il Prof.

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  1. Non ho seguìto la conversazione originaria, ma se si tratta di usare una Labouchere su due chance opposte, succede quello che succede sempre quando andiamo ad utilizzare una qualunque progressione su due chance opposte, ovvero che su quella deficitaria accade pressoché quello che accadrebbe nel caso la giocassimo in solitaria, senza quella opposta. La differenza sta solo nel gioco iniziale, a basse puntate (e quindi con una differenza di cui non ci frega niente perché, appunto, le puntate sono basse), mentre quando una chance diventa molto deficitaria, le puntate da una parte salgono tantissimo e dall'altra restano alla fase iniziale. La differenza è quindi magari di 2, 3, 5 o 10 pezzi, su un totale magari di 200, 500, 1000 pezzi, il che è quasi totalmente irrilevante per il collasso finale.
  2. Scusami, ma ho bisogno di capire. Ho inserito dei numeri all'inizio di ogni tua affermazione, così da scriverti i miei dubbi con riferimento ad ogni tuo punto: 1. ok, questo ci sta, è una base di partenza come un'altra 2. progressione molto forte, considerando che con un colpo preso di chance semplice vuoi recuperare tutto lo scoperto e riportarti a 0. Le progressioni concepite in questo modo sono solitamente fallimentari e dimostrano il loro fallimento in campioni davvero piccoli di prove 3. perché ogni 2? Se ti va cioè male la prima progressione e sei sotto di 30 pezzi, ricominci puntando 1-1? E a che serve? Immagino a inseguire ancora il pieno, ma un pieno è difficile da prendere e indovinando la chance semplice saresti sempre sotto di 30 pezzi ad ogni nuovo colpo 4. lo stop loss alla roulette è matematicamente inutile. Lo spiegai in un mio post o in risposta al post di qualcun altro, ora non ricordo. Se un sistema è vincente lo deve essere sempre. Impostare uno stop loss aumenta solo la probabilità che si verifichi l'evento che ci faccia ripartire da capo, ed è tutto proporzionale a vincite e perdite, quindi matematicamente nullo 5. cambiare numero non ha alcuna ragione logica/matematica, puoi tranquillamente continuare sul numero precedente, le probabilità saranno le stesse 6. questo è il punto sul quale vorrei avere maggiori spiegazioni. Come fai a dire che solitamente il numero si prende entro 1-2 progressioni? Una progressione è fatta da 4 uscite, tu giochi un solo pieno che ha una probabilità di sortita di 1/37, quindi che di solito ti esca tra la prima e la seconda è assolutamente fantascienza. Mediamente ti uscirà una volta ogni 37 uscite, quindi mediamente tra la nona (36 uscite) e la decima (40 uscite) progressione giocata. Tu beccassi un pieno entro 4-8 colpi, non avresti bisogno di alcuna progressione o schema di gioco, giochi solo il pieno e diventi milionario.
  3. Ciao Bagdad, ci potresti spiegare com'è che stai giocando? Cosa punti e perché, che montante usi se ne usi, ecc. Grazie.
  4. La mia idea l'ho espressa nel commento precedente: è tutto proporzionato. Non credo nella selezione numerica, poiché la matematica dimostra il contrario, ma esistesse un sistema di gioco, non una selezione numerica, che "preservi da scarti da rovina del giocatore", significherebbe che quel sistema di gioco farebbe guadagnare talmente poco che non avrebbe senso investirci del tempo e/o del denaro.
  5. Sì sì, Satori, sono perfettamente d'accordo con te, con tutto quello che hai detto in quest'ultimo tuo commento. Voglio solo aggiungere un pensiero su questa parte: Dobbiamo essere consapevoli che "provarci" con la roulette significa sempre e comunque, a prescindere dal sistema utilizzato o dalle finanze possedute, un rischio. Non vi è niente di certo, mentre ogni cosa è probabile. È probabile diventare milionari? Sì. È probabile perdere tutto il capitale? Sì. Qualunque altra cosa è probabile? Sì. Ma non c'è niente di certo, solo probabilità, probabilità che significano tutto e niente. Non c'è presunzione, non da parte mia almeno: sono conscio che la roulette abbia un vantaggio notevole su di noi, e infatti personalmente sono anni che non ci gioco. Non ci gioco da quando feci quei primi studi utilizzando la D'Alembert da me modificata e portandomi anche a casa un bel gruzzolo per poter comprare "aggratis" la moto che poi mi prendetti (dando indietro la mia). Ho battuto la roulette? Sì, mi pare evidente questo. Soprattutto considerando che non ci ho più giocato. È stato culo? Sì e no. E qui, pippone a parte, entro nel merito di quanto citato: "quello che sia probabile debba accadere". Il debba innanzitutto lo toglierei, perché di dovuto non c'è proprio niente. Ed è vero che se per un milione di boules il sistema ha retto, non è per niente detto che reggerà per un altro milione, ma non è detto neanche che regga per altre 100 boules. Il crollo può avvenire da un momento all'altro, però... Il però è fondamentale. Uno potrebbe giustamente pensare che se ha in mano un sistema con una probabilità di sconfitta di 1 su 1.000.000 (sono numeri a caso, tanto per) giocandolo magari per 100.000 boules "appena" la probabilità di sconfitta diventerebbe così bassa da poter essere considerata a tutti gli effetti un'ottima scelta investire in quel tentativo. Quello che viene però escluso da un ragionamento di questo genere è il rapporto che c'è tra probabilità di sconfitta e importo della sconfitta in rapporto alle eventuali vincite. E qui la matematica viene nuovamente in nostro aiuto: se un sistema di gioco ha una probabilità di sconfitta di 1 su 100 e quando vince incassa 1, allora quando va male perde 99. Ovvero 99 volte vincerò 1 pezzo e 1 volta perderò i 99 pezzi persi. Zero a parte, che ovviamente rende tutto più drammatico di un banale pareggio. Questo avviene con la Martingala (1/16 di probabilità per 4 colpi di gioco: vinco 15 volte 1 pezzo e perdo una volta 15 pezzi, sempre zero a parte) e avviene anche con la più complessa forma di sistema e money management che uno possa mai creare. Tutto questo per dire che? Per dire che se anche tu avessi un sistema che perde 1 volta su 1.000.000 di volte, quello che fa perdere equivale a quello che fa vincere (zero a parte), dunque o ti fa vincere pochi spiccioli, oppure quando va male stai perdendo l'ira di dio (quindi hai investito l'ira di dio). In entrambi i casi la situazione sarà comunque e rigorosamente svantaggiosa.
