strong>Italia</strong></td><td>ADM (ex AAMS)</td><td>Tutti (previa licenza)</td><td>Licenza obbligatoria, controlli rigidi</td></tr><tr><td><strong>Germania</strong></td><td>GGL</td><td>Tutti, ma con limitazioni</td><td>Licenze limitate, requisiti molto alti</td></tr><tr><td><strong>Francia</strong></td><td>ARJEL</td><td>Poker, scommesse sportive e ippiche</td><td>Altri giochi esclusi</td></tr><tr><td><strong>Spagna</strong></td><td>Dirección General de Ordenación del Juego</td><td>Tutti, ma con tassazione elevata</td><td>Accesso complicato per nuovi operatori</td></tr><tr><td><strong>Portogallo</strong></td><td>Serviço de Regulação e Inspeção de Jogos (SRIJ)</td><td>Tutti (in teoria)</td><td>Licenze disponibili, ma mercato piccolo, tassazione disincentivante</td></tr><tr><td><strong>Regno Unito</strong></td><td>UK Gambling Commission</td><td>Tutti</td><td>Sistema aperto, mercato maturo (ma fuori dall’UE)</td></tr></tbody></table><figcaption class="wp-element-caption">Infografica: Gioco d’Azzardo Online in Europa – Un Mercato, Tante Regole</figcaption></figure>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>E alla fine, vincono i casinò senza licenza UE</strong></h3>



<p>In un contesto così frastagliato, paradossalmente, i veri beneficiari sono spesso <strong>gli operatori offshore</strong>, che pur non essendo autorizzati nei singoli paesi europei, riescono comunque a intercettare i giocatori. Lo fanno offrendo bonus più generosi, meno limiti e procedure snelle — il tutto, ovviamente, al di fuori dei controlli e delle tutele garantite dai regolatori nazionali.</p>



<p>Il risultato? Una <strong>concorrenza sleale</strong> per gli operatori autorizzati, e una <strong>protezione meno efficace</strong> per i consumatori. Più che un’anomalia, è il sintomo di una <strong>normativa europea rimasta a metà strada</strong>, che finisce per penalizzare proprio chi segue le regole.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>La soluzione di AmmazzaCasino: il “Passaporto del Giocatore Europeo”</strong></h2>



<p>Ora in forma semi-seria, la redazione di AmmazzaCasino si traveste da legislatore burocrate, e, sempre super partes offre, gratuitamente, una soluzione problema.  <br>Visto che armonizzare le normative sul gioco d&#8217;azzardo online in Europa sembra un&#8217;impresa titanica, potremmo considerare l&#8217;introduzione del &#8220;Passaporto del Giocatore Europeo&#8221;. Un documento digitale che permetta ai giocatori di accedere legalmente a piattaforme autorizzate in qualsiasi Stato membro, senza dover affrontare le complessità delle diverse regolamentazioni nazionali.<br>Il passaporto potrebbe attingere i dati dai vari sistemi di registrazione come Carta di Identità Elettronica implementati dai vari paesi e uniformarli per facilitare le registrazioni e la condivisione dei dati. </p>



<p>Naturalmente, questo richiederebbe un accordo tra le autorità di regolamentazione dei vari paesi, la standardizzazione dei requisiti tecnici e legali, e un sistema di supervisione centralizzato. Ci vorrebbe un organismo, visto che non ce ne sono abbastanza, sovranazionale, che ambisse a un&#8217;integrazione tra paesi europei al fine di adottare un regolamento comune che valichi i confini delle singole nazioni. <br>Un progetto ambizioso, ma forse meno complicato di quanto sembri, soprattutto se si considera che l&#8217;alternativa è lasciare campo libero ai casinò senza licenza europea.</p>



