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	<description>Guida ai casino online &#124; Notizie e curiosità su casinò, giochi e scommesse</description>
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	<title>storia Archivi -</title>
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		<title>Chi ha inventato le scommesse sportive?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Gastardo dell'AmmazzaCasino]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 25 Feb 2024 17:09:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Scommesse]]></category>
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		<category><![CDATA[Storia dei casino]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1280" height="800" src="https://www.ammazzacasino.com/wp-content/uploads/2024/02/02_3_antiche_scommesse.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Scommesse nell&#039;antichità" decoding="async" fetchpriority="high" /></p>
<p>Le scommesse hanno origini antiche, datate già dal 3000 a.C. con rappresentazioni di puntate su lanci di dadi, evolvendosi poi con gli egizi. L'articolo spiega come le scommesse sportive si siano sviluppate nella Grecia e nell'Impero Romano, con gli antichi greci che scommettevano sugli atleti olimpici e i romani su corse di carri e combattimenti di gladiatori. Durante il Medioevo, nonostante i tentativi di soppressione, le scommesse continuarono a fiorire, conducendo infine alle moderne scommesse sportive, che hanno visto la loro evoluzione dal "pedestrianism" nel XIX secolo in Inghilterra, alla diffusione televisiva negli anni '50, fino all'esplosione digitale odierna.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1280" height="800" src="https://www.ammazzacasino.com/wp-content/uploads/2024/02/02_3_antiche_scommesse.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Scommesse nell&#039;antichità" decoding="async" /></p><p>Le prime prove certe sulle <strong>scommesse risalgono al 3000 a.C</strong>, sono state infatti trovate delle raffigurazioni risalenti a quell&#8217;epoca, in cui si puntava sull&#8217;esito dei lanci dei dadi. Ma è solamente a partire dall&#8217;avvento della civiltà egizia, duemila anni dopo, che le scommesse hanno iniziato ad assumere una fisionomia non troppo lontana da quella attuale.<br />
Proseguendo nella lettura potrai scoprire qual è<strong> l&#8217;</strong><strong>origine delle scommesse</strong><strong> sportive</strong>, e apprendere come si siano evolute nel tempo.</p>
<h2>L&#8217;origine delle scommesse sportive: Grecia e Impero Romano</h2>
<p>Occorre innanzitutto ricordare come le scommesse fossero già ampiamente diffuse ai tempi dei greci e degli antichi romani. In Grecia, ad esempio, si puntava sugli atleti coinvolti in eventi sportivi, Olimpiadi in primis. I romani, invece, preferivano scommettere su corse dei carri e lotte tra gladiatori, che si tenevano all&#8217;interno del Circo Massimo. Nella Roma imperiale veniva concesso alle persone di scommettere esclusivamente nel periodo della cosiddetta &#8220;Saturnalia&#8221;, festività celebrata in onore del Dio Saturno. Farlo al di fuori di tali giorni significava essere multati con un&#8217;ammenda di importo 4 volte maggiore della cifra puntata. Interessato alle scommesse era, tra gli altri, l&#8217;imperatore Claudio che, non a caso, decise di trasformare il proprio carro in una sala da gioco. Sempre Claudio si avvaleva dei consigli di esperti, chiamati a redigere trattati che lo aiutassero a vincere.</p>
<h3>Dove si scommetteva?</h3>
<p>Con ogni probabilità, erano le terme il punto di ritrovo preferito dagli appassionati di scommesse. Ma il timore di essere scoperti e multati portava, una volta terminato il periodo della Saturnalia, a riunirsi clandestinamente in luoghi nascosti, retrobottega su tutti. Gli anfiteatri rappresentavano quello che oggi sono gli stadi, ospitando esponenti di tutti gli stati sociali. E le corse dei cavalli esercitavano lo stesso interesse dei gladiatori.</p>
<h2>Le scommesse sullo sport nel Medioevo</h2>