  6. Infatti io non lo penso. Non come logica assoluta, almeno. Quello che può farci superare la roulette è pianificare un sistema di gioco che resista tanto quanto decidiamo di giocare. Una partita di calcio dura 90 minuti, non dura all'infinito. E così anche il nostro gioco alla roulette avrà un inizio ed una fine. Magari vogliamo giocare 30 anni, tutti i giorni, 100 spin al giorno: bene, serve un sistema che regga 1.095.000 spin e altri 7 o 8 spin a seconda di quanti anni bisestili incontreremo. Non dovremo battere "matematicamente" la roulette, poiché non è possibile, ma dovremo "solo" essere in vantaggio quando decideremo di smettere. Anche fare un solo colpo, vincerlo e poi ritirarsi per sempre significherebbe aver battuto la roulette. Innanzitutto quelli che usate come esempi e metafore non sono sistemi chiusi come una roulette. C'è chi, in altre discussioni, ha parlato di calcio, tu ora fai l'esempio del pugilato. Questi sono sport, sono esseri umani che fanno una prestazione, le variabili sono infinite. La roulette di possibilità invece ne ha solamente 37 e tu hai la certezza che quello che succederà al prossimo colpo sarà una di quelle 37 possibilità. Non si scappa da lì. Ma soprattutto: "pensare di batterla" è ben diverso da batterla. Puoi pensare di usare qualsiasi cosa, anche l'astronomia come tu dici, ma questi sono solo pensieri. Poi tiri la pallina, i pensieri vengono interrotti (o puoi anche continuarli, non cambia niente) e le possibilità sono sempre le stesse 37 di prima, quando ogni cosa viene pagata al 2,7% meno di quello che vale. Diciamo che per comprendere questa cosa devi capire bene il concetto di probabilità. La probabilità è paracula per definizione, lei dice "potrebbe succedere di tutto" lavandosi le mani per qualsiasi cosa accada, ma questo è più probabile di quest'altro e via dicendo. Non significa niente sul singolo evento, ma più il numero di eventi aumenterà e più la statistica darà ragione alla probabilità. Occhio, però: la statistica che si avvicina alla probabilità va vista in percentuale, non in valore assoluto. Se su 1000 lanci ottengo 600 rossi e 400 neri (escludiamo lo zero), la percentuale è 60 e 40, ma lo scarto è 200. Su 1.000.000 di lanci le due percentuali si avvicineranno maggiormente al 50%, ma lo scarto è molto più probabile che sia superiore a quel 200 che avevamo prima. Ad esempio 501.000 contro 499.000: le percentuali sono 50,1 vs 49,9, ma lo scarto è di 2.000 colpi, ben 10 volte più di prima. E siccome noi puntiamo i singoli colpi e non le percentuali...
  7. È impossibile risponderti al presente, perché ciò presuppone che quel qualcuno che tu cerchi affermi di riuscirci contemporaneamente all'atto stesso del riuscirci, il che non è possibile, non tanto per l'abilità di scrivere al computer di quel qualcuno (potrebbe avvalersi anche di un valido scriba al quale assegnare questo ingrato compito, che sarebbe logicamente eseguito da un altro pc), quanto più per il fatto che per potersi accorgere, questo qualcuno, di esserci riuscito, dovrà quantomeno aspettare qualche secondo. E anche fosse un solo secondo, sarebbe comunque un tempo già passato. Perdonami, te la sei cercata. 😅