<p>In fondo, se l&#8217;Europa è riuscita a unificare la forma delle banane (non a raddrizzarle come dicevano gli inglesi, a tutto c&#8217;è un limite) e a fare in modo che i tappi rimangano uniti alla loro bottiglia di plastica, perché non potrebbe fare lo stesso con le licenze di gioco online?</p>
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		<title>Casinò Online, Dal 2025 serve lo SPID</title>
		<link>https://www.ammazzacasino.com/attualita/casino-online-spid-obbligatorio-dal-2025/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione_ammazzacasino]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 13 May 2025 14:01:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[casino online]]></category>
		<category><![CDATA[legislazione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1000" height="667" src="https://www.ammazzacasino.com/wp-content/uploads/2025/05/casino-con-spid.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Lo SPID diventerà obbligatorio da Ottobre 2025 per la registrazione nei casinò online" decoding="async" /></p>
<p>Dal 2025, per giocare online in Italia servirà lo SPID: niente più “spunte” al volo, serve un'identità digitale vera. La misura punta a proteggere i minori e ridurre le frodi, ma potrebbe spingere alcuni verso casinò esteri. In questo contesto, il forum di AmmazzaCasino diventa ancora più utile per orientarsi tra le alternative affidabili fuori dall’UE.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1000" height="667" src="https://www.ammazzacasino.com/wp-content/uploads/2025/05/casino-con-spid.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Lo SPID diventerà obbligatorio da Ottobre 2025 per la registrazione nei casinò online" decoding="async" loading="lazy" /></p>
<h2 class="wp-block-heading">Nuovi requisiti per giocare online</h2>



<p>E&#8217; proprio così: dal 2025, se vuoi scommettere online, giocare al casinò virtuale o anche visitare certi siti per adulti (sì, proprio <em>quelli</em>), ti servirà lo SPID. <br>Niente più registrazioni con nome inventato e data di nascita presa a caso. Si fa sul serio.<br>In realtà, qui, è da più di 20 anni che vi diciamo di non registrarvi con nomi falsi se volete essere pagati in caso di vincita. </p>



<h3 class="wp-block-heading">Ma cos’è lo SPID?</h3>



<p>SPID è il Sistema Pubblico di Identità Digitale. <br>In parole povere: è un documento d’identità online. Serve a dimostrare che sei davvero tu quando ti registri su un sito. Se hai meno di 18 anni, niente da fare. Se vuoi usare i dati di tua nonna, idem. Lo SPID è personale, sicuro, ed è legato ad un generatore di codici installato nello smartphone. </p>



<h3 class="wp-block-heading">Perché hanno deciso così?</h3>



<p>Tre motivi principali:</p>



<ol class="wp-block-list">
<li><strong>Protezione dei minori</strong><br>Addio alla casellina “dichiaro di avere più di 18 anni” cliccata al volo senza farci caso. <br>Con lo SPID, o sei maggiorenne davvero o resti fuori.</li>



<li><strong>Rispetto delle regole europee</strong><br>L’Unione Europea con il suo Digital Services Act ha alzato l’asticella: servono controlli seri sull’età. </li>



<li><strong>Basta furbetti</strong><br>Lo SPID riduce le frodi, i furti d’identità e l’apertura di mille account per approfittare dei bonus. I casinò ringraziano, la figura del professionista abusatore seriale di bonus, in realtà già quasi estinta dalla difficoltà di conversione delle promozioni, un po’ meno.</li>
</ol>



<h3 class="wp-block-heading">Come funziona?</h3>



<p>Hai lo SPID? Bene. Entri sul sito di gioco, clicchi su “Registrati con SPID”, scegli il provider (Poste, Aruba, InfoCert ecc.), accedi e il gioco è fatto. In alcuni casi ricevi anche un codice sul cellulare, per una sicurezza extra.</p>



<p>Non serve più inviare la foto della carta d’identità fatta storta col flash sul pollice. Viva la modernità.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Quando entra in vigore?</h3>



<p>Entro sei mesi dall’approvazione del regolamento AgCom. Salvo proroghe, quindi, dal 18 Aprile <strong>2025</strong> calcolando sei mesi sarà il 18 Ottobre 2025. Entro questa data i siti autorizzati dovranno adeguarsi.</p>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<h2 class="wp-block-heading">E ora parliamoci chiaro: quali potrebbero essere le conseguenze?</h2>



<p>L’idea è buona. Protegge i minori, allinea l’Italia alle regole europee, migliora la sicurezza, registrarsi potrebbe anche essere più veloce e senza le tediose richieste di documenti. Ma — c’è sempre un “ma” — nella pratica non tutto è rose e fiori.</p>