<p>In epoca medievale furono fatti vari tentativi per abolire il gioco d&#8217;azzardo, ma i risultati non furono quelli attesi.<strong> Le </strong><strong>scommesse sportive</strong><strong> venivano effettuate principalmente nei giorni di festa e durante le frequenti fiere</strong>. Come avvenuto nell&#8217;Impero romano, la censura posta dalle autorità al gioco induceva il popolo a riunirsi di soppiatto, in questo caso nelle locande. Gli aristocratici, anch&#8217;essi fervidi scommettitori, erano soliti ritrovarsi in case adibite a tale scopo. A una persona era assegnato il compito di organizzare l&#8217;evento: una sorta di antica versione dell&#8217;odierno banco chiamata a raccogliere le adesioni e a predisporre il luogo del ritrovo.</p>
<h2>Le scommesse sportive moderne</h2>
<p>Le scommesse come le conosciamo oggi hanno avuto origine da un evento estremamente popolare, il cammino a piedi. Un&#8217;attività praticata soprattutto in Inghilterra dove, nel corso del XIX secolo, prese il nome di &#8220;pedestrianism&#8221;. Sempre nello stesso secolo il gioco d&#8217;azzardo ha iniziato a interessarsi al cammino. Il rapporto tra scommesse e pedestrianism fu tale da portare alla fondazione (avvenuta nel 1880). Quest&#8217;ultima decise di ripartire le gare in più fasi, e di delineare tattiche in grado di influire sull&#8217;esito degli eventi. Nel 1800 si è assistito anche al ritorno in grande stile delle scommesse sui cavalli. E c&#8217;era chi puntava sull&#8217;ippica non tanto per tentare di vincere, ma solamente perché vedeva nell&#8217;ippodromo un ottimo punto di ritrovo. Il fenomeno del cammino ha coinvolto anche gli Stati Uniti, dove in seguito è stato sostituito dal baseball, a sua volta oggetto di numerose scommesse. Anzi, proprio <strong>il baseball divenne la disciplina oggetto della percentuale più elevata di scommesse</strong>.</p>
<h2>Dal totalizzatore al punto di spread</h2>
<p>Sul finire del 1800 è comparso il totalizzatore. Si trattava di una tipologia di scommessa che, rispetto a quelle legate alla presenza dell&#8217;allibratore, non prevedeva più una puntata fissa. Quest&#8217;ultima era destinata a variare a seconda del numero di puntate registrate su una specifica giocata. Più elevato era il numero di scommettitori a tentare la fortuna su una determinata scommessa, più la rispettiva quota si abbassava proporzionalmente. Di conseguenza, l&#8217;organizzatore non era soggetto a rischi, visto che il suo ruolo consisteva unicamente nel raccogliere le puntate. Se le scommesse sul baseball sono rimaste fino agli anni &#8217;20 del XX secolo le più popolari, negli anni a venire emersero altre discipline sportive, costituendo quella che può essere definita l&#8217;età d&#8217;oro&#8221; dello sport. Ma a quei tempi non era ancora possibile divertirsi appieno con le scommesse. <strong>Le puntate venivano calcolate con le probabilità</strong>; pertanto, per vincere scommettendo su un risultato poco scontato un giocatore di vedeva &#8220;costretto&#8221; a investire 10 o 20 dollari, guadagnandone solo 1 o 2. A risolvere la questione fu l&#8217;introduzione del punto di spread, divenuto uno dei simboli delle scommesse moderne. Tale meccanismo, oggi ampiamente utilizzato per le scommesse su calcio e basket, aveva come obiettivo quello di livellare la differenza tra le squadre o gli atleti in gara. Il club favorito, nello specifico, si vede assegnare (ovviamente solo nella scommessa, non realmente) un &#8220;handicap&#8221;, ossia un valore negativo in termini di gol o punti, che vanno a coprire la differenza di valori. La squadra sfavorita sulla carta, invece, riceve goal o punti in più.</p>
<h2>Televisione e scommesse</h2>
<p>Negli anni &#8217;50 la popolarità delle scommesse sullo sport ha iniziato a crescere esponenzialmente grazie alla diffusione della televisione. Le persone cominciarono a scoprire come guardare un evento dopo aver puntato sullo stesso non faceva che rendere ancora più emozionante l&#8217;esperienza. Con il passare dei decenni il numero di scommesse è aumentato progressivamente, e l&#8217;avvento di internet ha favorito ancora di più l&#8217;esplosione del fenomeno, coinvolgendo il pubblico più giovane.</p>
