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	<title>licenze Archivi -</title>
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	<description>Guida ai casino online &#124; Notizie e curiosità su casinò, giochi e scommesse</description>
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		<title>Casino Online in Europa: i 27 mercati unici</title>
		<link>https://www.ammazzacasino.com/attualita/casino-online-in-europa-normative-frammentazione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione_ammazzacasino]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 30 May 2025 16:24:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[casino europei]]></category>
		<category><![CDATA[europa]]></category>
		<category><![CDATA[legislazione]]></category>
		<category><![CDATA[licenze]]></category>
		<category><![CDATA[unione europea]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1200" height="673" src="https://www.ammazzacasino.com/wp-content/uploads/2025/05/Euro-Casino-Division.webp" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" /></p>
<p>Il gioco d’azzardo online in Europa è ostacolato da normative nazionali frammentate e incompatibili, che frenano l’innovazione e favoriscono gli operatori offshore. Il Rapporto Draghi invoca più armonizzazione, ma finora le regole restano a geometria variabile. Una soluzione ironica? Il Passaporto del Giocatore Europeo.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ammazzacasino.com/attualita/casino-online-in-europa-normative-frammentazione/">Casino Online in Europa: i 27 mercati unici</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.ammazzacasino.com">AmmazzaCasino | Guide ai Casino Online</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1200" height="673" src="https://www.ammazzacasino.com/wp-content/uploads/2025/05/Euro-Casino-Division.webp" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" /></p>
<p>Nel variegato mondo delle normative europee, il gioco d’azzardo online rappresenta un caso da manuale. O meglio, da manuali — uno per ogni Stato membro. <br>La frammentazione normativa che il <em>Rapporto Draghi</em> individua come freno a un’Europa più competitiva trova qui un esempio particolarmente lampante. Attualmente, infatti, ogni paese gestisce in autonomia licenze, regole, tasse e limitazioni, trasformando quello che dovrebbe essere un mercato digitale in una corsa a ostacoli su base nazionale.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Un Puzzle Normativo</strong></h3>



<p>Nel gioco d’azzardo online europeo, ogni Stato gioca con le sue carte — e pretende che gli operatori facciano lo stesso, ma cambiando mazzo a ogni frontiera.</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Italia</strong>: Per operare serve una licenza AAMS/ADM. Chi ne è sprovvisto, anche se in regola altrove, è fuori. Il tutto, ovviamente, con requisiti specifici e non proprio accessibili.</li>



<li><strong>Germania</strong>: Dopo anni di tira e molla regolatori, è arrivata l’autorità centrale (GGL) nel 2021. Ma il clima resta più da casinò blindato che da free market: poche licenze, condizioni severe, e un&#8217;aria vagamente sospettosa.</li>



<li><strong>Francia</strong>: Qui il regolatore ARJEL ha deciso che alcuni giochi vanno bene (poker, scommesse sportive e ippiche), altri no. Una scelta chiara, se non altro, ma che, ovviamente, non mette tutti d&#8217;accordo.</li>



<li><strong>Spagna</strong>: Regole chiare e severe, tasse alte, e un mercato difficile da penetrare. Infatti gli operatori che si sono cimentati sono pochi. </li>



<li><strong>Portogallo</strong>: Buona disponibilità di licenze e facilità di accesso alle stesse, ma le tasse alte e un mercato piccolo disincentiva gli operatori che, infatti, similmente al coinquilino di penisola, sono pochi.</li>



<li><strong>Regno Unito</strong>: Nonostante la Brexit, resta un modello per molti: la UK Gambling Commission ha creato un ecosistema aperto e competitivo, anche se ormai fuori dalla giurisdizione UE. Peccato, sarebbe stato un buon esempio da seguire.</li>
</ul>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Una Licenza per Domarle Tutte? Magari</strong></h3>