<h3 class="wp-block-heading">1. <strong>E chi non vuole usare lo SPID?</strong></h3>



<p>C’è chi non ce l’ha, chi non lo vuole fare per principio, chi non si fida o semplicemente si arrende davanti all’ennesima password. E cosa faranno queste persone?</p>



<p>Molti non giocheranno più ma, chi vorrà continuare a farlo, cercherà un&#8217;alternativa <em>fuori dall’Italia</em>. Magari un casinò online con sede alle Antille, o ad Anjouan o in qualche altro angolo del web dove lo SPID nemmeno sanno cosa sia.</p>



<h3 class="wp-block-heading">2. <strong>Boom di casinò esteri senza SPID</strong></h3>



<p>Il rischio è che questa misura, invece di “blindare” i giocatori italiani in un sistema sicuro, li spinga verso piattaforme non regolamentate in Europa, dove i controlli sull’età sono una formalità e i bonus piovono come coriandoli.</p>



<p>Il problema? Quei casinò possono anche essere legittimi&#8230; o anche no. Alcuni pagano puntuali, altri spariscono con i soldi come illusionisti. E lì non c&#8217;è SPID, non c&#8217;è AgCom, e nemmeno il famoso “Reclama il tuo bonus” sul sito ADM.</p>



<h3 class="wp-block-heading">3. <strong>E qui entra in gioco l&#8217;informazione seria e imparziale</strong></h3>



<p>In uno scenario dove sempre più persone si rivolgono a casinò esteri, <strong>il <a href="https://www.ammazzacasino.com/forum/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">forum di AmmazzaCasino</a> diventa fondamentale</strong>.<br>Perché?<br>Perché lì si trovano <strong>recensioni vere, esperienze dirette, avvisi su casinò da evitare</strong> e dritte su quelli seri anche se non hanno la licenza italiana. Sono opinioni non filtrate, commenti lasciati da giocatori per i giocatori. </p>



<p>Insomma, in mezzo a un web pieno di trappole, è una delle poche bussole affidabili per orientarsi. Chi gioca fuori dal “recinto ADM” ha bisogno di informazioni, di confronto, di sapere <em>a chi ha dato i soldi</em>. E dove li trova questi dati? Non certo dagli influencer su TikTok.</p>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<h2 class="wp-block-heading">In conclusione</h2>



<p>Dal 2025, lo SPID sarà obbligatorio per giocare online in Italia. È una mossa giusta per tutelare i minori e migliorare la sicurezza, ma porterà anche qualche effetto collaterale: più traffico verso casinò esteri e la necessità, per chi resta nel giro, di informarsi bene prima di cliccare su “Deposita”.</p>



<p>Quindi sì, lo SPID arriva. Ma l’attenzione — e l’informazione — restano la vera arma per non farsi fregare.</p>