  8. Quando giocavo, io giocavo su quella. Riuscivo sia a versare che a prelevare.
  9. Esattamente. Una semplicissima regola matematica ha mandato in palla i cervelli di tutto il mondo. La cosa che trovo meravigliosa, ma al tempo stesso agghiacciante, è come grandi conoscitori della matematica abbiano potuto perdere ore, giorni e mesi della loro vita conoscendo alla perfezione quella regola. Forse anche loro si sono lasciati suggestionare, è probabile. Forse erano grandi conoscitori della matematica, ma le loro menti erano poco razionali. Non saprei dirlo. So solo che Einstein, uno dei più grandi in assoluto, diceva che "l’unico modo per battere la roulette consiste nel rubare i soldi mentre il croupier non guarda". Per arrivare a questa conclusione, anche lui però ha dovuto perdere ore ed ore della sua vita a fare calcoli. Lo avesse chiesto a me, glielo avrei detto subito. 😅 Volete davvero guadagnare soldi "giocando" da casa davanti ad un pc? Allora dovete scegliere eventi dove le probabilità non sono certe (nella roulette sono certe) ed essere più bravi di chi decide quali probabilità hanno quei determinati eventi. Diventate dei professionisti del calcio e giocate solo le quote sovrapagate, diventate professionisti del trading e investite in borsa. Dire che il Milan ha il 40% di probabilità di vincere una certa partita, quando poi si scende in campo in 22, la palla è tonda e le varianti sono infinite, è una probabilità farlocca. Se voi ritenete che in quella partita il Milan abbia il 60%, ma la pagano per il 40%, allora puntateci. Se siete bravi, se riuscite a "leggere" il calcio meglio dei bookmakers, i quali si avvalgono di statistiche ma anche di persone come voi, allora guadagnerete. In caso contrario, anche lì c'è l'aggio a tagliarvi le gambe. Ci sono tipster professionisti con utili pazzeschi che vanno avanti da anni e anni. Non hanno il genio della lampada vicino, semplicemente hanno studiato fino a farne una professione. È alla portata di tutti, ma serve impegno. Trovare il sistemino facile da giocare alla roulette è invece molto facile, peccato che non ne esista uno vincente. Che poi sarebbero anche tutti vincenti, in teoria, ma la teoria male si applica alla pratica dei limiti imposti dal casinò e dalle nostre risorse. Una persona può scegliere l'approccio o la branca di studi che preferisce per provare a battere la roulette, che non sia la matematica, ma questo, alle leggi della matematica che governano questo gioco, non cambia di una virgola. Puoi usare la fantasia, certo, ma poi quando punti i tuoi soldi e lanci la pallina c'è la matematica ad aspettarti. Il discorso che fai sulla casualità in contrapposizione alla matematica non è corretto. La matematica della roulette è fatta di probabilità, non di certezze. Per cui la casualità che si genera è perfettamente in linea con questo concetto. Della definizione di Von Mises, il punto è che sono completamente assenti regole che possono migliorare la previsione. Il centro della frase è "migliorare". Non che non esistano regole. Esistono regole teoriche per capire l'andamento, esistono regole che ti fanno capire che sei in perdita rispetto al banco. Non ne esistono invece che possano farti aumentare la probabilità di prevedere un evento. Se la probabilità di quell'evento è 30%, non c'è niente al mondo che possa farti arrivare ad una qualunque percentuale diversa (non per forza maggiore, ma anche minore). Sarà sempre 30%, per sempre. Ma 30% non significa che nei prossimi 100 colpi vedrai 30 volte quell'evento. È solo una probabilità, poi può succedere di tutto. Se preferisci/te esiste una visione diversa della probabilità, che è la probabilità frequentista. Nel gioco della roulette è completamente inutile, ma se credete che ci possano essere delle condizioni tali che variano le probabilità teoriche di sortita di un evento, applicate la probabilità frequentista e traete le vostre conclusioni. Saluti.
  10. Ma difatti io penso l'esatto contrario, cioè che la matematica ci possa facilmente far capire che il vantaggio non ce lo avremo mai, almeno fintantoché le regole del gioco resteranno quelle attuali. Mi hai strappato un caloroso sorriso. 😄
  11. Le stesse che userei sulla roulette con lo zero, ma ottenendo risultati migliori.
  12. Di qualsiasi cosa parli, ciò che ti farà perdere ti farà perdere di più di ciò che ti farà vincere. Può essere anche il 99,9999% di probabilità di vincere. Ma quando capita l'evento che ha probabilità 0,0001% di verificarsi, tu perderai una cifra maggiore di quello che ti fa guadagnare il restante 99,9999%. Questa è la matematica, che ci piaccia o no.
  13. In realtà quello che non sai di me è che io amo la filosofia, la meditazione, gli infiniti percorsi che può fare la nostra mente, ma tutto in virtù della vita e del suo valore, del tempo e del suo valore, della felicità, della pace interiore, dell'armonia con me stesso e con il prossimo. Qui però siamo in un forum che parla di roulette e in questa discussione parliamo della probabilità della ripetizione dei pieni. In questo contesto, perfettamente rappresentato e spiegato dalla razionalità e dalla matematica, tutto ciò che amo al di fuori di qui è per me fuori luogo. Se ci trovassimo seduti in un bosco, potrei stare ore a parlare di tutti questi meravigliosi argomenti e di come ognuno di noi rappresenta la vita dentro di sé e le dà significato, ma qui siamo davanti ad una roulette a chiederci cose che riguardano la roulette. Siamo davanti ad un problema matematico che ha regole matematiche indiscutibili. Se voi le volete discutere sulla base di concetti che nulla hanno a che vedere con la matematica e con ciò che accade davvero quando fate girare la ruota di una roulette, siete liberissimi di farlo, ma semplicemente io non parteciperò poiché lo ritengo tempo per me assolutamente perso. La probabilità non può mai essere superiore al 100%. Non esiste nessuna somma di probabilità di quello stesso evento che superano questo valore e nemmeno che ne stanno al di sotto. La somma di tutte le probabilità di un determinato evento darà sempre il 100% come risultato. E il 100% significa certezza, è un concetto che non si può discutere. Si chiama difatti evento certo quello compreso tra i due estremi, ad esempio che facendo girare la roulette si ottenga un numero compreso tra 0 e 36. Non so cosa parli l'immagine che hai postato, ma nessun evento può avere più del 100% di probabilità di sortita, poiché non esiste niente oltre la certezza assoluta che quell'evento si verificherà. Non esiste cioè niente di più probabile della certezza. E la certezza significa certezza, non può non verificarsi. Ora, se vogliamo "filosofeggiare", potremmo anche dire che non sia del 100% la probabilità che esca un numero compreso tra 0 e 36 perché al croupier potrebbe scappargli la pallina di mano e finire per terra nella sala del casinò, oppure, se siamo davanti ad un pc, questo potrebbe spegnersi prima della sortita del numero, ma noi (io) non vogliamo filosofeggiare, poiché comunque sia in quel caso il tiro andrebbe ripetuto e non avrebbe valore. Partiamo dalle cose semplici, secondo me è la strada migliore.
