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  1. Scusami, ma ho bisogno di capire. Ho inserito dei numeri all'inizio di ogni tua affermazione, così da scriverti i miei dubbi con riferimento ad ogni tuo punto: 1. ok, questo ci sta, è una base di partenza come un'altra 2. progressione molto forte, considerando che con un colpo preso di chance semplice vuoi recuperare tutto lo scoperto e riportarti a 0. Le progressioni concepite in questo modo sono solitamente fallimentari e dimostrano il loro fallimento in campioni davvero piccoli di prove 3. perché ogni 2? Se ti va cioè male la prima progressione e sei sotto di 30 pezzi, ricomi
  2. Ciao Bagdad, ci potresti spiegare com'è che stai giocando? Cosa punti e perché, che montante usi se ne usi, ecc. Grazie.
  3. La mia idea l'ho espressa nel commento precedente: è tutto proporzionato. Non credo nella selezione numerica, poiché la matematica dimostra il contrario, ma esistesse un sistema di gioco, non una selezione numerica, che "preservi da scarti da rovina del giocatore", significherebbe che quel sistema di gioco farebbe guadagnare talmente poco che non avrebbe senso investirci del tempo e/o del denaro.
  4. Sì sì, Satori, sono perfettamente d'accordo con te, con tutto quello che hai detto in quest'ultimo tuo commento. Voglio solo aggiungere un pensiero su questa parte: Dobbiamo essere consapevoli che "provarci" con la roulette significa sempre e comunque, a prescindere dal sistema utilizzato o dalle finanze possedute, un rischio. Non vi è niente di certo, mentre ogni cosa è probabile. È probabile diventare milionari? Sì. È probabile perdere tutto il capitale? Sì. Qualunque altra cosa è probabile? Sì. Ma non c'è niente di certo, solo probabilità, probabilità che significano tutto e niente.
  5. Infatti io non lo penso. Non come logica assoluta, almeno. Quello che può farci superare la roulette è pianificare un sistema di gioco che resista tanto quanto decidiamo di giocare. Una partita di calcio dura 90 minuti, non dura all'infinito. E così anche il nostro gioco alla roulette avrà un inizio ed una fine. Magari vogliamo giocare 30 anni, tutti i giorni, 100 spin al giorno: bene, serve un sistema che regga 1.095.000 spin e altri 7 o 8 spin a seconda di quanti anni bisestili incontreremo. Non dovremo battere "matematicamente" la roulette, poiché non è possibile, ma dovremo "solo" essere i
  6. È impossibile risponderti al presente, perché ciò presuppone che quel qualcuno che tu cerchi affermi di riuscirci contemporaneamente all'atto stesso del riuscirci, il che non è possibile, non tanto per l'abilità di scrivere al computer di quel qualcuno (potrebbe avvalersi anche di un valido scriba al quale assegnare questo ingrato compito, che sarebbe logicamente eseguito da un altro pc), quanto più per il fatto che per potersi accorgere, questo qualcuno, di esserci riuscito, dovrà quantomeno aspettare qualche secondo. E anche fosse un solo secondo, sarebbe comunque un tempo già passato. Perdo
  7. Quando giocavo, io giocavo su quella. Riuscivo sia a versare che a prelevare.
  8. Esattamente. Una semplicissima regola matematica ha mandato in palla i cervelli di tutto il mondo. La cosa che trovo meravigliosa, ma al tempo stesso agghiacciante, è come grandi conoscitori della matematica abbiano potuto perdere ore, giorni e mesi della loro vita conoscendo alla perfezione quella regola. Forse anche loro si sono lasciati suggestionare, è probabile. Forse erano grandi conoscitori della matematica, ma le loro menti erano poco razionali. Non saprei dirlo. So solo che Einstein, uno dei più grandi in assoluto, diceva che "l’unico modo per battere la roulette consiste nel rubare i
  9. Ma difatti io penso l'esatto contrario, cioè che la matematica ci possa facilmente far capire che il vantaggio non ce lo avremo mai, almeno fintantoché le regole del gioco resteranno quelle attuali. Mi hai strappato un caloroso sorriso. 😄
  10. Le stesse che userei sulla roulette con lo zero, ma ottenendo risultati migliori.
  11. Di qualsiasi cosa parli, ciò che ti farà perdere ti farà perdere di più di ciò che ti farà vincere. Può essere anche il 99,9999% di probabilità di vincere. Ma quando capita l'evento che ha probabilità 0,0001% di verificarsi, tu perderai una cifra maggiore di quello che ti fa guadagnare il restante 99,9999%. Questa è la matematica, che ci piaccia o no.
  12. In realtà quello che non sai di me è che io amo la filosofia, la meditazione, gli infiniti percorsi che può fare la nostra mente, ma tutto in virtù della vita e del suo valore, del tempo e del suo valore, della felicità, della pace interiore, dell'armonia con me stesso e con il prossimo. Qui però siamo in un forum che parla di roulette e in questa discussione parliamo della probabilità della ripetizione dei pieni. In questo contesto, perfettamente rappresentato e spiegato dalla razionalità e dalla matematica, tutto ciò che amo al di fuori di qui è per me fuori luogo. Se ci trovassimo seduti in
  13. La massima probabilità di un evento è quella del 100% e rappresenta la certezza. Qui non stiamo facendo filosofia (o almeno, alcuni la fanno, non io), ma stiamo parlando di un banalissimo gioco quale la roulette e qualcuno sta cercando il modo di porsi in vantaggio su di essa per poter portare a casa la pagnotta. Non capisco perché dobbiate sempre andare a cercare non so che per complicare tutto con ragionamenti esoterici, spirituali, religiosi e filosofici. Adesso c'è Satori, che stimo tantissimo per la sua mente favolosamente aperta e di grande cultura, che tira fuori persino Gesù Cristo aff
  14. Ma conosci almeno il significato del verbo prescindere? Non ho detto che tu non intendessi l'assenza di principio, sono d'accordo con la tua definizione. Semplicemente mi piace di più quella dell'austriaco, per i motivi detti in precedenza. Cioè tu puoi essere matematicamente certo del verificarsi, in un insieme finito di colpi, di un evento che abbia una probabilità inferiore al 100%? Qui ci si riporta a quella tipologia di visione che non mi appartiene, non per andare a parlare di roulette. La roulette è un gioco semplice e matematico. Andare a cercare le cose chiss
  15. Se è questo l'atteggiamento che vuoi tenere, sappi che potevi risparmiartelo anche ora un commento del genere, e non solo in passato. Il tuo tono offensivo ti identifica e mi chiedo perché mai sprecare il fiato (in questo caso solo il tempo e i polpastrelli) a rispondere alle tue provocazioni, ma quando leggo certe cose ho davvero i brividi sulla pelle. Tu non dimostri niente a nessuno, però sovverti la matematica. Caspita, non sapevo fossi in lizza per il Nobel. Fai tanti discorsoni, ma poi la vai a buttare sul trascendentale. Hai un chiaro vantaggio sul banco... Caspita di nuovo, ti credo pr