<p>E se proprio non volete usare lo SPID, almeno usate il <strong>buon senso</strong>… e magari date un’occhiata al <a href="https://www.ammazzacasino.com/forum/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">forum</a>.</p>
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		<title>Casino tribali: turismo da gioco dai nativi americani</title>
		<link>https://www.ammazzacasino.com/casino-tradizionali/casino-tribali-turismo-da-gioco-dai-nativi-americani/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Gastardo dell'AmmazzaCasino]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 07 Apr 2024 18:53:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Casino Tradizionali]]></category>
		<category><![CDATA[casino tradizionali]]></category>
		<category><![CDATA[cultura]]></category>
		<category><![CDATA[legislazione]]></category>
		<category><![CDATA[turismo]]></category>
		<category><![CDATA[viaggi]]></category>
		<category><![CDATA[viaggiare]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1024" height="763" src="https://www.ammazzacasino.com/wp-content/uploads/2024/04/indiano-americano-slotmachines.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" /></p>
<p>In tutto il mondo ci sono oltre 9.000 casinò, con quasi la metà situati in Nord America, inclusi molti casinò nativi americani, fondamentali per il sostegno finanziario delle tribù. Le leggi statunitensi riconoscono le tribù come entità sovrane, permettendo loro di gestire casinò anche dove il gioco d'azzardo è limitato. Questi casinò non solo offrono giochi ma anche servizi di lusso, attirando visitatori da tutto il paese. L'industria del gioco d'azzardo indigeno ha avuto un impatto significativo nel ridurre povertà e disoccupazione nelle comunità native, grazie all'Indian Gaming Regulatory Act del 1988. Casinò come il Seminole Hard Rock e l'Harrah’s Resort Southern California evidenziano il successo e l'importanza dei casinò nativi americani per il benessere delle tribù.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ammazzacasino.com/casino-tradizionali/casino-tribali-turismo-da-gioco-dai-nativi-americani/">Casino tribali: turismo da gioco dai nativi americani</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.ammazzacasino.com">AmmazzaCasino | Guide ai Casino Online</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1024" height="763" src="https://www.ammazzacasino.com/wp-content/uploads/2024/04/indiano-americano-slotmachines.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" /></p><p>Sono più di 9.000 i casino dislocati in tutto il mondo, e quasi 3.500 si trovano in territorio nordamericano. Fanno parte di questi ultimi anche diversi <strong>casino nativi americani</strong>. Le tribù indiane hanno trovato nell&#8217;apertura delle sale da gioco un&#8217;opzione in grado di far ottenere loro le entrate necessarie per la sussistenza delle comunità d&#8217;appartenenza. È significativo che il gioco d&#8217;azzardo nelle sale terrestri gestite da indiani sia oggi capace di produrre una percentuale prossima al 50% dei ricavi lordi da gioco (ossia i &#8220;gaming gross revenues&#8221;, in breve Ggr). Eppure, ancora troppe persone, anche residenti nell&#8217;America del Nord, non hanno consapevolezza della portata di tale fenomeno.</p>
<h2>Giurisdizione americana e casino riserve indiani</h2>
<p>La legge statunitense considera le tribù dei nativi americani delle entità sovrane. E tale &#8220;titolo&#8221; dà modo alle stesse tribù di operare senza (o con pochissime) restrizioni nelle terre loro riservate. Di conseguenza, <strong>l&#8217;apertura di casino è ammessa anche in quegli Stati in cui normalmente ritengono le sale terresti illegali</strong>. Tutto sarebbe nato dal caso che ha visto come protagonista la coppia formata da Russell ed Helen Bryan. La contea di Itasca tentò di tassare la loro proprietà situata nella riserva indiana di Chippewa. Dopo una serie di sentenze contrastanti rilasciate da vari tribunali, è stata la Corte Suprema degli Stati Uniti a dar ragione alla coppia. Attraverso un giudizio unanime la Corte stabilì l&#8217;illegittimità della legge americana nelle riserve.</p>
<h2>Il modello dei casino dei nativi americani</h2>
