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Infatti ho chiesto a mio padre, che è molto esperrto in fatto di banche, e mi ha detto che quello che scrivono sui siti sul signoraggio sono tutte cazzate.

La BCE dall'emissione dell'euro ci guadagna, ma non come sostengono alcuni siti oltre il 100% a banconota stampata(se fosse così sarebbero peggio dei falsari), ma "solo" alcuni centesimi a banconota, che nel complesso sono sempre milioni di euro, ma insomma un conto è 10 cent a banconota di guadagno netto, un conto è 102euro per ogni banconota da 100 come scrivono alcuni di questi siti di fantascienza :rolleyes:

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Mi spiace contraddirti ma il signoraggio esiste. I siti che parlano dell'argomento probabilmente gonfiano un pò, ma ti posso assicurare che per ogni banconota stampata viene emessa una obbligazione di uguale valore che ha un interesse annuale del 2%. Quindi 10 centesimi vengono pagati per ogni banconota da 5 Euro e non da 100.

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Mi spiace contraddirti ma il signoraggio esiste. I siti che parlano dell'argomento probabilmente gonfiano un pò, ma ti posso assicurare che per ogni banconota stampata viene emessa una obbligazione di uguale valore che ha un interesse annuale del 2%. Quindi 10 centesimi vengono pagati per ogni banconota da 5 Euro e non da 100.

certo che esiste ma si tratta di un guadagno comunque più contenuto di quello che dicono alcuni siti, d'accordo 5 euro di guadagno per una banconota da 100 son sempre tanto, alla lunga sono milardi di euro, infatti è comunque assurdo che l'italia non si stampi le banconote da sola. Ma sui siti sul signoraggio fanno credere che il guadagno sia quasi del 100% su ogni banconota

Edited by andrew862
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Buonazione, buonilluminazione e buona cristallizzazione a tutti.

X chiarire il signoraggio:

www.signoraggio.it Domande Frequenti

"Economia, Finanza e Politica, ossia Quello che non ci dicono, mai!"

tratto da www.signoraggio.com (con alcune variazioni)

Cos’è la moneta?

La moneta è una convenzione esistente tra persone che l’accettano di comune accordo.

A cosa serve la moneta?

La moneta serve come sostituta del baratto, per effettuare lo scambio diretto o indiretto di merci o servizi.

Cos’è il valore nominale di una moneta?

Il valore nominale di una moneta è il valore numerico impresso o stampato su di essa. E’ detto anche valore di facciata.

Cos’è il valore intrinseco di una moneta?

E’ il costo supportato da chi l'ha emessa, comprensivo del materiale (ad esempio oro, argento o carta e inchiostro) e spese di lavorazione.

Chi crea la moneta?

Attualmente la moneta-banconota è emessa dalla Banca Centrale Nazionale. Il Ministero del Tesoro conia le monete metalliche.

Cos’è la Banca d’Italia?

La Banca d’Italia è la Banca Centrale Nazionale presente in Italia. Essa è un istituto di diritto pubblico ma strutturato come una società per azioni. E' un "unicum" giuridico.

A che cosa serve la Banca d’Italia?

A regolare le operazioni tra le banche locali presenti sul territorio nazionale italiano.

La Banca d’Italia è dello Stato?

No.

I Governatori della Banca d’Italia sono rappresentati governativi?

No. Il Governatore di Bankitalia è consigliato al Governo da Bankitalia stessa. Il Governo può rifiutare il nominativo sottopostogli ma spetta comunque a Bankitalia proporre un nuovo Governatore.

Di chi è la Banca d’Italia?

Questi sono i soci della Banca d'Italia (con le relative partecipazioni in quote), dedotti da ricerche effettuate da testate giornalistiche, di cui sotto.

· Gruppo Intesa (27,2%)

· Gruppo San Paolo (17,23%)

· Gruppo Capitalia (11,15%)

· Gruppo Unicredito (10,97%)

· Assicurazioni Generali (6,33%)

· INPS (5%)

· Banca Carige (3,96%)

· BNL (2,83%)

· Monte dei Paschi di Siena (2,50%)

· Gruppo La Fondiaria (2%)

· Gruppo Premafin (2%)

· Cassa di Risparmio di Firenze (1,85%)

· RAS (1,33%)

e siamo arrivati al 94,35%. E l'altro 5,65% di chi è? Sono ignoti! Infatti non è dato sapere (per Legge) i nomi dei padroni di Bankitalia!