<h2>La diffusione in Italia e la situazione attuale</h2>
<p>Se in Italia il Totocalcio è apparso già nell&#8217;immediato dopoguerra, è stato necessario attendere qualche anno in più per veder giungere dall&#8217;Inghilterra le scommesse sullo sport. Sono stati i mondiali di Francia &#8217;98 a rappresentare il vero spartiacque in materia. Da quel momento si è assistito alla nascita dei centri scommesse, una sorta di versione moderna degli ippodromi dell&#8217;800, divenuti importanti luoghi di aggregazione. Negli ultimi anni i bookmakers hanno esteso le possibilità di scommessa a sport di tutti i tipi, aumentando anche i mercati offerti. Le scommesse dal vivo e la possibilità di puntare da smartphone e tablet mediante App hanno fatto il resto. Le &#8220;live bet&#8221;, ad esempio, permettono agli utenti di puntare durante la diretta delle diverse competizioni, rendendo il tutto più adrenalinico.</p>
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		<title>Il Solitario di Napoleone</title>
		<link>https://www.ammazzacasino.com/giochi-di-casino/il-solitario-di-napoleone/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Gastardo dell'AmmazzaCasino]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 06 Mar 2023 15:55:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Giochi di carte]]></category>
		<category><![CDATA[Giochi di Casino]]></category>
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<p>Solitario di Napoleone: l&#8217;origine di un passatempo caro al Bonaparte Quando si pensa ai solitari la prima cosa che viene in mente è un veloce <a class="mh-excerpt-more" href="https://www.ammazzacasino.com/giochi-di-casino/il-solitario-di-napoleone/" title="Il Solitario di Napoleone">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1166" height="950" src="https://www.ammazzacasino.com/wp-content/uploads/2023/03/napoleone_cavallo.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Napoleone a cavallo in un famoso ritratto" decoding="async" loading="lazy" /></p><h2>Solitario di Napoleone: l&#8217;origine di un passatempo caro al Bonaparte</h2>
<p>Quando si pensa ai solitari la prima cosa che viene in mente è un veloce e ingegnoso passatempo di carte che può svolgersi secondo regole e varianti molto diverse fra loro. <strong>L&#8217;origine del solitario è dubbia </strong>e probabilmente si perde nella notte dei tempi, ma probabilmente, pensando al modo di posizionare sul tavolo da gioco le carte &#8211; suddivise per seme e impilate &#8211; la sua nascita deve essere in qualche modo legata ai tarocchi e al modo in cui venivano sistemati dalle veggenti sul tavolo per predire il futuro. Il termine solitario compare, ad ogni modo per la prima volta, intorno al 1700 all&#8217;interno di un manoscritto ritrovato nel Nord Europa, per poi ripresentarsi spesso e volentieri lungo tutto il 1800 all&#8217;interno di manoscritti soprattutto francesi. Sono molteplici gli scritti che testimoniano che Napoleone, durante il suo esilio a Sant&#8217;Elena, trascorresse il tempo giocando al solitario, visto che non aveva altro da fare. Proprio per questo motivo, questa variante di solitario ha preso il suo nome.</p>
<p>Il primo a testimoniare il<strong> passatempo di Napoleone</strong>, fu William Warder, chirurgo britannico parte della Royal Navy. Imbarcato sulla nave HMS Northmberland, fu fra coloro che conobbero Napoleone durante il viaggio che lo conduceva all&#8217;isola di Sant&#8217;Elena. Il suo ruolo di medico chirurgo gli consentì di avere diversi colloqui con Bonaparte, ricorrendo a un traduttore. nel 1816 Warden pubblico i diari di quelle conversazioni a Londra. Nei diari era riportato come Napoleone Bonaparte amasse risolvere solitari durante il suo soggiorno a Sant&#8217;Elena. Questa sua passione ci porta a pensare che questa sua passione fosse antecedente all&#8217;esilio stesso. Molti solitari vengono attribuiti a sovrano in esilio: non si sa se fossero stati inventati da lui stesso o se invece, li avesse appresi da altri. Il solitario di Napoleone, ad esempio, conosciuto come il solitario de &#8220;I quaranta ladroni&#8221;, è stato esportato dalla Francia dapprima negli Stati confinanti, tra cui l&#8217;Italia, e poi nel resto del mondo.</p>
