È possibile creare un algoritmo per scommesse?
Un algoritmo per scommesse può organizzare dati e produrre stime di probabilità. Costruirne uno non significa conoscere in anticipo il risultato né ottenere un rendimento garantito. Il primo passo è definire quale evento si vuole stimare e quali informazioni sono disponibili prima della gara.
Magari ti sei posto questa domanda all’inizio della tua “avventura” nel settore “betting” o dopo aver provato, testato e studiato il sistema per qualche mese/anno. Per valutarne l’utilità occorre separare la qualità delle previsioni dal risultato economico: anche molti pronostici corretti possono accompagnarsi a una perdita.
Il lavoro richiede un obiettivo definito, dati coerenti e una verifica su eventi che non sono stati usati per costruire il modello. Naturalmente costruire un algoritmo per stimare gli esiti non è certo un’impresa semplice e può richiedere una certa disponibilità economica, soprattutto se deciderai di “delegare”. Ma andiamo con ordine.
Come viene messo a punto un algoritmo?
Alla base del modello ci sono i dati: risultati, date, informazioni sulle squadre e quote osservate in un momento preciso. Un archivio più grande non è automaticamente migliore. Errori, duplicati e informazioni disponibili soltanto dopo la gara possono falsare la valutazione.
Un modello utile deve essere valutato rispetto a un riferimento semplice e a dati separati. L’obiettivo non è avvicinarsi per promessa al 100% di risultati esatti, ma misurare quanto le probabilità stimate corrispondano agli esiti osservati. Se a molti eventi viene attribuita una probabilità vicina al 60%, una buona calibrazione richiede che quell’esito si verifichi circa sei volte su dieci in un campione adeguato.
Il lavoro non riguarda solamente la disponibilità di dati, naturalmente, ma anche un certo impegno in termini di tempo. Il progetto in questione necessita poi di discrete capacità matematiche, senza le quali sarebbe difficile per te gestire i vari fogli di calcolo e le fasi di creazione del tuo database. Hai comunque sempre la possibilità di rivolgerti a un esperto, un appassionato di matematica che possa affiancarti durante il lavoro.
Le conoscenze tecniche sono sicuramente importanti, ma si accompagnano anche a un’assoluta dedizione e alla capacità di cogliere costantemente i più piccoli dettagli.
Betting e lavoro dei bookmaker
Le quote sono prezzi, non certezze. Per una scommessa semplice a quota decimale, senza commissioni e senza esiti rimborsati, la soglia di pareggio è 1 diviso la quota. Una quota 1,50 richiede quindi oltre due terzi di esiti vincenti (circa il 66,7%) per un risultato medio positivo a puntata costante.
Esempio puramente illustrativo: 20 puntate da 10 euro, tutte a quota 1,50, con 12 vittorie e 8 sconfitte. Il 60% di pronostici è corretto, ma i ritorni complessivi sono 180 euro su 200 puntati: il saldo è -20 euro, pari al -10%. Non sono risultati di un sistema reale. Un vantaggio soltanto ipotizzato non elimina il rischio di rovina.
Quali competenze servono per creare un algoritmo?
La creazione di un algoritmo non è certamente un’impresa alla portata di tutti. È necessario che tu vada a valutare di possedere tutte le competenze e le risorse necessarie, in modo da non buttare inutilmente del tempo dietro un progetto troppo lungo e impegnativo. Prima di dedicare risorse al progetto, definisci i dati necessari, il tempo di sviluppo e il modo in cui misurerai gli errori. Per un sistema acquistato, una testimonianza o un grafico di vincite non sostituiscono un registro completo delle previsioni, delle quote disponibili e dei risultati, comprese le perdite.