<p>Il risultato di questo approccio è un quadro in cui gli operatori devono ottenere licenze diverse per ogni paese, adattare prodotti e strategie a regolamenti spesso inconciliabili, e tenere il passo con burocrazie complesse come una slot a 50 rulli e 4000 linee di pagamento. <br>I costi salgono, l’efficienza scende, e la tutela dei consumatori dipende più dal codice postale che da principi condivisi.</p>



<p>Per un settore interamente digitale, capace di offrire servizi transfrontalieri in tempo reale, il paradosso è notevole: la tecnologia corre, ma le regole restano ferme al confine. La ragione è da ricercare nella scarsa condivisione e diffidenza reciproca tra gli stati. <br>I giocatori del mio stato, me li tengo io e li mungo come pare a me. </p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Il Rapporto Draghi: Un’Europa, Tante Frizioni</strong></h3>



<p>Il <em>Rapporto Draghi</em> lancia un messaggio chiaro: per rendere l’Europa più competitiva servono meno barriere, più armonizzazione e regole condivise. Il gioco d&#8217;azzardo online non fa eccezione. La Commissione Europea ha già espresso più volte l’intenzione di uniformare le normative, ma finora senza effetti pratici rilevanti. I quadri giuridici nazionali restano molto diversi tra loro — su tutto: licenze, tasse, sistemi di pagamento, e persino su cosa venga considerato “interesse pubblico”.</p>



<p>Nel frattempo, le imprese innovative faticano a crescere e i consumatori ricevono tutele a geometria variabile.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Conclusione: Il Mercato Unico, Ma Non Troppo</strong></h3>



<p>Il gioco d’azzardo online è una delle industrie digitali più vivaci d’Europa, ma anche una delle più intrappolate in logiche novecentesche. La frammentazione normativa è oggi il principale ostacolo a un mercato integrato, capace di competere a livello globale e di garantire una protezione uniforme ai cittadini europei.</p>



<p>Serve una spinta decisa verso l’armonizzazione, magari iniziando da standard minimi comuni per licenze, trasparenza e protezione dell’utente. Perché se l’Europa vuole davvero giocare la sua partita nel mondo digitale, forse è ora di smettere di cambiare regole a ogni frontiera — e iniziare a distribuire le carte con un solo mazzo.</p>



<figure class="wp-block-table"><table class="has-fixed-layout"><thead><tr><th><strong>Paese</strong></th><th><strong>Autorità Regolatoria</strong></th><th><strong>Tipi di Giochi Consentiti</strong></th><th><strong>Note</strong></th></tr></thead><tbody><tr><td><strong>Italia</strong></td><td>ADM (ex AAMS)</td><td>Tutti (previa licenza)</td><td>Licenza obbligatoria, controlli rigidi</td></tr><tr><td><strong>Germania</strong></td><td>GGL</td><td>Tutti, ma con limitazioni</td><td>Licenze limitate, requisiti molto alti</td></tr><tr><td><strong>Francia</strong></td><td>ARJEL</td><td>Poker, scommesse sportive e ippiche</td><td>Altri giochi esclusi</td></tr><tr><td><strong>Spagna</strong></td><td>Dirección General de Ordenación del Juego</td><td>Tutti, ma con tassazione elevata</td><td>Accesso complicato per nuovi operatori</td></tr><tr><td><strong>Portogallo</strong></td><td>Serviço de Regulação e Inspeção de Jogos (SRIJ)</td><td>Tutti (in teoria)</td><td>Licenze disponibili, ma mercato piccolo, tassazione disincentivante</td></tr><tr><td><strong>Regno Unito</strong></td><td>UK Gambling Commission</td><td>Tutti</td><td>Sistema aperto, mercato maturo (ma fuori dall’UE)</td></tr></tbody></table><figcaption class="wp-element-caption">Infografica: Gioco d’Azzardo Online in Europa – Un Mercato, Tante Regole</figcaption></figure>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>E alla fine, vincono i casinò senza licenza UE</strong></h3>