Queste percentuali sono state ricavate da Famiglia Cristiana (04/01/2004 pag. 22) e ILSOLE24ORE con un operazione di "ricerca al contrario"

(ossia verificando, per ogni Banca "normale", gli investimenti e le relative quote azionarie di partecipazione)

ATTENZIONE! IL 20 SETTEMBRE 2005 LA BANCA D'ITALIA CONFESSA E PUBBLICA FINALMENTE SUL PROPRIO SITO INTERNET I VERI PARTECIPANTI AL PROPRIO CAPITALE qui

E’ vero che la Banca d’Italia stampa le banconote e le presta al Governo al valore nominale?

Sì.

Tecnicamente lo Stato Italiano emette delle Obbligazioni e Bankitalia effettua un prestito allo Stato (indirettamente attraverso l'acquisto di titoli di stato sul mercato dei titoli di stato) per il corrispettivo valore dell’obbligazione, dietro pagamento di un interesse. Tale acquisto di titoli di stato da parte di Bankitalia può essere fatto sia attraverso l'emissione di banconote, sia attraverso l'emissione di denaro scritturale.

La moneta, così emessa dalla Banca d’Italia, è coperta da un corrispettivo valore in oro?

No.

La moneta, così emessa dalla Banca d’Italia, è convertibile in una valuta che ha un controvalore in oro?

No.

Anche se l’euro è perfettamente convertibile, ad esempio, in Dollaro USA (la c.d. valuta pregiata), a sua volta il Dollaro statunitense non è convertibile in oro né in altro materiale prezioso.

E’ dunque vero che non esiste più la convertibilità tra le banconote e l'oro?

Sì, è vero. Dal 15 agosto 1971 non esiste la convertibilità delle valute nazionali in oro.

Il presidente USA Nixon, infatti, pose fine agli Accordi di Bretton Woods, chiudendo la c.d. Gold Window, che prevedeva l’aggancio dollaro-oro dal 1944 (un oncia di oro = circa 35-37 dollari USA)

Da chi viene emesso l’euro?

L’euro è emesso dalla Banca Centrale Europea, la BCE.

Da chi è composta la Banca Centrale Europea?

· Banque Nationale de Belgique (2,83%)

· Danmarks Nationalbank (1,72%)

· Deutsche Bundesbank (23,40%)

· Bank of Greece (2,16%)

· Banco de Espana (8,78%)

· Banque de France (16,52%)

· Central Bank and Financial Services Authority of Ireland (1,03%)

· Banca d'Italia (14,57%)

· Banque centrale du Luxembourg (0,17%)

· De Nederlandsche Bank (4,43%)

· Oesterreichische Nationalbank (2,30%)

· Banco de Portugal (2,01%)

· Suomen Pankki (1,43%)

· Sveriges Riksbank (2,66%)

· Bank of England (15,98%)

Quanto costa coniare una moneta?

Creare una moneta metallica costa circa 15 centesimi di euro (metallo, spese di conio, ecc..).

Quindi il valore intrinseco di una moneta metallica è di circa 15 centesimi di euro?

Sì.

E’ vero che ogni banconota “costa” circa 3 centesimi (3 euro/cent)?

Sì. E’ il medio costo vivo di fabbricazione di una banconota (spese tipografiche quali carta, inchiostro, tecniche di contraffazione ecc..)

Il suo valore intrinseco quindi è di circa € 0,03?

Sì.

E‘ vero che viene prestata allo Stato al suo valore nominale?

Sì. Ad esempio, una euro-banconota con il valore di facciata ‘100’ viene prestata a 100 euro nominali.

A quanto corrisponde l’interesse sul prestito?

Attualmente la BCE ha fissato un livello del 2%, il c.d. tasso di sconto (oggi tasso di riferimento) sul denaro (tasso a cui la BC presta alle banche ordinarie), al quale si adeguano tendenzialmente gli altri tassi di interesse.

Chi determina questo valore?

La BCE, in modo del tutto indipendente e non negoziabile.

Cos’è il Debito Pubblico?

E' la somma di tutto il denaro che lo Stato (in generale, le amministrazioni pubbliche) è costretto a chiedere in prestito al mercato per coprire la mancanza di denaro che lo Stato stesso ha accumulato nel tempo per far fronte alle proprie spese, mancanza dovuta all'aver delegato al sistema bancario il potere di emettere moneta.

Cos’è il signoraggio?

Il signoraggio è la differenza tra il valore nominale e il valore intrinseco di una moneta.