  14. La massima probabilità di un evento è quella del 100% e rappresenta la certezza. Qui non stiamo facendo filosofia (o almeno, alcuni la fanno, non io), ma stiamo parlando di un banalissimo gioco quale la roulette e qualcuno sta cercando il modo di porsi in vantaggio su di essa per poter portare a casa la pagnotta. Non capisco perché dobbiate sempre andare a cercare non so che per complicare tutto con ragionamenti esoterici, spirituali, religiosi e filosofici. Adesso c'è Satori, che stimo tantissimo per la sua mente favolosamente aperta e di grande cultura, che tira fuori persino Gesù Cristo affermando tra l'altro una cosa, come del resto le altre cose che sono state dette qui, non dimostrata da nessuno. Se a voi piace questo mondo fatto di favole, continuate pure. Potremmo dire che forse noi non stiamo davvero vivendo questa vita, ma magari la stiamo solamente sognando. Ognuno di noi (se esistete davvero, non saprei) starà sognando la propria vita. Io purtroppo sto sognando una vita dove la matematica non mi permette di vincere alla roulette. Cercherò di concentrarmi per riuscire a sognare un mondo dove qualsiasi cosa io scommetta ha esito positivo, così magari in qualche giorno sarò milionario e non sognerò più questo forum. Se non si dovesse essere intuito, era per questo che non volevo partecipare a questa discussione, perché l'ho capita benissimo fin dal principio.
  15. Ma conosci almeno il significato del verbo prescindere? Non ho detto che tu non intendessi l'assenza di principio, sono d'accordo con la tua definizione. Semplicemente mi piace di più quella dell'austriaco, per i motivi detti in precedenza. Cioè tu puoi essere matematicamente certo del verificarsi, in un insieme finito di colpi, di un evento che abbia una probabilità inferiore al 100%? Qui ci si riporta a quella tipologia di visione che non mi appartiene, non per andare a parlare di roulette. La roulette è un gioco semplice e matematico. Andare a cercare le cose chissà in quale campo dell'universo, per poi dover ritornare davanti al tappeto verde e fare un gioco semplice e matematico, con regole uguali per tutti, non aiuta. Da questa tipologia di ragionamenti filosofici, senza offesa alcuna, preferisco starmene alla larga.
  16. Se è questo l'atteggiamento che vuoi tenere, sappi che potevi risparmiartelo anche ora un commento del genere, e non solo in passato. Il tuo tono offensivo ti identifica e mi chiedo perché mai sprecare il fiato (in questo caso solo il tempo e i polpastrelli) a rispondere alle tue provocazioni, ma quando leggo certe cose ho davvero i brividi sulla pelle. Tu non dimostri niente a nessuno, però sovverti la matematica. Caspita, non sapevo fossi in lizza per il Nobel. Fai tanti discorsoni, ma poi la vai a buttare sul trascendentale. Hai un chiaro vantaggio sul banco... Caspita di nuovo, ti credo proprio, guarda. E l'umile dovrei essere io? Io sono stato chiamato in causa, Hesperis mi ha taggato e mi sembrava carino rispondere, altrimenti mai mi sarei inserito in una discussione di pura follia come questa, dove i concetti base della matematica vengono trasferiti nell'iperspazio delle nostre coscienze e stravolti a proprio piacimento. Non ho abbastanza fantasia... eh già, con la fantasia si può addirittura essere in vantaggio sul banco, il quale è matematicamente in vantaggio su di te. Forse è qualcosa che ha a che vedere con mondi paralleli, dove le leggi della matematica e della fisica sono altre. Che scemo a non averci pensato. Hai ragione, ho poca fantasia, vado a deprimermi con la realtà. Ogni cosa ha una sua probabilità, non potrai mai avere la certezza che accada, a meno che questa probabilità non sia del 100%. Non puoi dunque determinare entro quante boules sortirà nuovamente un certo numero, ma puoi solo calcolare la probabilità che sortisca entro un numero predefinito di colpi. Come si calcola l'ha spiegato Rafelnikov nel 2016 a pagina 1. È molto semplice, basta usare una calcolatrice e il gioco è fatto. Basta che tu usi il concetto del "contrario", ovvero se vuoi sapere che probabilità il numero 5 di uscire entro il terzo colpo, basta che tu calcoli che probabilità ha di non uscire mai, ovvero p=(36/37)^3 e poi calcoli il suo contrario, ovvero 1-p. Il tutto chiaramente moltiplicato per 100 per avere la percentuale. In questo caso sarebbe p=0,92, quindi la tua probabilità è (1-0,92)*100, ovvero l'8%. Le uniche cose che possono rendere la roulette non del tutto casuale sono un croupier esperto che volontariamente vuole beccare un certo settore e allora lancia la pallina in un certo modo, a partire da un certo punto ben preciso della ruota, ecc., oppure i difetti (o i trucchi) della ruota. Sappiamo, grazie alla matematica, che i casinò non hanno alcun bisogno né di truccare le ruote, né di far barare i croupier (sempre dando per scontato che riescano nell'impresa di beccare un determinato settore volutamente), ma al peggio non c'è mai fine, quindi mai dire mai. Per quanto riguarda le live, l'unica cosa potrebbe essere il software truccato, ma anche qui vale l'ipotesi precedente. Fantasia ed intuito servono moltissimo nella vita, ma non possono per fortuna sovvertire la matematica, quindi trovo insensati i discorsi di Rafelnikov in tale direzione. Non mi piace moltissimo la tua definizione in quanto focalizzata solo sul legame eventuale che potrebbe esserci tra gli eventi che compongono un'ipotetica serie di eventi. La casualità, invece, riguarda secondo me il singolo evento, non il legame che ha con gli altri eventi, ed è proprio per questo che non vi è alcun legame con gli altri eventi, ed è proprio per questo che si può estendere il concetto dall'evento alla serie di eventi. Richard von Mises diceva: "una sequenza di numeri è casuale quando sono completamente assenti regole che possano essere applicate con successo per migliorare le previsioni circa il numero successivo della serie". Scritto in questo modo già mi piace di più, perché è vero che parla sempre di casualità legandola ad una sequenza di numeri e non al numero in sé, però incentra il suo concetto sul numero successivo, quindi il singolo evento che genera il prolungamento o la formazione di una serie. Per tornare al nostro gioco, come spiegavo ad Hesperis, non possiamo essere certi che questo sia casuale davvero, poiché da una parte c'è una fisicità ed un intervento umano (roulette vera, croupier vero, ecc.), dall'altra c'è un algoritmo che può essere manipolato a piacimento. In entrambi i casi, però, non avendo noi modo di saperne nulla, quello che potrebbe anche non essere una reale casualità è per noi comunque una casualità, poiché magari le regole che dice von Mises non sono assenti, ma sono sconosciute e quindi comunque impossibili da "applicare con successo per migliorare le previsioni circa il numero successivo della serie".