<h2>I solitari nei libri stampati</h2>
<p>Il solitario, in virtù della sua diffusione e dell&#8217;apprezzamento che molti giocatori gli hanno riservato, è divenuto protagonista anche di diversi libri mandati in stampa. Il primo, e più noto alle cronache, è &#8220;The complete book of Solitaire Games&#8221; mandato in stampa nel 1949. Scritto da quattro mani da Geoffrey Mott-Smith e Albert Morehead, è una disamina completa di<strong> tutti i solitari conosciuti</strong> sino a quel momento. Successiva a questa pubblicazione ricordiamo quella di David Parlett che ha scritto, più recentemente, il &#8220;Penguin Book of Solitaire&#8221;. Chi si sta avvicinando ai giochi di solitario dovrebbe leggere almeno una volta questi testi, che in tanti, considerano come dei capisaldi dei passatempi più apprezzati di sempre.</p>
<h2>L&#8217;era digitale e i solitari: come i PC hanno aperto le porte ai passatempi di carte</h2>
<p><strong>Qual è il primo solitario a essere approdato sullo schermo di un PC? Sicuramente il &#8220;Solitaire Royale&#8221;</strong> che nel 1987 venne programmato per girare su un Pc-Desktop. L&#8217;inventore di questo nuovo gioco digitale fu Brad Fregger, il quale lo rese disponibile sia per i sistemi Macintosh che per gli MS-DOS anche se a renderlo disponibile sul mercato fu Spectrum Holobyte. Si dovette attendere il 1991 per potersi divertire con la Solitario Suite completa. Ideata da Randy Rasa contava 7 solitari e consentiva di muovere le carte e impilarle secondo la propria strategia di gioco, utilizzando il mouse. Non può mancare in questa disamina dei solitari digitali anche Microsoft Windows che nel 1990 lanciò il suo primo Solitario che si arricchì cinque anni dopo con la suite FreeCell.</p>
<p>In tempi più recenti, comunque, successivi allo scoccare del XXI secolo, i player, più o meno giovani, scelgono i giochi solitari proposti all&#8217;interno dei casino online. In modalità Free Online Games questi passatempi consentono di affinare le proprie strategie e, in alcuni casi, confrontare i propri risultati rispetto a quelli di altri player e, addirittura, organizzare tornei di gioco in cui sfidarsi e cercare di assicurarsi la vittoria.</p>
<h2>Solitario di Napoleone: scopo del gioco</h2>
<p>Per avviare questo solitario si utilizzano solitamente le carte francesi, anche se è possibile adoperare anche le 40 carte del mazzo italiano. Obiettivo del gioco è creare quattro file di carte, ciascuna delle quali deve includere solo quelle del medesimo seme. Le carte devono essere sistemate nel rispetto del valore progressivo delle carte, quindi dall&#8217;Asso al Re. I jolly devono essere rimossi.</p>
<h2>Le regole del solitario</h2>
<p>Dopo aver mescolato le carte si creano cinque file di carte scoperte. Al centro di ciascuna delle prime quattro file vanno posti i 4 assi. Procedendo dagli assi si sistemano 5 carte alla sinistra e cinque alla destra. Nell&#8217;ultima fila &#8211; la quinta &#8211; saranno presenti 8 carte. Mancando il quinto asso, si procederà a sistemare 4 carte a sinistra e quattro a destra dello spazio che dovrebbe essere occupato dall&#8217;asso.</p>
<p><strong>Le </strong><strong>regole del solitario</strong><strong> prevedono che è possibile muovere solo le carte esterne di ciascuna fila</strong>. Gli spostamenti iniziali concessi sono quello del 2, sull&#8217;Asso del medesimo seme o di una carta al fianco di una più alta o più bassa, in modo da creare scale crescenti o decrescenti. I diversi movimenti sono necessari a liberare i 2 da muovere sui rispettivi Assi.</p>