A chi va il signoraggio?

Il reddito da signoraggio va a chi emette moneta.

Chi ci guadagna dall’attuale sistema?

- La Banca Centrale Nazionale per quanto riguarda le banconote.

Stampando una banconota, ad esempio da 100 euro nominali, intasca la differenza tra questo valore e il valore intrinseco, che è di € 0,3. Una singola banconota da 100 euro viene a costare allo Stato: € 100 + 2,5% (tasso di sconto) = € 102,5

Ricordiamo che alla BCE è costata 30 euro/cent, quindi il signoraggio a vantaggio della BCE è di: € 102,5 – € 0,3 = € 102,2

- tutte le banche (Banca Centrale compresa) per quanto riguarda la moneta virtuale (conto corrente). Il meccanismo del guadagno è lo stesso di quello descritto per le banconote, con la differenza che in questo caso il valore intrinseco è nullo.

Lo Stato dove può guadagnare?

Lo Stato ha una perdita nel coniare pezzi di monete metalliche da 1, 2, 5 e 10 centesimi di euro.

Il guadagno (signoraggio) inizia dalle pezzature superiori: 20, 50, 1 euro e 2 euro.

Però le monete di metallo (unico vantaggio dello Stato) sono una percentuale minima,

infinitesima della Massa Monetaria attualmente in circolazione.

E' vero che le banche prestano denaro che non hanno?

Sì. Esse infatti possono creare dal nulla denaro che non hanno. E' la legge bancaria che lo permette.

In che modo le banche prestano denaro dal nulla?

In parole semplici, i depositi che noi mettiamo in banca rimangono per lo più disponibili se vogliamo usarli (come ben sa chi ha un conto corrente: può prelevare i propri soldi quando vuole). Tuttavia, la banca "utilizza" quei soldi per fare prestiti ad altre persone. In realtà non li tocca nemmeno, come sappiamo, dato che i nostri conti correnti sono sempre a nostra dispozione. Ciò significa che i soldi prestati dalla banca sono creati dal nulla.

Perché esistono tre definizioni di "signoraggio" comunemente usate, con diversi gradi di verità?

Per creare confusione alle persone che cercano di capire.

- definizione illusoria: in alcuni manuali di economia universitari si definisce "signoraggio" il denaro creato dal nulla dalla Banca Centrale per comprare titoli di Stato. Esso è in questo caso inteso come un ricavo del Governo, che in tal modo evita di chiedere tasse o soldi presso il pubblico (ma aumenta il debito pubblico!).

- definizione realistica: guadagno del sistema bancario derivante dalla differenza di interessi sui prestiti e sui epositi.

- definizione reale: guadagno del sistema bancario (fatto salvo il signoraggio sulle monete metalliche che va allo Stato) dato dalla differenza tra valore nominale e valore intrinseco della moneta emessa (di carta o elettronica che sia), al quale si aggiunge il guadagno sugli interessi.

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Questo puo' essere utile alla ns. conoscenza:

Prodi & C. vogliono imbavagliare l’informazione libera!

Marcello Pamio – 17 ottobre 2006

“Questo è un piccolo passo per un uomo, un grande passo per l’umanità”

Neil Armstrong – Apollo 11

Tralasciamo l’annosa e sempre aperta questione della Missione Apollo 11, e della domanda più che legittima, se l’astronauta della NASA, Neil Armstrong, mise piede effettivamente sulla Luna il 21 luglio del 1969 o se invece si trovava in uno studio di Hollywood sotto l’attenta e scrupolosa regia di Stanley Kucrick…

Veniamo invece all’annosa questione aperta dal governo Prodi - nella legge Finanziaria del 2006 - sulla libertà d’informazione. In questo caso non si tratta di finzione, ma della triste e amara realtà del nostro paese!

Una piccola legge per il Governo, un grande passo per il Regime mediatico

All’interno della Finanziaria 2006, (articolo 32), è passata sotto il classico e vergognoso silenzio dei media compiacenti e manipolati, una legge che imbavaglierà totalmente o quasi la maggior parte dei siti e/o blog che si occupano d’informazione!

Per coloro che ancora credono nella sinistra; per coloro che ancora credono nella politica in generale (dimenticando per comodità, ignoranza o per condizionamenti che non esiste la destra e la sinistra ma solo il potere economico, privo di colori e bandierine), questo dovrebbe essere un grande insegnamento di vita. Almeno lo spero.