  17. Scusami Hesperis, nel mio intervento mi sono dimenticato di rispondere a questa tua domanda. Non esiste nessun criterio per determinare ciò che tu scrivi, in quanto la probabilità di ogni evento è conosciuta, predeterminata e non influenzata da nessun altro evento. Quindi nessun numero avrà maggior probabilità di un altro di uscire, né di ripetersi (che poi è la stessa cosa). Saluti.
  18. Beh, certamente, questo mi pare ovvio: se un numero è già uscito 3 volte, ha più probabilità di arrivare a 4 prima di qualunque altro, il che però non significa che ha più probabilità di uscire rispetto agli altri, ma solo di arrivare prima alla 4 uscita. Questo significa che, com'è scontato che sia, ogni numero ha sempre le stesse probabilità ad ogni lancio. È sfruttabile? No. O meglio, non di più di qualsiasi altra cosa. Non so cosa debba rileggere, dato che quello che hai virgolettato esprime chiaramente quello da me ribadito e con il cui ragionamento sono perfettamente d'accordo. Dire che una strategia di gioco basata su una probabilità non necessita di una scelta di un evento piuttosto che di un altro, ma solo del valore di quella probabilità, significa anche dire che due eventi (aggiungo io: singolo o multiplo che sia) di pari probabilità sono identici tra loro (da un punto di vista probabilistico). È come dire che 10=10, non penso ci possano essere dubbi in merito.
  19. Ciao Hesperis, non sono mai intervenuto in questa discussione perché l'argomento trattato non è di mio interesse. L'ho comunque letta tutta, ma l'ho trovata in un primo momento (nel 2016) di natura esclusivamente teorica, seppur con accenni fiabeschi e filosofici, il che mi ha allontanato ulteriormente, mentre la "seconda parte" più come un accanimento ossessivo nei confronti della legge del terzo. Non condivido questo tipo di ricerca, in quanto, nella mia ignoranza, ritengo che attiri le persone soltanto perché di ordine più complesso rispetto a tutto il resto, quando ben sappiamo che il nostro payout è sempre il medesimo, a prescindere da cosa la nostra mente va ad elucubrare. Ritengo quindi che sia tempo perso incaponirsi sulle probabilità di ripetizione dei numeri e cercare di applicarle considerando onde, ripetizioni "attese", iper/ipofrequenza, ecc. Sono solamente discorsi più difficili e questo può indubbiamente dipingerle di un fascino maggiore, ma non hanno niente di più rispetto ad altre tipologie di gioco. Qualcuno, non ricordo chi, l'ha detto (non con queste parole) e mi trova pienamente d'accordo: una probabilità è una probabilità, non importa in che modo si genera, l'unica cosa che conta è il suo valore. Far venire fuori un 50% perché guardo semplicemente a un rosso e a un nero, o perché vado a fare 100 conteggi, calcoli excel, calcolo combinatorio, ecc., se il risultato è sempre 50%, non cambia niente. Cambierà il tipo di gioco, le combinazioni, ecc., a gusto del giocatore, ma non il risultato. Quando poi si inizia con il dire che un numero ha più probabilità di uscire di un altro, allora i miei capelli improvvisamente sbiancano. Tra le altre cose, credo (ma forse mi sbaglio, perché non accedo più agli allegati e non ricordo com'erano) che a distanza di 4 anni nessuno abbia ancora risposto correttamente alla domanda che ha fatto Satori nel post iniziale. Eppure, se ho capito cosa voleva sapere, è davvero facile rispondere. Butto lì, per contribuire in qualche modo, solo un concetto semplice sul quale forse qualcuno potrà avere il piacere di fare ragionamenti complessi: se si vuole giocare per la ripetizione di un numero, beh, la probabilità più alta che abbiamo è che tale numero si ripeta al primo colpo. Questo perché al primo colpo avrà 1/37 di probabilità di sortita, mentre per uscire al secondo (e così via) avrà lo stesso 1/37 di probabilità (cioè il secondo colpo), ma dobbiamo prima escludere che esca al primo colpo, quindi moltiplicare tale probabilità per 36/37. Al primo colpo avremo quindi il 2,70%, mentre al secondo 2,63%. E poi a scendere sempre di più. Chiaramente questo vale solo per fare un calcolo probabilistico prima di iniziare la serie, ovvero se ci chiediamo "che probabilità ci sia che questo numero si ripeta al secondo colpo" e non "entro il secondo colpo", poiché chiaramente ad ogni nuovo colpo la probabilità che quel numero esca sarà sempre del 2,7%. Saluti.
  20. Se permetti, ma anche se non permetti, la matematica e i migliaia di geni che l'hanno studiata e che ne hanno dimostrato le regole, hanno ragione fino a prova contraria. Non è che noi ci affidiamo solo alla probabilità e voi no. Vi ci affidate anche voi, anche se non volete. Non dovete crederci o non crederci, le sue leggi saranno comunque sempre lì e il gioco sottostà a loro. Ma io sono tutto orecchie e non vedo l'ora che mi dimostriate che una qualche cosa avviene con una frequenza maggiore rispetto alla propria probabilità. Chiaramente alla lunga, non di certo in qualche centinaia di colpi. È chiaro che ci siano dei "cicli", in una doppia chance le possibilità sono solo due: o si ripete lo stessa chance o si alterna, non ci sono molte altre possibilità. Ma io sono fiducioso e attendo con ansia le vostre dimostrazioni.
