Fino a fine giugno, vincere più di 10.500 euro al Lotto o al 10eLotto giocando online voleva dire una cosa sola: stampare il promemoria di gioco e portarlo di persona all’Ufficio Premi di Lottoitalia a Roma, oppure a uno sportello Intesa Sanpaolo. Un rito bizantino per un’epoca in cui si gioca dallo smartphone. Dal 1° luglio 2026 quella trafila sparisce, almeno fino a una certa soglia.
Cosa cambia davvero
ADM ha aggiornato le modalità di pagamento delle vincite per il gioco a distanza. Da luglio, le somme che rientrano in una certa fascia vengono accreditate in automatico sul conto di gioco usato per la giocata. Niente più moduli, niente più code agli sportelli.
Per i giochi numerici (Lotto, 10eLOTTO in tutte le formule, MillionDay, FAI3, FAI4 e relativi giochi opzionali) l’accredito diretto vale per le vincite comprese tra 10.500,01 e 50.000 euro lordi. Per le lotterie telematiche a estrazione istantanea, cioè i Gratta e Vinci giocati online, la fascia parte da 10.000,01 euro e arriva sempre a 50.000. La norma si applica alle giocate effettuate dal 1° luglio in poi: chi ha vinto a giugno segue ancora le vecchie regole.
Cosa resta invariato
Sopra i 50.000 euro lordi non cambia nulla: si continua con la vecchia procedura, promemoria di gioco più presentazione fisica all’Ufficio Premi o in banca. Ha senso: per cifre così alte i controlli restano stringenti, e va bene così.
Perché non è un dettaglio burocratico
Chi gioca online lo sa: la parte più fastidiosa non è mai vincere, è incassare. Fasce di vincita che prima obbligavano a interrompere tutto per andare fisicamente in un ufficio a Roma (con annessa fila, annessa fotocopia del documento, annesso mezzo pomeriggio perso) ora si risolvono da sole, in automatico, sullo stesso conto con cui si è giocato.
Vale la pena ricordare che questa modifica arriva nello stesso periodo in cui sono cambiate anche le regole su limiti di spesa e autoesclusione flessibile, parte del riordino complessivo del settore avviato con il decreto legislativo 41/2024. Il filo conduttore è lo stesso: meno carta, più automazione, più tracciabilità diretta sul conto di gioco. Che è esattamente quello che ci si aspetterebbe da un mercato regolamentato nel 2026, non nel 2006.
Detto questo, va riconosciuto il merito ad ADM: ci sono voluti solo vent’anni di smartphone in tasca a tutti per capire che far viaggiare un pensionato di Cosenza fino a un ufficio di Roma per ritirare 12.000 euro vinti da un’app non fosse proprio il massimo dell’efficienza. Poi, per carità, era un viaggio che si faceva volentieri ma, ancora una volta, nel belpaese il progresso, quando arriva, arriva.