Spiritualità


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Un esempio di filosofia sopraffina, J-J, quanto al rigore argomentativo, è l’odierna corrente denominata “filosofia analitica”, soprattutto quella di area anglosassone. Il suo merito è di aver creato

Meglio tenersi il dubbio: http://www.youtube.com/watch?v=A4pVVP16GZo

Sono contento che bmare abbia compreso l’errore capitale che nasce da ogni hybris: fondare il Senso sull’uomo e non su Dio. Una volta fatto questo, il destino è segnato. Fu quello di Prometeo, ed è il

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@bmare

leggevo tuoi msg in bacheca e mi vien da chiederti

Echkart Tolle?

ma soprattutto Cerchio 77? Io lì ho trovato cose stupende

Tolle è una tappa del cammino dell'eroe (il monaco) anche se per il momento è ancora fuori dalla mia portata (sono da poco passato da quella di viandante a quello di guerriero). Del cerchio 77 non ne so praticamente nulla ma credo sia interessante. Se vuoi possiamo condividere info ed esperienze anche su facebook (da poco ho rivalutato le potenzialità di questo "eggregora" e ho cominciato ad usarlo "spero" in maniera funzionale allo scopo che mi sono prefissato).

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Cosa porta a orientare la propria ricerca verso il neospiritualismo, anziché verso le Vie Spirituali Tradizionali, in primo luogo quella in cui si è nati? Io ho una sola risposta: non si ha nessuna conoscenza di quelle Vie; giacché, se se ne disponesse anche di una pallida, ci si accorgerebbe che tra tutte le forme di neospiritualismo, e tutte le Vie Spirituali Tradizionali vi è una opposizione irriducibile.

Qui , ma anche nella shoutbox, vedo che si ritorna a parlare “spirito” (che scrivo di proposito minuscolo e virgolettato) in chiave perfettamente niuegistica, ed ora leggo aggiunto anche lo spiritismo, e pure il presunto magistero di persone che si auto-dichiarano illuminate, e che su tale illuminazione, proclamata urbi et orbi, sfornando best seller uno dopo l'altro, hanno risolto (per sé e la discendenza) ogni problema economico.

Quello che so di sicuro, è che nessuna persona che abbia avuto il minimo accesso alle vere realtà spirituali, ci lucrerà sopra; e che, se non per ragioni specialissime, renderà la cosa pubblica.

Altra cosa che so di sicuro, è che lo spiritismo è bandito come pratica anti-spirituale e pericolosissima, da tutte le Vie Spirituali Tradizionali. Parlo di tutte le religioni della Terra, dal Cristianesimo al Taoismo.

La Realtà Spirituale, lo tenga bene a mente chi mi legge, non si presta ad essere profanata dalla protervia degli avventurieri, oltretutto se sprovveduti nella misura della loro ignoranza. Il neospiritualismo, in ogni sua forma, è la caricatura e allo stesso tempo l’inversione della Spiritualità vera. Ed è pericoloso!!

Chi vuole parlare d Valori Spirituali, cominci a leggere il Vangelo, compresi gli Atti degli Apostoli; poi acquisisca il minimo di conoscenze di teologia; poi studi ed approfondisca le vite dei santi (che sono quelli che prima di noi hanno percorso la Via); ed infine, se avanza tempo, studi le altre Vie Spirituali.

Lo “spiritualismo” “fai da te” può avere un solo esito: la perdizione.

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quoto Satori, , chi ha consocenze di un certo tipo rendendosi conto della loro portata le tiene per se stesso e ne tantomeno le divulga, sono cose troppo grandi, bisogna avere un equlibro psichico molto forte, in persone instabili possono portare ad avere profonde ferite psicologiche, chi fà ricerca in merito sà esattamente che entra in un labirinto grande come la terra completamente dipinto di nero con una misera fiammella per illuminare la strada verso l'uscita, si può rimanervi intrappolati si deve mettere in conto che ci si può giocare anche la vita.

la ricerca spirituale è un fatto prettamente personale, la ricerca in campo definiamolo " paranormale " per chi abbia l'equilibrio necessario è un ricerca fatta in solitudine con tutte le consequenze che ne possono derivare. Chi ne fà mercato viola i più sacri principi delle alte sfere e deve mettere in conto di pagarne le conseguenze prima o poi , normalmente è sempre " prima ".

felicità

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Mi astengo da questa discussione perchè davvero ha preso una piega di cui ignoro praticamente tutto, però sono rimasto incuriosito dagli ultimi due post degli amici Satori ed Emgus. Il così grande pericolo di questa indagine nella spiritualità non convenzionale, esattamente in cosa consisterebbe? a me non sembra che i fenomeni paranormali siano così diffusi (personalmente non ho visti mai) tanto da mettere in guardia l'intera popolazione.