<p>I &#8220;Tribal Casino&#8221; aperti dai nativi americani hanno avuto come esempio i celebri casino di Las Vegas. Ecco perché, oltre a consentire a chi si presenta all&#8217;ingresso delle strutture di giocare, mettono a disposizione molteplici sevizi di ristorazione e opzioni per il soggiorno di altissimo livello, rivolte a chi desidera rimanere all&#8217;interno delle strutture per più giorni. Sono numerosi i soggetti facoltosi, provenienti da tutti gli Stati Uniti, ad approdare in tali casino.</p>
<h2>I casino un elemento imprescindibile per il futuro delle comunità indiane</h2>
<p>Il gioco indigeno, riuscendo a finanziare i servizi di intere comunità, rappresenta un esempio perfetto di come anche i casino possano costituire una risorsa importante non solo per i proprietari e i gestori delle strutture. Oltre al reddito immediato, infatti, deve essere preso in esame l&#8217;impatto sul futuro delle comunità. Lo Stato federale americano ha per ora riconosciuto come nazioni sovrane 547 comunità indigene. Ben 250 conducono attività legate al gioco d&#8217;azzardo. Un risultato di grande rilievo, soprattutto considerando come l&#8217;atto che ha stabilito le regole relative al gioco &#8220;amerindiano&#8221; risalga al 1988. Nello specifico, è stato l&#8217;Igra (acronimo di &#8220;Indian Gaming Regulatory Act&#8221;) a occuparsene. In precedenza, le tribù indigene, costrette a riparare in aree remote (conseguenza dell&#8217;espulsione) avevano enormi difficoltà nel finanziare le riserve, vivendo in condizioni di estrema povertà. E questo le portava a isolarsi dalla società. Il gioco ha permesso loro di ottenere un reddito stabile. L&#8217;Igra ha anche stabilito che quanto ricavato debba essere impiegato per scopi legati alle comunità, riservato allo sviluppo economico e utilizzato per finanziare sussidi. Da notare come a occuparsi della redistribuzione siano delle apposite infrastrutture chiamate a curare gli interessi dei nativi.</p>
<h3>Gli effetti positivi: diminuzione della povertà e maggiore occupazione</h3>
<p>In base ai dati raccolti dalla &#8220;National Indian Gaming Commission&#8221;, cui spetta il ruolo di regolatore a livello federale (importanti sono la valutazione dell&#8217;integrità del movimento fondi e la verifica dei vari contratti di cooperazione), il tasso di povertà nelle riserve indigene attive nel gioco è di 10 punti percentuali più basso (25% contro 35%) di quello rilevato nelle riserve che non investono nei casino indiani. Anche la percentuale di disoccupati è inferiore (10% contro 14%). Non a caso, le Nazioni indigene hanno come obiettivo primario fornire protezione al gioco, essenziale sia per l&#8217;autodeterminazione che per la sopravvivenza vera e propria.</p>
<h2>I casino riserve indiani più noti</h2>
<p>Esaminando le sale terrestri realizzate dalla comunità native, occorre riconoscere come nei loro territori siano nati alcuni dei casino di maggior importanza del territorio statunitense. Nel 2007, ad esempio, i Seminole hanno acquisito la catena &#8220;Hard Rock&#8221; che, oltre a essere impegnata nella gestione di ristoranti, ha esteso i propri interesse nel mondo dei casino. Il &#8220;Seminole Hard Rock Casinò&#8221; ha raggiunto grande popolarità. Al suo interno, tra l&#8217;altro, è stato organizzato un torneo di poker capace di assegnare 10 milioni di dollari garantiti.</p>
<h3>Harrah’s Resort Southern California</h3>
<p>Gode di un ottimo riscontro da parte del pubblico anche l&#8217;Harrah’s Resort Southern California (precedentemente noto come Harrah’s Rincon), attivo a Valley Center. Nelle sue sale hanno trovato spazio oltre 1500 slot machines, affiancate da 51 tavoli da gioco (inclusi tavoli da Pai Gow). Ogni tavolo vede i giocatori tentare di conquistare il jackpot progressivo &#8220;Impressive Progressive&#8221;.</p>
<h3>Seven Feathers Casino Resort</h3>
<p>Sono 3 le stelle del &#8220;Seven Feathers Casino Resort&#8221; di Canyonville, in Oregon, che abbina a un hotel con circa 300 camere un casino. La struttura appartiene alla tribù indiana dei Cow Creek Band di Umpqua. Dei 21.600 metri quadrati disponibili, sono 6.300 quelli riservati al gioco d&#8217;azzardo: numeri che l&#8217;hanno portato a essere la struttura di maggiori dimensioni dell&#8217;Oregon meridionale. Ogni anno almeno 1 milione di visitatori approda nel resort, divertendosi a puntare su passatempi come Blackjack, Craps, Roulette, Poker a 3 carte e Ultimate Texas Hold&#8217;em. Da non dimenticare come questo casino sia l&#8217;unico dell&#8217;Oregon a permettere di giocare a Baccarat. Altri giochi offerti? Le slot machine (comprese quelle elettroniche progressive), video poker, bingo e keno.</p>