<p>La strategia più utilizzata è quella di partire &#8211; quindi cercare di eliminare &#8211; da uno dei lati dell&#8217;ultima fila di carte, in modo da svuotarla. Altro consiglio utile è quello di creare sequenze decrescenti: ciò significa che le carte con valore più basso devono occupare le aree esterna alla fila. Solo così sarà possibile trasferirle sul tallone degli Assi.</p>
<p>Come raggiungere l&#8217;obiettivo di gioco? Potrai dire di aver risolto il solitario solo quando tutte le carte presenti sul tavolo saranno state impilate correttamente. Ciò significa che <strong>dovrai posizionare dall&#8217;Asso al Re tutte le carte del medesimo seme, nell&#8217;area centrale dove sono presenti gli Assi</strong>.</p>
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		<title>Scommesse famose</title>
		<link>https://www.ammazzacasino.com/scommesse/scommesse-famose/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Gastardo dell'AmmazzaCasino]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Nov 2021 14:39:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scommesse]]></category>
		<category><![CDATA[scommesse]]></category>
		<category><![CDATA[storia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="444" height="271" src="https://www.ammazzacasino.com/wp-content/uploads/2021/11/horse-racing-betting-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Storia delle Scommesse" decoding="async" loading="lazy" /></p>
<p>Si scommette perché scommettere è una attività semplice e immediata ma soprattutto perché non avendo certezze sull’esito, si vivono emozioni forti. Il rischio di perdere <a class="mh-excerpt-more" href="https://www.ammazzacasino.com/scommesse/scommesse-famose/" title="Scommesse famose">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="444" height="271" src="https://www.ammazzacasino.com/wp-content/uploads/2021/11/horse-racing-betting-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Storia delle Scommesse" decoding="async" loading="lazy" /></p><p>Si scommette perché scommettere è una attività semplice e immediata ma soprattutto perché non avendo certezze sull’esito, si vivono emozioni forti. Il rischio di perdere è sempre alto ma questo invece di demotivare spinge a sfidare la sorte nella speranza che l’operazione si concluda positivamente.</p>
<p>Che l’impulso a scommettere sia dato dal desiderio di vivere il rischio o dal pungolo dell’autorealizzazione, il più alto livello nella “gerarchia dei bisogni” della piramide di Maslow, poco cambia. Il piacere di questa attività, come é noto, era palese già ai tempi dei Greci, gli ideatori dei Giochi Olimpici, ed è difficile pensare che non abbiano scommesso sugli esiti delle sfide. Sicuramente i Romani sono stati assidui scommettitori: testa o croce, gli astragali, i dadi e altre tipologie di giochi andavano per la maggiore. Le scommesse erano consentite solo durante i Saturnali, feste religiose che si svolgevano a dicembre, e venivano effettuate in strutture simili alle bische dove si sperperavano fortune.</p>
<p>Da allora sono trascorsi molti secoli e la passione non è mai calata. In Francia, durante l’Ancien Régime, furono in uso alcuni tipi di scommesse collegati ad attività ludiche, mentre in Italia i primi giochi con i pronostici si sono avuti con il Totocalcio nel 1946. Con il concorso a premi dovevi indovinare l’esito di 12 incontri, diventati 13 nel 1950 e 14 nel 2003. L’importanza della schedina è diminuita quando si è avuta la possibilità di aderire alle <a href="https://www.ammazzacasino.com/scommesse/scommesse-calcistiche-levoluzione-di-un-mercato-in-continua-espansione/">scommesse calcistiche</a> regolamentate nel 1998 e il primo evento che cambiò il mondo del betting fu il mondiale di Francia giocato in quell&#8217;anno. Nel nostro Paese gli ambiti sportivi in cui si scommette maggiormente sono gli eventi calcistici mentre gli inglesi scommettono su qualsiasi accadimento, compresi quelli non inseriti nelle liste dei bookmakers che, però, possono essere aggiunti su richiesta. <strong>Una interessante carrellata di </strong><strong>scommesse famose</strong><strong> testimonia come la passione per il betting sia insita nell&#8217;uomo da sempre</strong>.</p>