Ciò che è stato iniziato dai governi precedenti, di presunta destra, liberali, conservatori, lo stanno portando avanti le presunte sinistre, i riformatori, i democratici.

Cambiano i governi, si sostituiscono i burattini, ma le strategie del Sistema vanno avanti a ritmo battente; anche perché i veri Burattinai rimangono al loro posto, nelle loro logge…

Ecco cosa dice l’articolo 32 inserito nella Finanziaria 2006:

Articolo 32. Riproduzione di articoli di riviste o giornali

1. All'articolo 65 della legge 22 aprile 1941, n. 633, dopo il comma 1, è inserito il seguente: «1-bis. I soggetti che realizzano, con qualsiasi mezzo, la riproduzione totale o parziale di articoli di riviste o giornali, devono corrispondere un compenso agli editori per le opere da cui i suddetti articoli sono tratti. La misura di tale compenso e le modalità di riscossione sono determinate sulla base di accordi tra i soggetti di cui al periodo precedente e le associazioni delle categorie interessate. Sono escluse dalla corresponsione del compenso le amministrazioni pubbliche di cui all'articolo 1 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165.».

In soldoni, dal 3 ottobre 2006 (data dell’entrata in vigore della legge), per il democratico e sinarchico governo Prodi - il più vicino alle oligarchie bancarie internazionali (vedi Goldman Sachs e leggasi imperi anglo-ebraici), la «riproduzione totale o parziale di articoli», in pratica tutto, «devono corrispondere un compenso agli editori».

E se qualcuno, come per esempio noi, non ha i soldi per pagare l’editore, non pubblica nulla o rischia sanzioni economiche pesantissime!

Avete capito qual è l’obiettivo?

Forse c’è ancora chi crede nella libertà d’informazione e d’espressione?

Eppure se non ricordo male, la Costituzione della Repubblica italiana all’articolo 21 non lascia spazio a dubbi:

Articolo 21 della Costituzione italiana

Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure

Non mi pare che con questa simile legge «tutti hanno diritto a manifestare il proprio pensiero», e soprattutto non mi sembra che la «stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure».

I media classici sono tutti controllati, per cui era necessario mettere gli artigli e controllare anche quei canali che le cose le dicono e non le mandano a dire. Con questa legge bavaglio, il Regime, sotto le vesti sinistrorse del governo di turno, vuole semplicemente imbavagliare tutti i siti e blog ancora liberi.

Se una simile castroneria legislativa l’avesse fatta Berlusconi & C. (che di castronerie ne hanno fatte eccome, basta ricordare le censure e le epurazioni mediatiche), si sarebbero mobilitate milioni di persone in piazza; ma siccome la legge l’ha fatta un governo, “vicino” ai cittadini e alle classi meno abbienti - che controlla pure i sindacati - allora nessuno si muove e soprattutto nessuno ne parla!

Dove sono finiti i no-global e i fautori delle libertà? Forse si mobilitano (o vengono mobilitati) solamente quando la dittatura ha un colore politico ben preciso?

E’ altresì logico che nessuno ne parla: le major editoriali italiane, cioè coloro che hanno applaudito la nuova legge (Rcs, Mondatori/Fininvest, Caraccciolo/l’Espresso) hanno tutti gli interessi affinché chiudano la libera concorrenza e blocchino le libere espressioni.

Però noi cittadini italiani, forse non lo sappiamo a dovere, ma paghiamo di tasca nostra le imprese editoriali con i finanziamenti della legge sull’editoria (vedi trasmissione Report del 23 aprile 2006 www.report.rai.it/R2_popup_articolofoglia/0,7246,243%255E90227,00.html).

Ogni anno noi, che ci piaccia o non ci piaccia, sovvenzioniamo i giornali con la bellezza di 667 milioni di euro!

Noi, base della piramide del potere, possediamo però un’arma molto potente, un’arma molto pericolosa: la scelta di acquistare o meno un prodotto! Perché allora non proviamo ad astenerci dal comperare giornali e/o riviste di regime? Forse non cambierà nulla, ma sicuramente migliorerebbe la nostra informazione, avremo più soldi da spendere meglio, e soprattutto daremo un segnale forte al Sistema!

Un segnale che la gente, nonostante “Bulli e Pupe”, “Circus”, “L’isola dei famosi” e altre trasmissioni demenziali create ad arte, non è tutta priva della capacità pensante.

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www.disinformazione.it

Buona cristicizzazione a tutti (usciamo dal solito campo herziano).

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