  21. Storia davvero appassionante e ben raccontata. A prescindere da ciò, che ha allietato 30 secondi della mia vita e che per questo te ne sono grato, ho estrapolato questa frase perché questo è quello che fa qualunque buon giocatore. Le mani si giocano in continuo, non si può scegliere a quali partecipare, per cui quando il giocatore bravo sa che non ha chance solitamente se ne va (o bleffa, ma io non blefferei mai ad un tavolo dove la gente ha miliardi da sputtanare), mentre quando ha qualcosa e sa che le probabilità sono dalla sua parte, cerca di portare la posta più in alto possibile senza far andar comunque via gli altri. Questo almeno è quello che viene insegnato come primissima regola per il gioco del poker online. Non "giocare" tutte le mani, ma solo quelle con probabilità favorevoli. Ciò ti porta ad avere probabilità a tuo vantaggio e quindi spettanza positiva. Logicamente se la cosa viene fatta da tutti si azzera, ed è per questo che viene consigliato di andare a giocare sui tavoli di chi magari ha 10€ da buttar via e vuole provare il poker. In questo modo 10€ di qua, 20 di là e alla fine 50-100€ si fanno facilmente, se si è di un livello nettamente superiore di preparazione.
  22. E allora, Stevmilan, visto che il tuo post è nato per spiegarci come fai a vincere (nessuno ti ha costretto a scriverlo), spiegaci come fai a vincere. Spiegaci quali errori hai trovato, quali figure si ripetono, quali ciclicità hai riscontrato e sfruttato in questi anni, quali in questi giorni. Segui le onde? Insegui il calore? Fai altro? Raccontaci, credo che siamo tutti davvero interessati a questo aspetto, diversamente dai discorsi fatti fino ad una pagina fa, poiché se davvero questa cosa fosse vera sarebbe una straordinaria scoperta e tutti vorrebbero iniziare a fare come te. Però ti prego, se è davvero questa la linea che vuoi tenere adesso, non puoi dire frasi come quella che hai appena detto: "il sistema è valido a cifre basse". Perché se ci sono degli errori, ci sono SEMPRE. Oppure ci sono soltanto se puntiamo cifre non troppo elevate? Perché sull'online (non live) potrebbe pure essere, ma la roulette fisica non credo possa venire influenzata da quanti soldi stai mettendo su una determinata regione del tappeto. Per il punto 1, hai ragione, le righe sono 21, ho ripetuto la fila 6 per errore. Ad ogni modo tu avevi comunque sbagliato a contare, perché avevi detto 16 a 5, quando invece ora hai correttamente scritto 15 a 6. Non sono ovviamente questi numeri che ci interessano, anche perché sono del tutto casuali. Per il punto 2, quello che punta, da un punto di vista matematico eh, quindi escludendo errori di roulette e computer, cosa in cui non credo, non cambia assolutamente niente, quindi è inutile che mi dici queste cose. Che lui segua, che lui aspetti l'alternanza, sono deliri mentali: il prossimo colpo ha sempre la stessa probabilità a prescindere da cosa è successo prima. Per il punto 3, se i cicli esistono, dimostramelo. Dato che matematicamente non esistono, dimostrami che mi sbaglio. Sono tutto orecchie.
  23. Allora, innanzitutto chiariamo un aspetto base: una percentuale di sconfitta (e di conseguenza di vittoria) non dipende dal sistema che usi in quanto tale, ma dal sistema, dal tuo capitale e dalla tua giocata di base. Escludo dal discorso i limiti del casinò perché quelli sono un discorso a parte e si può sempre cambiare il tipo di puntata per non arrivarci praticamente mai nella vita. Esempio: giocare al raddoppio. Che probabilità di vittoria ha questo sistema? Direi del 100% perché prima o poi il colpo vincente arriverà, è matematico. Ma non sarà 100% la TUA probabilità di vittoria con quel sistema, perché se decidi di investire 1023€ (uso questa cifra per comodità) e di usare una puntata base di 1€ significa che dopo appena 10 colpi persi sei fuori (1+2+4+8+16+32+64+128+256+512=1023). L'undicesimo magari è vincente, ma tu non puoi giocarlo perché hai esaurito la cassa, quindi hai perso. Perdere per l'uscita di 10 volte consecutive di una chance semplice ha una probabilità pari allo 0,07%, ovvero il 99,93% delle volte non succederà. Questo che significa? Che 999 volte vincerai 1€ e una volta perderai 1023€. Totale -24€ (i calcoli non sono perfetti per via delle approssimazioni). Chiaramente la tua probabilità di perdita non è dipendente dalla cassa iniziale, ma da quella che avrai nel momento in cui avrai iniziato la tua nuova serie. Per rispondere alla tua seconda domanda, quindi, quella del 51%, la percentuale non equivale alla probabilità che esca o non esca una determinata chance, ma alla combinazione di più eventi. E il tutto va in proporzione alla probabilità di uscita. Puntare due volte sul rosso raddoppiando significa rischiare 3 pezzi per vincerne 1, ma la probabilità di successo è del 75% (se escludo lo zero), ovvero tre volte vinci 1 e una volta perdi 3. A questo poi si aggiunge lo zero, quindi non vinci una volta ogni quattro, ma leggermente meno, quindi non è il 75%, ma leggermente meno, quindi il banco è in vantaggio matematico su di te ed è per questo che esistono i casinò e che sono milionari, ed è per questo che qualsiasi sistema di gioco è matematicamente perdente. Ed è matematicamente sempre così, anzi, quello che guadagnerai con le vittorie non è MAI pari a quello che perderai con le perdite, proprio in virtù del fatto che il gioco è sproporzionato a favore del banco. I numeri sono 37 ma pagano come se fossero 36. Puntare sul rosso non è avere il 50%, ma il 48,65%. Qualunque siano le due percentuali (di vittoria e di perdita), quella di perdita farà perdere sempre di più di quanto fa vincere quella di vincita.