Nel caso tu sia comunque pronto a perseguire il tuo obiettivo, devi comprendere da dove iniziare per mettere a punto un sistema di analisi verificabile. Gli elementi da cui partire, come detto in precedenza, sono i “dati”. Le statistiche sono sintesi dei dati e possono essere utili: medie, frequenze e altri indicatori vanno scelti in base alla domanda. Bisogna conoscerne periodo, campione e modalità di calcolo, senza confondere una correlazione con una previsione affidabile. I suddetti dati da soli non bastano, poiché devi avere anche la capacità di classificarli in maniera corretta, tale che possa fornirti delle informazioni utili al tuo scopo.
Hai poi la necessità di implementare le tue competenze in ambito sportivo e di immergerti in toto nell’ambiente scommesse, collezionando esperienze che possano farti sentire completamente a tuo agio mentre osservi grafici e crei incroci. Per gli eventi sportivi reali, conoscere una disciplina aiuta a formulare ipotesi, ma queste vanno prima controllate su dati storici e con previsioni registrate senza denaro. Conosci le regole del gioco? Hai ben presente quali risultati siano contemplati in una gara? Possiedi nozioni in merito al mercato, alle rose e alle condizioni di salute dei giocatori? Queste informazioni possono entrare nel modello solo se erano disponibili al momento della previsione. La loro utilità va dimostrata sul periodo di test, non data per scontata.
Scommesse sportive e virtuali: perché distinguerle
Scommettere online su una gara reale e scommettere su un evento virtuale sono attività diverse. La distinzione riguarda ciò che determina il risultato:
- negli eventi sportivi reali si osservano gare fra atleti o squadre, con informazioni da registrare prima della previsione
- negli eventi virtuali basati su RNG, l’esito deriva da un generatore di numeri casuali secondo le regole del prodotto
Per le gare reali, un modello stima probabilità a partire da informazioni osservabili. Per un evento virtuale non si possono trasferire automaticamente dati su forma e infortuni degli atleti reali. Il funzionamento va letto nelle regole del prodotto; una sequenza di esiti passati non dimostra di aver individuato un difetto del generatore.
Un modello sportivo va verificato su incontri successivi a quelli usati per svilupparlo, evitando di scegliere le regole dopo aver visto i risultati del test. Negli eventi indipendenti, invece, una serie di sconfitte non rende dovuta una vittoria: è la fallacia dello scommettitore. L’analisi non deve diventare un motivo per inseguire le perdite; la gestione del budget resta distinta dalla qualità del modello.
Probabilità e scommesse
Conoscere gli assiomi principali della teoria della probabilità è una base utile per ragionare sulle stime, ma non dimostra che un algoritmo sia accurato o redditizio. I postulati della teoria devono rappresentare per te un’ispirazione, un motivo di costante miglioramento. Questo ti permetterà di osservare i numeri con occhi diversi, di analizzarli sotto un’altra prospettiva, mentre impari a conoscerli e a divertirti con loro.
Il consiglio è quello di farti una certa cultura in termini di probabilità, leggendo libri, frequentando lezioni (anche online) e ascoltando esperti di questo specifico settore, in modo da carpirne ogni più piccolo segreto. La semplice aritmetica non è certo sufficiente, perciò dedica il giusto impegno a questo aspetto dello studio dei numeri o consulta un matematico che possa assisterti con il tuo progetto.
Un altro buon suggerimento da seguire è quello di esercitarti con i fogli di calcolo, sfruttando programmi dedicati come ad esempio Microsoft Excel e il meno blasonato OpenOffice Calc. Saper manipolare un foglio di calcolo ti permette di ordinare tutti i tuoi dati e di rendere le analisi più controllabili, registrando anche errori, perdite e limiti del campione. Chi conosce tutte le funzioni di un software di questo tipo è sicuramente avvantaggiato in termini di prestazioni e di risparmio di tempo, perciò il consiglio è quello di studiare e testare ogni strumento a tua disposizione.
Riferimenti metodologici: documentazione su errori di valutazione e contaminazione dei dati, test in ordine temporale e calibrazione delle probabilità. Per gli esiti virtuali, lo standard tecnico RTS 7 della Gambling Commission britannica è citato come riferimento sul funzionamento dei generatori casuali, non come normativa italiana.