Decreto Dignità? Idee migliori da Londra

Il decreto dignità a scapito della libertà di informazione e di scelta

La Gambling Commission Inglese, è pronta a lanciare un’indagine sul rischio dell’uso smisurato della Carta di Credito nel gioco d’azzardo. Il Segretario per la Cultura, Jeremy Wright, ha avvertito i Bookmaker e i Casinò Online: si deve trovare una soluzione per risolvere questo problema o il Governo potrebbe vietare l’uso delle Carte di Credito nel gioco d’azzardo sia online, che nelle ricevitorie.
L’indagine vuole verificare quanto gli scommettitori, grazie alle Carte di Credito, spendano più di quello che possono permettersi. Infatti quando si usano questi strumenti, si depositano soldi che vengono effettivamente dati in prestito dall’istituto di credito. L’addebito della spesa, non avviene immediatamente e il giocatore, non si rende conto di quanto ammonta il debito che dovrà affrontare. Di conseguenza, è logico sospettare che venga a mancare il concetto di gioco responsabile ed aumentano i rischi di quello compulsivo.
Jeremy Writght, ha tra l’altro dichiarato: “Per proteggere le persone dai rischi derivanti dal gioco d’azzardo, è di vitale importanza, che tutte le parti in causa affrontino il problema. Non solo i bookmakers, ma anche le piattaforme di Social Media e le banche”
Di recente molti Istituti Bancari Inglesi hanno introdotto delle funzionalità sulle App dei conti online, grazie alle quali i clienti possono limitare o escludere la possibilità di spendere al gioco.

Differenze tra Inglesi e Italiani

E’ molto interessante notare, però, che l’utilizzo della Carta di Credito è pari solo al 20% della spesa totale al gioco. In Inghilterra, infatti, si utilizzano anche le Carte di Debito (prepagate e bancomat), il bonifico che può essere anche immediato e l’addebito diretto, simile al nostro RID.
In Italia, invece, nel gioco online si utilizzano soprattutto le Carte Prepagate, seguite da quelle di Credito. Gli altri metodi sono praticamente assenti. Ci sono i webwallet, come in Inghilterra, ma serve comunque una carta. Non ci sono statistiche ufficiali in merito, ma sembra che il 35% degli italiani utilizzi la Carta di Credito per giocare al Casinò Online o alle Scommesse.
Per quanto riguarda l’auto-esclusione, bisogna contattare l’operatore e l’operazione è piuttosto rapida e regolamentata da AAMS. Ma gli istituti bancari Italiani, non offrono nessun tipo di assistenza in merito. In sporadici casi, la spesa al gioco è limitata o del tutto vietata. Ma non c’è alcuna funzionalità, con la quale il correntista può escludere la possibilità di spendere al gioco.

Errori del Decreto Dignità

Leggendo la nuova normativa, introdotta dal Governo con il Decreto Dignità, il cui scopo principale è combattere la ludopatia e la diffusione smisurata del gioco, non sembra assolutamente che ci siano della azioni mirate contro il problema cruciale. I volumi di spesa del singolo giocatore, sia online e offline.
Il divieto a pubblicizzare il gioco a qualsiasi livello, è sicuramente uno strumento valido per evitare che nuovi giocatori comincino a scommettere.
Però, il rovescio della medaglia, è l’enorme perdita di introito, da parte dello Stato Italiano. Questo mancato incasso, avrà un impatto enorme sugli sport minori, sul Comitato Olimpico e lo sport in generale.
Infatti i ludopatici e gli scommettitori abituali, conoscono a memoria tutti i siti di gioco. Al limite, andranno a cercare nuovi siti e offerte di Benvenuto su Google. A loro, la pubblicità influisce veramente poco, se non addirittura per nulla.
Avrebbe avuto molto più senso, iniziare a limitare per legge la spesa al gioco con le Carte di Credito e Prepagate. Obbligare gli istituti bancari a dare la possibilità di escludere qualsiasi spesa al gioco, anche con una telefonata. Però, sappiamo benissimo che quando un correntista finisce in “rosso” i guadagni della Banca crescono vertiginosamente.
Per di più, il Decreto Dignità, non ha alcuna normativa, veramente efficace per andare a combattere un altro enorme problema: le Slot Machine da bar. Dove non c’è alcun controllo su quanto un giocatore spende. Si parla di limitazioni di orario e di distribuzione sul territorio, è vero. E forse verrà richiesto l’utilizzo della tessera sanitaria per giocare alle macchinette, un po’ come con i distributori delle sigarette. Ma quanti anni ci vorranno per cambiare le 410.000 Slot Machine presenti in Italia? E non solo, il divieto alla pubblicità del gioco d’azzardo, non avrà alcun impatto su questo settore. Avete mai visto la pubblicità online o in TV di una sala slot? Ovviamente no, forse solo localmente con qualche affissione.

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