  24. Allora, finché dici le cose che mi sono permesso di evidenziarti come punto 1, le persone che ti leggono possono solamente capire che tu sia un veggente poiché è stato più volte ribadito, persino da chi conosce tecnicamente e nello specifico come funzionano le roulette online, che la casualità delle sortite dei numeri della roulette è davvero una casualità. Questo sottintende che non c'è nessun criterio nell'uscita degli stessi, nessun "meccanismo" ciclico, comportamenti ripetitivi anche a distanza di tempo, ecc. Da qui la mia "presa in giro" (sottolineo nuovamente di non sentirvi offesi dalle mie battute, sono ironico per natura, ma con il cuore) della veggenza. Poiché, se escludiamo la possibilità di capire in qualsiasi modo il comportamento di una roulette online, l'unica possibilità che abbiamo per ribaltare i concetti matematici e la spettanza negativa del gioco è quella di avere una qualche dote divinatoria che ci permette di sapere in anticipo ciò che avverrà in seguito. Il punto 2 rafforza questo concetto e ti fa apparire come ignorante agli occhi delle persone con un minimo di q.i. perché sembra che tu pensi che la roulette (e quindi la matematica) sia battibile semplicemente con un atteggiamento da professionista. Peccato che un professionista, un fenomeno, uno scemo o persino mia nonna, quando andranno a posizionare i loro soldi sul tappeto, avranno tutti la stessa identica spettanza negativa del 2,7%. Ansia o non ansia, la ruolette è un sistema chiuso. Certo, se uno si fa prendere dall'ansia e dall'impulsività potrebbe giocare per la fretta di recuperare subito, ecc., e perdere prima la sua cassa, questo è ovvio, ma ciò che cambia sono solamente i tempi, non il risultato. Quello che ha postato il professore, cioè io, che in realtà non sono per niente un professore, ma mi piaceva usare questo nick per far intendere di primo acchito la natura logica e bacchettona di uno che non crede alle favole e che in questo campo usa la matematica per avere sempre ragione, è una sequenza come ne capitano a migliaia nella vita di qualunque giocatore. Innanzitutto i colpi che ho mostrato non sono 21, ma 20. Inoltre i colpi vinti e persi non sono 5 a 16, ma 6 a 14. Detto questo, che tradotto significa molta più probabilità che ciò che ho descritto avvenga, che il nostro amico Stevmilan si fermi con una serie negativa, che aspetti qualche colpo, che rigiochi il giorno dopo, non altera minimamente la probabilità di vincere o perdere. I 20 colpi non sono una sequenza necessariamente di 20 colpi consecutivi, ma sono 20 colpi giocati (mai sentito il concetto di permanenza personale?). Puoi giocare anche 1 colpo al mese: significherà che ci vorranno 20 mesi per vedere com'è andata la tua sequenza, ma saranno sempre e comunque 20 colpi, sempre e comunque le stesse identiche probabilità e gli stessi identici importi. "Accettare la sconfitta" non significa niente se in un qualunque momento successivo della propria vita ci rimettiamo davanti al tavolo a giocare. Giocare due secondi dopo aver perso 1000€ oppure 3 anni dopo può cambiare solo da un punto di vista psicologico, ma la situazione di gioco, le probabilità e tutto il resto rimangono le medesime. L'unica cosa in più che abbiamo quando ci fermiamo, aspettiamo altre sequenze, spegniamo tutto e riaccendiamo il giorno dopo, è solo il fattore tempo. Da un punto di vista matematico, dunque, sarebbe molto meglio giocare tutto e subito, poiché a parità di risultato avremo guadagnato in fattore tempo. Perdere/vincere 10.000€ in un'ora di gioco o in 2.000 ore di gioco è la stessa cosa, ma nel primo caso ci avremo messo 1.999 ore in meno, un arco di tempo nel quale si possono fare talmente tante di quelle cose da farsi venire i brividi. Secondo Josh Kaufman, per esempio, il quale sostiene che per diventare "bravini" in un'attività nuova (imparare una lingua, uno strumento, ecc.) ci vogliono 20 ore, avere 1999 ore a disposizione equivarrebbe ad imparare praticamente 100 cose diverse: una mole di conoscenze impressionante. Eccoci al segreto, succo di una discussione che va avanti da 34 pagine. Forse è stato merito mio, chissà, forse di Satori. La nostra simultanea azione provocatoria forse ha dato i suoi buoni frutti. Quindi ecco qual è il punto chiave di tutta la faccenda: non la matematica non c'entra, la veggenza nemmeno, le leggi della probabilità hanno poco senso. Il punto è che le roulette sono difettose (oppure si comportano come le slot, devo ancora capire bene quale delle due poiché non mi risulta che le slot siano difettose). Sarebbe davvero tutto meraviglioso, dico seriamente. Credo, se non ricordo male, che ci siano state anche delle discussioni su questo forum dove si andava ad indagare sulla ciclicità di certi comportamenti della roulette, ma mi pare che mai si sia arrivato al punto di dimostrare qualcosa di reale, quanto invece in tutti i casi si arrivava alla conclusione che questi comportamenti erano del tutto casuali ed erano gli occhi umani (o forse i cervelli) a voler trovare un senso dove un senso in realtà non c'era. Ma soprattutto, la questione della tua esposizione prevede per me due ENORMI incongruenze: 1. hai detto che da 23 anni vinci con questo sistema di gioco, ma che soltanto da un po' stai giocando online. Hai detto addirittura che ti hanno buttato fuori da qualche casinò reale perché questo tuo sistema di gioco non piaceva. Ora, io sono un coglione, è evidente, ma se io un domani aprissi un casinò e tu mi garantissi di usare quel sistema di gioco, io ti verrei anche a prendere a casa pur di portarti da me a giocarlo. Digressione a parte, anche tutte le roulette fisiche dove sei stato erano difettose? E tu riuscivi sempre a capire tutti i loro difetti? Se è così siamo davanti ad una delle più grandi menti che la storia abbia mai avuto. 