Oppure il pericolo a cui avete accennato è quello di impazzire, uscire di senno e subire danni peggiori di quelli di un esaurimento nervoso?

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Esatto Jack il pericolo è quello di uscire di senno con danni peggiori di quelli di un esaurimento nervoso, non sono i fenomeni paranormali , sedie che si muovono ed amenità varie che possono creare problemi psichici ,ma è quando hai le prove tangibili che esistono altre dimensioni parallele a queste che il tuo vivere quotidiano è messo completamente in discussione, e ti rendi conto che il termine " vita " non ha molto significato.

felicità

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J-J, ti racconto una storia, vera quanto la sua tragicità.

Molti anni fa, una compagnia di giovani universitari, nel pieno dell’effervescenza e dell’ardimento tipici di quell’età, tutti appassionati di “spiritualismo”, e tutti piuttosto preparati e intelligenti, sotto la guida di una persona che si qualificava come detentrice di un certo rituale (e di un altro paio che lo affiancavano), formò un gruppo operativo.

Di quale fosse lo natura di questo rituale, e quale lo scopo che quel gruppo si prefiggeva, non dirò nulla. Salvo che le intenzioni erano le più alte e più nobili che quei giovani potevano concepire; e che quel rituale, questo lo so per certo, doveva essere antico di almeno un paio di millenni.

Questi poco più che ragazzi si incontravano una volta la settimana, il sabato, ed officiavano assieme quel rituale, secondo le regole prescritte.

La cosa andò avanti per quasi cinque anni; poi il gruppo (di questa fase finale non so molto) si sciolse, anche perché i suoi membri avevano cominciato a morire.

Il primo a morire fu quello che maggiormente si era dato anima e corpo alla cosa; un ragazzo intelligentissimo e dagli occhi luminosi. Dapprima diventò strano, poi cominciò a mancare alle riunioni del sabato, poi lo si prese a vedere vagare da solo, con lo sguardo allucinato, e un sorriso indecifrabile. Non salutava nessuno, e non si fermava a parlare con nessuno.

Ad un certo punto, fu chiaro che era impazzito. Non molto tempo dopo, fu trovato impiccato.

Bene; i componenti di quel gruppo erano circa una trentina: ne sono sopravvissuti solo due; parlo di gente che dovrebbe avere oggi circa una sessantina di anni, o poco più. Se la media dei decessi fosse questa, la popolazione mondiale dovrebbe essere meno della decima parte dell’attuale. Ma questo potrebbe voler dire poco, anche se, per il vero, resta statisticamente un fatto molto insolito; quello che è strano e “statisticamente” impossibile è ciò che segue.

La quasi totalità di questi ragazzi morì di morte violenta, o in incidenti inspiegabili e piuttosto raccapriccianti. Sei o sette (non ricordo il numero esatto) se ne andarono già entro i cinque anni di cui ho parlato; il resto, tranne i quattro di cui dirò appresso, entro i successivi cinque. Dunque, almeno venticinque morirono entro dieci anni dall’inizio della cosa. La morte più spettacolare fu quella di un ragazzo che, finito in carcere per una faccenda surreale, fu sbudellato.

Veniamo ai quattro che ce la fecero. Sarebbe troppo lungo, e relativamente non pertinente al tema, spiegare come accadde che questi quattro (che si conoscevano da prima di far parte del gruppo di cui ho parlato, e che erano legati da una particolare amicizia) fossero messi in guardia da un personaggio di grande autorità e carisma, circa l’estrema pericolosità delle pratiche cui si erano dati. Seguì un periodo di incertezza, durante il quale, i quattro, presero piano piano consapevolezza che le parole di quel personaggio erano fondate. Ma solo due ruppero quasi immediatamente i rapporti col gruppo e smisero di presenziare al rituale del sabato. Gli altri due, continuarono ancora per qualche mese; ”per curiosità” dissero. Tuttavia, alla fine mollarono.