<h3>Rolling Hills</h3>
<p>Tra i casino indiani compare anche il &#8220;Rolling Hills&#8221;, che la comunità di nativi Paskenta Band of Nomlaki Indians ha inaugurato in California, nei pressi della città di Corning. Anche in questo caso l&#8217;offerta è particolarmente ricca, includendo slot machine e tavoli per il blackjack. Se stai programmando una vacanza in California, e hai intenzione di approdare in tale zona, potresti anche approfittare di una visita al casino per divertirti con il campo da golf messo a disposizione dalla struttura. Il Washington Post ha stimato in 100 milioni di dollari i ricavi annuali della sala terrestre, oggetto di ridistribuzione tra i circa 300 membri appartenenti alla comunità.</p>
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		<title>Accertamenti Decreto Dignità, ci sono state violazioni?</title>
		<link>https://www.ammazzacasino.com/attualita/accertamenti-decreto-dignita-ci-sono-state-violazioni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Gastardo dell'AmmazzaCasino]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 Mar 2019 11:13:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[casino AAMS]]></category>
		<category><![CDATA[decreto dignita]]></category>
		<category><![CDATA[legislazione]]></category>
		<category><![CDATA[regolamentazione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1200" height="846" src="https://www.ammazzacasino.com/wp-content/uploads/2019/03/stop_alla_pubblicita-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Stop" decoding="async" loading="lazy" /></p>
<p>Il Movimento 5 Stelle, ha presentato al Ministero dell&#8217;Economia e a quello dello Sviluppo, una interrogazione parlamentare sull&#8217;effettiva applicazione delle norme che regolano la pubblicità <a class="mh-excerpt-more" href="https://www.ammazzacasino.com/attualita/accertamenti-decreto-dignita-ci-sono-state-violazioni/" title="Accertamenti Decreto Dignità, ci sono state violazioni?">[...]</a></p>
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<div id="m_-6997573809980781006x92f381b4beeb4593a52ad10deba3466d">
<p>Il Movimento 5 Stelle, ha presentato al Ministero dell&#8217;Economia e a quello dello Sviluppo, una interrogazione parlamentare sull&#8217;effettiva applicazione delle norme che regolano la pubblicità nel settore del gioco, sancite dal Decreto Dignità.</p>
<h2>L&#8217;interrogazione parlamentare</h2>
<p>In particolare, <strong>si richiede un resoconto di quali attività di sorveglianza siano state svolte</strong>. Che cosa è stato fatto per verificare se la pubblicità, erogata nei mesi successivi a luglio, sia stata effettivamente contrattualizzata prima dell&#8217;entrata in vigore del decreto. L&#8217;interrogazione, sollecita anche un elenco delle infrazioni riscontrate e le conseguenti sanzioni che sono state addebitate agli operatori sorpresi in violazione delle nuove normative.</p>
<p>Il Decreto Dignità, infatti, ha permesso a tutti i contratti in essere e quelli siglati prima dell&#8217;entrata in vigore della legge ad essere erogati completamente, e comunque non oltre il 14 luglio 2019. Dopo questa data, <strong>nessun tipo di pubblicità e sponsorizzazione del gioco d&#8217;azzardo sarà permessa su qualsiasi media</strong>.</p>
<h3>La pubblicità del gioco d&#8217;azzardo online è aumentata?</h3>
<p>L&#8217;interrogazione parlamentare, è probabilmente nata da un quesito che alcuni esponenti del Governo e molti cittadini si sono posti recentemente. <strong>Come mai, da quando è entrato in vigore il Decreto Dignità, la pubblicità sul gioco d&#8217;azzardo piuttosto che diminuire, è invece aumentata?</strong></p>
<p>La risposta è sicuramente molto semplice. <strong>Gli operatori del settore dell&#8217;azzardo, non potendo più fare pubblicità da luglio, hanno logicamente deciso di investire molto di più e subito, in modo da registrare più giocatori nuovi possibili.</strong></p>