<h2>Cleopatra</h2>
<p><strong>Tra le </strong><strong>scommesse famose</strong><strong> dell’antichità c&#8217;è quella che risale all’ultima faraona d’Egitto</strong>, Cleopatra, vissuta nel I secolo a.C. La regina, che forse conoscerai per la storia d’amore con Marco Antonio e per la morte provocata dal morso di un’aspide (più comunemente detto serpente), scommise che avrebbe offerto una cena più costosa di quella che avrebbe organizzato Marco Antonio. Parecchi dipinti e uno scritto di Plinio testimoniano la vicenda. Durante la competizione Marco Antonio si prodigò alla ricerca di pietanza particolarmente costose. Anche Cleopatra fece preparare piatti pregiati ma astutamente decise di sciogliere nell’aceto i suoi orecchini di perle che costavano dieci milioni di sesterzi. L’enorme valore dei gioielli le fece <a href="https://www.ammazzacasino.com/scommesse/come-creare-un-algoritmo-per-le-scommesse/">vincere la scommessa</a>.</p>
<h2>Theodor Seuss Geisel</h2>
<p>Tra le scommesse passate alla storia per la singolarità c’è quella che fecero lo scrittore Theodor Seuss Geisel e il suo editore. Secondo l’editore, Seuss non sarebbe stato in grado di scrivere un libro utilizzando solo 50 parole. Erano gli anni Sessanta quando lo scrittore fumettista pubblicò un libro per bambini diventato famoso e scritto con sole 50 parole.</p>
<h2>La foglia e l&#8217;albero</h2>
<p>Forse non si può annoverare tra le scommesse famose ma questa sfida a due è documentata da una poesia cinese e risale al IV secolo, sicuramente vale la pena che tu la conosca. La poesia mette in versi la storia di due scommettitori impegnati a puntare su un originale pronostico: da quale lato del ramo sarebbe caduta una foglia che stava per staccarsi dall’albero. Non conosciamo il nome del vincitore ma questa tipologia di scommessa, basata su un evento naturale che tira in ballo le leggi della fisica, la dice lunga su quanto possa essere avvincente la passione per i pronostici.</p>
<h2>Billy Walters</h2>
<p><strong>La scommessa lanciata da Billy Walters riguarda la roulette americana</strong> e si è svolta nel Casinò Golden Nugget, ad Atlantic City. Walters era uno scommettitore di professione che aveva abbandonato la carriera aziendale per dedicarsi al gambling. Era la fine degli anni ’80 e il proprietario del prestigioso Golden Nugget, Steve Wynn, raccolse la sfida lanciata da Walters che affermava di essere in grado di far saltare il banco. Il suo piano era depositare 2 milioni di dollari e di puntare il doppio del limite di puntata, cioè 2.000 dollari invece di 1.000. La scommessa sembrò poco logica sia perché la roulette americana per il banco era più vantaggiosa di quella francese, sia perché come scommettitore Walters aveva già perso grosse fortune. Wynn preparò allora una serata speciale durante la quale Billy Walters giocò puntando esclusivamente su 5 numeri (7, 10, 20, 27, 36): ogni piatto era di 10 mila dollari. La tattica ebbe successo e vinse 3,8 milioni di dollari mentre Wynn fu costretto a sospendere il gioco.</p>
<p>Ingaggiati alcuni tecnici per verificare eventuali anomalie, la roulette risultò difettosa: Walters insieme a dei collaboratori ne aveva studiato per mesi il funzionamento e questo gli aveva permesso l’enorme vincita. I ricorsi effettuati dal Casinò non hanno avuto effetto perché l&#8217;avventore aveva giocato in modo corretto.</p>
<h2>George Lucas e Steven Spielberg</h2>
<p>Erano gli anni Settanta e i due registi stavano lavorando rispettivamente a “Star Wars” e a “Incontri ravvicinati del terzo tipo” ma Lucas non era soddisfatto della sua opera, soprattutto perché aveva avuto modo di constatare la qualità del lavoro dell’amico. Decise allora di lanciare una scommessa: se “Star Wars” avesse avuto maggiore successo del suo film, avrebbe ceduto a Spielberg il 2,5 % dell’incasso mentre, diversamente, sarebbe stato “Incontri ravvicinati del terzo tipo” a versare il 2,5% a Lucas. Star Wars ha avuto un successo difficile da replicare e ancora oggi, dopo molti anni, Spielberg riceve puntualmente la percentuale pattuita per la scommessa vinta.</p>