<p>In un contesto così frastagliato, paradossalmente, i veri beneficiari sono spesso <strong>gli operatori offshore</strong>, che pur non essendo autorizzati nei singoli paesi europei, riescono comunque a intercettare i giocatori. Lo fanno offrendo bonus più generosi, meno limiti e procedure snelle — il tutto, ovviamente, al di fuori dei controlli e delle tutele garantite dai regolatori nazionali.</p>



<p>Il risultato? Una <strong>concorrenza sleale</strong> per gli operatori autorizzati, e una <strong>protezione meno efficace</strong> per i consumatori. Più che un’anomalia, è il sintomo di una <strong>normativa europea rimasta a metà strada</strong>, che finisce per penalizzare proprio chi segue le regole.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>La soluzione di AmmazzaCasino: il “Passaporto del Giocatore Europeo”</strong></h2>



<p>Ora in forma semi-seria, la redazione di AmmazzaCasino si traveste da legislatore burocrate, e, sempre super partes offre, gratuitamente, una soluzione problema.  <br>Visto che armonizzare le normative sul gioco d&#8217;azzardo online in Europa sembra un&#8217;impresa titanica, potremmo considerare l&#8217;introduzione del &#8220;Passaporto del Giocatore Europeo&#8221;. Un documento digitale che permetta ai giocatori di accedere legalmente a piattaforme autorizzate in qualsiasi Stato membro, senza dover affrontare le complessità delle diverse regolamentazioni nazionali.<br>Il passaporto potrebbe attingere i dati dai vari sistemi di registrazione come Carta di Identità Elettronica implementati dai vari paesi e uniformarli per facilitare le registrazioni e la condivisione dei dati. </p>



<p>Naturalmente, questo richiederebbe un accordo tra le autorità di regolamentazione dei vari paesi, la standardizzazione dei requisiti tecnici e legali, e un sistema di supervisione centralizzato. Ci vorrebbe un organismo, visto che non ce ne sono abbastanza, sovranazionale, che ambisse a un&#8217;integrazione tra paesi europei al fine di adottare un regolamento comune che valichi i confini delle singole nazioni. <br>Un progetto ambizioso, ma forse meno complicato di quanto sembri, soprattutto se si considera che l&#8217;alternativa è lasciare campo libero ai casinò senza licenza europea.</p>