<p>Ma come è plausibile che gran parte di questi gruppi abbiano investito di più, se non hanno potuto siglare contratti nuovi? Avevano forse delle opzioni, che hanno confermato? Oppure c&#8217;erano degli accordi con budget variabili, che potevano lievitare drasticamente? Ipotesi ammissibile con le scommesse sportive, dove l&#8217;andamento dei Campionati e delle Coppe può far variare l&#8217;interesse dei bookmaker a pubblicizzare i loro servizi.</p>
<p>Oltretutto, secondo i dati sugli investimenti pubblicitari comunicati da Nielsen, a gennaio<strong> la categoria Tempo Libero ha registrato un +22% rispetto allo stesso periodo dell&#8217;anno scorso</strong>. Tempo Libero è il segmento in cui viene conteggiata la pubblicità sul gioco d&#8217;azzardo di cui è componente principale.</p>
<h4>I contratti secondo il decreto dignità</h4>
<p>Di certo il testo del Decreto Dignità, non definisce nel dettaglio quali tipologie di contratto siano valide. Né, tanto meno, che questi accordi siano già stati pagati, elemento chiave che avrebbe drasticamente cambiato lo scenario. Si parla di contratti in termini generici:</p>
<p><i>&#8220;Ai contratti di pubblicità&#8217; in corso di esecuzione alla data di entrata in vigore del presente decreto resta applicabile, fino alla loro scadenza e comunque per non oltre un anno dalla data di entrata in vigore del presente decreto, la normativa vigente anteriormente </i><i>alla medesima data di entrata in vigore.&#8221; </i></p>
<p>Di conseguenza <strong>qualsiasi tipologia accordo sembrerebbe essere valido</strong>, l&#8217;importante è che sia stato sancito prima della fatidica data del 14 luglio 2018. Si potrebbe addirittura iniziare a discutere se una email abbia valore come un contratto. Infatti il diritto italiano, tra le forme di accordi tra più parti prevede anche il &#8220;contratto a forma libera&#8221;, per la cui stipula non serva alcuna formalità particolare.</p>
<p>Molte agenzie pubblicitarie non richiedono alcun contratto ai clienti abituali anche per budget rilevanti. La compravendita avviene molto spesso con uno scambio di email. <strong>Quindi come avrà fatto l&#8217;autorità competente a verificare in maniera efficace la data dei contratti pubblicitari?</strong></p>
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		<title>Decreto Dignità? Idee migliori da Londra</title>
		<link>https://www.ammazzacasino.com/attualita/decreto-dignita-idee-migliori-da-londra/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione_ammazzacasino]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 Jan 2019 10:55:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[decreto dignita]]></category>
		<category><![CDATA[legislazione]]></category>
		<category><![CDATA[regolamentazione]]></category>
		<category><![CDATA[UK]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1152" height="768" src="https://www.ammazzacasino.com/wp-content/uploads/2019/01/bocca_cucita_20_eur_med.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" /></p>
<p>La Gambling Commission Inglese, è pronta a lanciare un&#8217;indagine sul rischio dell&#8217;uso smisurato della Carta di Credito nel gioco d&#8217;azzardo. Il Segretario per la Cultura, <a class="mh-excerpt-more" href="https://www.ammazzacasino.com/attualita/decreto-dignita-idee-migliori-da-londra/" title="Decreto Dignità? Idee migliori da Londra">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1152" height="768" src="https://www.ammazzacasino.com/wp-content/uploads/2019/01/bocca_cucita_20_eur_med.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" /></p><p>La <strong>Gambling Commission Inglese</strong>, è pronta a lanciare un&#8217;indagine sul rischio dell&#8217;<strong>uso smisurato della Carta di Credito nel gioco d&#8217;azzardo</strong>. Il Segretario per la Cultura, Jeremy Wright, ha <strong>avvertito i Bookmaker e i Casinò Online</strong>: si deve trovare una soluzione per risolvere questo problema o il Governo potrebbe vietare l&#8217;uso delle Carte di Credito nel gioco d&#8217;azzardo sia online, che nelle ricevitorie.<br />
L&#8217;indagine vuole verificare quanto gli scommettitori, grazie alle Carte di Credito, spendano più di quello che possono permettersi. Infatti quando si usano questi strumenti, si depositano <strong>soldi</strong> che vengono effettivamente <strong>dati in prestito dall&#8217;istituto di credito</strong>. L&#8217;addebito della spesa, non avviene immediatamente e il giocatore, non si rende conto di quanto ammonta il debito che dovrà affrontare. Di conseguenza, è logico sospettare che venga a mancare il concetto di <strong>gioco responsabile</strong> ed aumentano i rischi di quello <strong>compulsivo</strong>.<br />