<h2>Steve Whiteley</h2>
<p>Tra le scommesse famose c’è anche quella di Steve Whiteley, ingegnere residente nel Regno Unito che nel 2011 ha puntato 2 sterline all’ippodromo. Poco avvezzo alle scommesse ippiche, l’ingegnere aveva puntato sul cavallo, Lupita, perché gli piaceva il nome. Lupita aveva perso ben 28 corse ma la dea bendata ha dato a Whiteley una grossa mano: montato da una giovane e brava fantina il cavallo ha vinto la sesta gara. Con un investimento minimo e nessuna esperienza, Whiteley si è aggiudicato 1,45 milioni di sterline, una vincita stratosferica.</p>
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		<title>Che cos&#8217;è il gioco d&#8217;azzardo?</title>
		<link>https://www.ammazzacasino.com/attualita/che-cose-il-gioco-dazzardo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Gastardo dell'AmmazzaCasino]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Apr 2021 18:54:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Gioco]]></category>
		<category><![CDATA[gioco d&#039;azzardo]]></category>
		<category><![CDATA[storia]]></category>
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<p>Secondo una definizione generale, il cosiddetto “Gioco d’azzardo” è un’attività di tipo ludico durante la quale l’individuo decide di scommettere beni o denaro su uno <a class="mh-excerpt-more" href="https://www.ammazzacasino.com/attualita/che-cose-il-gioco-dazzardo/" title="Che cos&#8217;è il gioco d&#8217;azzardo?">[...]</a></p>
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<p>I sintomi che definiscono un giocatore patologico sono diversi, dalla necessità continua di scommettere/puntare all’irritabilità costante, passando per la tendenza a investire sempre più denaro, gli stati d’ansia, l’inclinazione a dire menzogne e così via.</p>
<p>Se decidi di cimentarti nel gioco d’azzardo devi sempre tenere a mente che la posta investita è potenzialmente perduta, quindi valuta con attenzione ogni tua mossa. Alcuni tra i giocatori più esperti, ad esempio durante le partite di poker, riescono a prevedere quali combinazioni di carte usciranno e con quale probabilità, ma in questi casi si parla di autentici geni della matematica. Nella stragrande maggioranza dei casi è impossibile prevedere l’esito dell’evento.</p>
<h2>Come e dove nasce il gioco d’azzardo?</h2>
<p>Devi sapere che le origini del gioco d’azzardo sono incerte. La stessa vita preistorica può essere considerata una sorta di scommessa, poiché ogni giorno uomini e donne sfidavano la natura per procurarsi il cibo e sopravvivere, in una sorta di scommessa perpetua. Parlando di oggetti tangibili, pare che i primissimi dadi risalgano a circa 5000 anni fa e siano stati rinvenuti in territorio cinese, così come le prime rudimentali carte, solitamente decorate con disegni dalle fattezze umane, e gli antichi giochi su piastrelle. Tuttavia, anche Giappone, Egitto, India e Grecia hanno avuto a che fare in antichità con il gioco d’azzardo.</p>
<p>I dadi venivano inizialmente costruiti utilizzando le ossa provenienti da scheletri animali, mentre le carte come le conosciamo noi, con re, cavalieri e regine, vennero introdotte solamente quando il gioco raggiunse l’Europa. L’avvento della stampa contribuì allo sviluppo del fenomeno andando a favorire la diffusione di regolamenti scritti e il più possibile comuni a tutti, in modo da evitare dispute e problemi di vario genere.</p>
<p>Greci e Romani solevano scommettere sulle battaglie tra animali, i quali venivano spesso allevati esclusivamente allo scopo di combattere. L’Antica Roma era poi nota per le frequenti dispute derivanti dalle attività portate avanti nelle “bische”, locali in cui i giocatori d’azzardo puntavano sui gladiatori e sulle corse di bighe e quadrighe, sperando che la Dea Fortuna li assistesse.</p>