<p>In fondo, se l&#8217;Europa è riuscita a unificare la forma delle banane (non a raddrizzarle come dicevano gli inglesi, a tutto c&#8217;è un limite) e a fare in modo che i tappi rimangano uniti alla loro bottiglia di plastica, perché non potrebbe fare lo stesso con le licenze di gioco online?</p>
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		<item>
		<title>La Svizzera approva il regolamento sui Casino Online</title>
		<link>https://www.ammazzacasino.com/attualita/la-svizzera-arriva-alla-regolamentazione-dei-casino-online/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Gastardo dell'AmmazzaCasino]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 24 Jun 2018 10:55:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[casino online]]></category>
		<category><![CDATA[europa]]></category>
		<category><![CDATA[licenze]]></category>
		<category><![CDATA[regolamentazione]]></category>
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		<category><![CDATA[unione europea]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="600" height="440" src="https://www.ammazzacasino.com/wp-content/uploads/2018/06/swiss_casino.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Protezionismo e regolamentazione" decoding="async" /></p>
<p>Con i risultati del referendum dello scorso 11 giugno, il popolo svizzero ha aggiunto la Svizzera all’elenco delle nazioni in cui il gioco online è <a class="mh-excerpt-more" href="https://www.ammazzacasino.com/attualita/la-svizzera-arriva-alla-regolamentazione-dei-casino-online/" title="La Svizzera approva il regolamento sui Casino Online">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="600" height="440" src="https://www.ammazzacasino.com/wp-content/uploads/2018/06/swiss_casino.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Protezionismo e regolamentazione" decoding="async" loading="lazy" /></p><p>Con i risultati del referendum dello scorso 11 giugno, il popolo svizzero ha <strong>aggiunto la Svizzera all’elenco delle nazioni in cui il gioco online è regolamentato</strong> in modo dettagliato, seguendo quindi il trend ormai consolidato tra i paesi europei.<br />
Ovviamente anche nel caso dei nostri vicini del nord le ragioni sono <strong>principalmente di ordine fiscale</strong>, come è stato chiaramente detto tra le motivazioni addotte dai sostenitori della legge.<br />
Secondo la nuova normativa, sarà quindi possibile richiedere una licenza, ma questo potrà essere fatto soltanto per gli operatori che siano già in possesso di una delle licenze per casinò terrestri &#8211; in soldoni sarà possibile essere operatori di casinò online <strong>soltanto se già si gestisce un casinò fisico</strong>. Questo è stato fatto per aumentare il livello di garanzia nei confronti dei giocatori, obbligando di fatto i casinò online ad operare dal territorio elvetico, evitando quindi casi come quelli che sono successi a volte nelle giurisdizioni più “leggere”. L’altra ragione è che in questo modo sarà molto più facile l’enforcement della regolamentazione e della riscossione delle tasse (esose), visto che difficilmente chi ha un casinò fisico riesce a “scappare con la cassa”.<br />
Dal punto di vista dei prodotti, saranno permessi<strong> tutti i giochi che normalmente vengono offerti nei casinò fisici, quindi parliamo di giochi da tavolo e giochi di carte, oltre ovviamente alle slot machines, anche con jackpot</strong>. Saranno invece <strong>escluse le scommesse sportive</strong> che rimangono appannaggio esclusivo delle due lotterie nazionali (va bene liberalizzare, ma senza esagerare…)</p>
<h2>Ma sono davvero solo rose?</h2>
<p>Ovviamente, però, questa è soltanto metà della storia.<br />
Infatti, quello che è sempre stato sostenuto dai detrattori della nuova regolamentazione, e che invece le autorità svizzere ben si guardavano dal dire, è che di fatto questa regolamentazione potrebbe rischiare di <strong>penalizzare più che favorire il giocatore svizzero</strong>. Infatti il risultato sarà quello di un <strong>mercato fortemente limitato</strong>, con una concorrenza davvero poco pronunciata, che porterà a un livello di competizione e di investimenti anche in bonus e in marketing decisamente meno generosi dei modelli “a libero mercato”.<br />
Infatti esistono solo 21 casinò fisici, e quindi ci potrebbe essere un massimo teorico di 21 siti su cui giocare, ma di fatto saranno molti di meno, visto che diversi casinò fanno capo allo stesso gruppo. Ad esempio il gruppo Swiss Casinos gestisce 4 diverse case da gioco, mentre il gruppo francese Barriére ne gestisce tre e il gruppo Partouche ne gestisce due; è verosimile che ai nastri di partenza l’anno venturo <strong>non si vedranno più di 10/12 siti di gioco</strong>.<br />
E’ chiaro quindi che la scelta sarà limitata in termini di offerta e di prodotto, oltre che, ovviamente in termini di liquidità quando si tratterà<strong> di giochi in cui la quantità di giocatori costituisce una ricchezza.</strong> Basta pensare infatti alla <strong>quantità di tavoli da poker</strong> a cui può accedere un giocatore che giochi anche soltanto in Italia, dove ci sono comunque sempre migliaia di giocatori online, rispetto a quello che potrà trovare chi possa giocare soltanto con altri giocatori svizzeri che per forza di cose saranno limitati.<br />
<strong>Speriamo che almeno da questo punto di vista il regolatore svizzero sia più lungimirante e permetta l’adesione alla liquidità europea che si sta consolidando sempre di più, sempre con la notevole eccezione dell’Italia.</strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ammazzacasino.com/attualita/la-svizzera-arriva-alla-regolamentazione-dei-casino-online/">La Svizzera approva il regolamento sui Casino Online</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.ammazzacasino.com">AmmazzaCasino | Guide ai Casino Online</a>.</p>
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