Jeremy Writght, ha tra l&#8217;altro dichiarato: &#8220;Per proteggere le persone dai <strong>rischi derivanti dal gioco d&#8217;azzardo</strong>, è di vitale importanza, che tutte le parti in causa affrontino il problema. Non solo i bookmakers, ma anche le piattaforme di Social Media e le banche&#8221;<br />
Di recente molti Istituti Bancari Inglesi hanno introdotto delle funzionalità sulle App dei conti online, grazie alle quali i clienti possono limitare o escludere la possibilità di spendere al gioco.</p>
<h2>Differenze tra Inglesi e Italiani</h2>
<p>E&#8217; molto interessante notare, però, che l&#8217;<strong>utilizzo della Carta di Credito</strong> è pari solo al <strong>20%</strong> della spesa totale al gioco. In Inghilterra, infatti, si utilizzano anche le Carte di Debito (prepagate e bancomat), il bonifico che può essere anche immediato e l&#8217;addebito diretto, simile al nostro RID.<br />
In Italia, invece, nel <strong>gioco online</strong> si utilizzano soprattutto le <strong>Carte Prepagate</strong>, seguite da quelle di Credito. Gli altri metodi sono praticamente assenti. Ci sono i webwallet, come in Inghilterra, ma serve comunque una carta. Non ci sono statistiche ufficiali in merito, ma sembra che il <strong>35% degli italiani</strong> utilizzi la <strong>Carta di Credito</strong> per giocare al <strong>Casinò Online</strong> o alle Scommesse.<br />
Per quanto riguarda l&#8217;<strong>auto-esclusione</strong>, bisogna contattare l&#8217;operatore e l&#8217;operazione è piuttosto rapida e regolamentata da AAMS. Ma gli istituti bancari Italiani, non offrono nessun tipo di assistenza in merito. In sporadici casi, la spesa al gioco è limitata o del tutto vietata. Ma non c&#8217;è alcuna funzionalità, con la quale il correntista può escludere la possibilità di spendere al gioco.</p>
<h3>Errori del Decreto Dignità</h3>
<p>Leggendo la nuova normativa, introdotta dal Governo con il<strong> Decreto Dignità</strong>, il cui scopo principale è combattere la ludopatia e la diffusione smisurata del gioco, non sembra assolutamente che ci siano della azioni mirate contro il problema cruciale. I <strong>volumi di spesa</strong> del singolo giocatore, sia online e offline.<br />
Il <strong>divieto a pubblicizzare</strong> il gioco a qualsiasi livello, è sicuramente uno strumento valido per evitare che nuovi giocatori comincino a scommettere.<br />
Però, il rovescio della medaglia, è l&#8217;enorme perdita di introito, da parte dello Stato Italiano. Questo mancato incasso, avrà un <strong>impatto enorme</strong> sugli sport minori, sul Comitato Olimpico e lo sport in generale.<br />
Infatti i ludopatici e gli scommettitori abituali, <strong>conoscono a memoria tutti i siti di gioco</strong>. Al limite, andranno a cercare nuovi siti e <strong>offerte di Benvenuto su Google</strong>. A loro, la pubblicità influisce veramente poco, se non addirittura per nulla.<br />
Avrebbe avuto molto più senso, iniziare a<strong> limitare</strong> per legge <strong>la spesa al gioco</strong> con le Carte di Credito e Prepagate. Obbligare gli istituti bancari a dare la possibilità di escludere qualsiasi spesa al gioco, anche con una telefonata. Però, sappiamo benissimo che quando un correntista finisce in &#8220;rosso&#8221; i guadagni della Banca crescono vertiginosamente.<br />
Per di più, il Decreto Dignità, <strong>non ha alcuna normativa</strong>, veramente efficace per andare a combattere un altro enorme problema: le Slot Machine da bar. Dove non c&#8217;è alcun controllo su quanto un giocatore spende. Si parla di<strong> limitazioni di orario</strong> e di distribuzione sul territorio, è vero. E forse verrà richiesto l&#8217;utilizzo della tessera sanitaria per giocare alle macchinette, un po&#8217; come con i distributori delle sigarette. Ma quanti anni ci vorranno per cambiare le<strong> 410.000 Slot Machine</strong> presenti in Italia? E non solo, il divieto alla pubblicità del gioco d&#8217;azzardo, non avrà alcun impatto su questo settore. Avete mai visto la pubblicità online o in TV di una<strong> sala slot</strong>? Ovviamente no, forse solo localmente con qualche affissione.</p>
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