<p>Per concludere questa rapida carrellata, probabilmente hai ben presente l’ambiente dei saloon, diffusi nel noto Far West, dove le partite di carte potevano tranquillamente durare intere giornate e finire con una scazzottata o una sparatoria, in base alla posta in palio. C’era persino chi, oltre al denaro, arrivava a puntare la propria casa, rischiando di rovinare letteralmente l’esistenza della famiglia.</p>
<h2>Quali sono i giochi più praticati e conosciuti?</h2>
<p>I moderni casinò ti consentono di divertirti con un’ampia varietà di giochi, che spaziano dalle classiche slot machine all’affascinante roulette, passando per black jack, punto banco, poker, lotterie e tanti altri. Ma vediamo assieme qualche informazione specifica sui singoli giochi e impariamo a conoscerli meglio.</p>
<ul>
<li>La <strong>Roulette</strong>, ad esempio, pare sia nata nell’Antica Roma circa 2000 anni fa. Inizialmente i soldati utilizzavano come roulette un semplice scudo, che veniva fatto roteare sulla cima di una lancia, mentre l’attuale aspetto venne assunto nel XVII secolo, grazie al lavoro sui moti perpetui di Blaise Pascal. Lo stesso Pascal studiò i movimenti della classica pallina d’avorio riuscendo a comprendere, seppure a grandi linee, con quale frequenza si presentassero i vari numeri. Questi ultimi vanno dallo 0 al 36 e sono distribuiti, in modo apparentemente casuale, lungo il perimetro della roulette a cilindro dotata di cuscinetti a sfera. Durante il gioco la pallina viene lanciata in senso inverso rispetto alla rotazione del cilindro centrale, compiendo una serie di giri e fermandosi poi tra le losanghe di una determinata conca, corrispondente a uno specifico numero</li>
<li>La prima <strong>Slot Machine</strong> venne progettata nel 1895 da Charles Fey, il quale pochi anni dopo, precisamente nel 1907, avviò la produzione della propria invenzione, mettendosi in affari con la Millis Novelty Company, e nel 1910 comparvero per la prima volta i mitici simboli della frutta, presenti ancora oggi nelle slot moderne. Tra proibizionismo, utilizzo di materiali costruttivi più leggeri e norme tese a prevenire il manifestarsi di dipendenze patologiche, le slot machine sono giunte fino ai giorni nostri e vengono oggi sfruttate principalmente online, tramite portali specializzati. Ne esistono di tantissimi tipi e molte di esse prevedono Jackpot importanti</li>
<li>Il <strong>Black Jack</strong> è nato nel 1700 all’interno dei casinò francesi e inizialmente si chiamava “vingt-et-un”, prima di assumere l’appellativo attuale per opera degli americani. Il nome moderno deriva dal bonus che il giocatore riceve nel momento in cui gli capita un asso o un fante di picche. Il regolamento del gioco originale venne modificato nel 1963, in seguito alla pubblicazione di un libro che rivelava il trucco per vincere, portando all’utilizzo di 312 carte francesi, ossia 6 pacchetti completi.</li>
<li>Le tanto amate <strong>Lotterie</strong> affondano le proprie radici nella storia del gioco del Lotto già conosciuto e praticato nei primi anni del 1600 a Genova e nella Venezia del 1700. L’idea del Lotto venne a Benedetto Gentile, un genovese che mise a punto un sistema di gioco con bussolotti, per il quale venivano eletti 5 senatori responsabili dell’estrazione. Inizialmente mal visto dalla Chiesa, in particolare da Papa Benedetto che nel 1728 annunciò la scomunica per tutti i giocatori, il Lotto venne poi approvato da Papa Clemente XII e, successivamente, si diffuse in Europa.</li>
</ul>
<p>Oggi il gioco d’azzardo si sviluppa principalmente sul WEB, con tantissimi portali compatibili con PC e dispositivi mobili, che ti consentono di giocare in qualsiasi momento e ovunque ti trovi. Scorri l’<a href="https://www.ammazzacasino.com/liste-casino/">elenco</a> dei casinò digitali presente sul nostro sito, valuta i bonus offerti e i giochi disponibili, in modo da individuare l’opzione più adatta alle tue esigenze. Infine, ricorda sempre di puntare in modo responsabile!</p>
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