2. la seconda enorme incongruenza è che hai aperto il post per spiegare il modo in cui vinci da 23 anni e invece hai spiegato un modo di giocare totalmente fallimentare senza mai dire nemmeno una volta quello che è il tuo sistema di gioco, ovvero cercare di capire e poi sfruttare i difetti delle varie roulette. Quindi non vinci perché quel sistema schifoso che usi ti fa vincere, ma perché riconosci i difetti delle ruote e persino dei computer e da lì quindi porti le probabilità di successo dalla tua parte ribaltando la spettanza. Ma allora, dico, perché mai spiegare quel sistema di gioco scandaloso e incaponirtici per 34 pagine, quando lo potevi dire da subito ed evitare tutte queste domande, critiche e discussioni? La risposta concreta l'ha data. Ci ha messo 34 pagine, ma l'ha data: le roulette sono difettose (o si comportano come le slot) e lui ne ha capito i meccanismi al punto da poter puntare i suoi soldi con probabilità maggiori rispetto a quelle di un qualunque giocatore. Il poker è un gioco di abilità, non di fortuna. La fortuna ti fa avere vincite nel breve periodo, ma alla lunga si vince se si è bravi. Francesco era bravo, bravissimo, evidentemente. Anche io ho un amico che per anni ha giocato a poker per lavoro: si era trasferito in Thailandia, tanto a lui bastava semplicemente un portatile ed una connessione, mi mandava le foto con il cappello di Natale, il costume e l'acqua cristallina che lo teneva immerso fino alle ascelle. Bella vita finché è durata, poi ha avuto perdite che lo hanno portato a ripensare ad una vita diversa ed ora è di nuovo in Italia. Storia del mio amico a parte, se uno sa giocare a poker davvero, guadagna. Il poker non è contro il computer, ma è contro altri giocatori di poker. Non serve leggere nella mente, serve solo essere migliori dei tuoi avversari. Non il migliore del mondo, solo degli avversari contro cui hai deciso di giocare. Considerando che esistono tavoli da gioco con basse cifre dove giocano persone totalmente sprovvedute o poco più, con un po' di studio e di bravura, nel giro di poco si può tranquillamente andare a guadagnare quei 50-100 euro al giorno che, considerando la vita che può fare uno che di lavoro gioca solo a poker qualche ora, è qualcosa di straordinario.
  25. Un conto è un buon sistema di gioco e nel tuo caso ti credo, un conto è applicare il sistema di gioco esposto da Stevmilan, che non arriverebbe nemmeno a 1.000 spin. Inteso: non ci arriva con quelle cifre da lui esposte, se poi parliamo di 10, 20 e 30 centesimi, allora forse a 1.000 spin ci arriva, ma non va molto oltre. Le prime due sono certezze e nessuno può togliercele dalla testa perché sono, appunto, certezze. La terza invece significa tutto e niente: puoi vincere anche per 100 anni di seguito, ma dipende dalla fortuna che hai e dal numero di puntate che fai ogni anno. Se giocassi un solo spin all'anno, sono quasi certo che sarei ancora in vincita tra 100 anni, dato che i vari tentativi che ho fatto in questo gioco mi hanno portato ad essere in positivo per diversi migliaia di colpi. In caso contrario non li avrei nemmeno provati. Ed ecco che qui ricadiamo nel discorso della selezione. Quindi non fai 4 ore di colpi consecutivi, ma aspetti di giocare solo quando la tua veggenza ti fa capire cosa uscirà al colpo successivo. Ora, scusa l'ironia, non riesco a non farla, è uno stile di vita da "guerriero di pace" che porto sempre con me, ma che tu ci stia 10 minuti, 1 ora, 2 ore o 4 ore, non cambia assolutamente niente: la probabilità di vincita e di perdita sono le medesime e non riguardano il tempo, ma il numero di spin giocati. Quindi per prima cosa ti svelo un grande segreto: stai perdendo ore e ore della tua vita senza alcun motivo e, nonostante le vincite, di questo mi dispiace davvero tantissimo per te perché considero la vita un bene sacro. Magari in questo contesto la matematica potresti apprezzarla. In secondo luogo, dicevo, non cambia assolutamente niente quanto tempo ci stai: significherà dunque che dopo 20 spin non sarai a giocarti 500€ poiché magari in 20 spin tu hai giocato solo 5-6 volte. Ok, arriverà comunque il tuo 20esimo spin (giocato) e i 500€ saranno gli stessi identici. Cambia solo il tempo che ci metterai ad arrivarci, ma la sessione si chiude con le stesse identiche probabilità. Se hai voglia, vuoi dirmi in che modo invece tu pensi che non puntare in determinati momenti e puntare invece in determinati altri ti possa fare una qualche differenza nel risultato? Sono curioso di sapere cosa ne pensi a riguardo. Satori, sono d'accordissimo con tutto quello che hai detto in risposta a Stevmilan, ma su questo punto che ti ho citato mi trovo proprio all'esatto pensiero opposto. Non crederò mai ad una persona che dice di aver fatto una cosa assurda. È la persona che deve dimostrarla a me, non il contrario.