Entrambi erano molto benestanti, anzi, uno proprio ricco; morirono entrambi quasi in miseria, ad un anno l’uno dall’altro. Uno degli altri due, poco dopo scomparve, e non volle più sapere nulla dei vecchi compagni. Si sposò, e, da quello che casualmente ho appresso di recente, è ancora vivo e sta bene.

Tornando alla morte degli ultimi due (il primo sei anni fa, il secondo cinque), la circostanza presenta una doppia stranezza:

1°, morirono nello stesso modo, nella stessa casa e nella stessa stanza;

2°, date le circostanze del decesso, fu eseguita un’autopsia. Ah, c’è una terza stranezza: il figlio di colui che morì per primo era presente in entrambe le circostanze. Un istante prima vivi, un attimo dopo morti. Senza un fiato; mentre parlavano, sono caduti e sono morti. Spiego meglio tutta la situazione. I due erano sempre rimasti in contatto ed in stretta amicizia, fin dai tempi del “rituale”, ed erano soliti frequentarsi. E’per questo che il figlio del primo ebbe l’opportunità di assistere anche alla morte del secondo, che era amico del padre e era giusto andato a trovarlo.

L’autopsia. Non saprei riferire, su due piedi, l’esatta locuzione del medico legale, ma il succo è che ad entrambi era scoppiato il cuore. E non è finita; la persona che morì per prima, per una questione assicurativa, si era sottoposta ad un rigorosissimo controllo medico, appena due settimane prima; ed era risultata sanissima.

Resta l’ultimo tra i due sopravvissuti. Vi potrebbe raccontare cose che vi dovreste rifiutare per forza di credere; giacché se doveste pensare che anche una minima parte di queste sia possibile, il vostro modo di vedere il mondo si frantumerebbe.

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Di quale fosse lo natura di questo rituale, e quale lo scopo che quel gruppo si prefiggeva, non dirò nulla. Salvo che le intenzioni erano le più alte e più nobili che quei giovani potevano concepire; e che quel rituale, questo lo so per certo, doveva essere antico di almeno un paio di millenni.

Puoi dirmi di più in MP?

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La vita è supremamente paradossale.

Uno dei concetti più profondi che ho mai appreso, mi è stato trasmesso proprio dalla persona che guidava quel gruppo: “Non ha senso proteggere i segreti, perché questi si proteggono da soli”.

Negli anni, mi sono fatto l’idea (o forse lo spero soltanto) che quest’uomo doveva essere probabilmente in buona fede, e che non avesse idea della catastrofe che stava per provocare.

Ti spiego, bmare, le due ragioni perle quali ti ho parlato di questo:

1°, il “diavolo” (da intendere, a piacere, come un essere personale, o una metafora) è sopraffino teologo e quasi insuperabile filosofo. Questa è una delle ragioni per le quali, ad esempio, in tutti i rituali di esorcismo è fatto insuperabile divieto, all’esorcista, di parlargli. La capacità seduttiva, ed il potere della menzogna sono tali, che essa riesce spessissimo a nascondere la sua vera natura sotto una montagna di verissime verità; ne è un esempio la frase da me riportata. E questo mi porta al secondo punto;

2°, proprio perché quella frase esprime una verità profondissima, non ho alcun segreto da custodire. Ciò non vuol dire che sia possibile oppure opportuno parlare, pubblicamente o privatamente, di qualsiasi cosa.

Pertanto, prova a dirmi qui, la ragione che ti spinge a chiedermi “di più”, e su quale punto; giacché quanto ho riportato dovrebbe bastare.

Anche perché, il solo scopo che mi ha spinto a parlare di questa cosa è mettere in guardia dai pericoli (reali come la Nutella!!), e dalle conseguenze terrificanti cui può esporre la “curiosità”, l’inavvedutezza, e la superbia.

Certo, non sempre le cose vanno come ho accennato nella vicenda raccontata; ma, di regola, contatti o tentativi di commercio con (passami il termine improprio) altri piani dell’Essere, esigono sempre un qualche prezzo. E, a volte, questo prezzo può superare qualsiasi misura concepibile in termini umani.

Chi vuole davvero risposte alla sete di Verità deve cercarne la Fonte; e fuggire le miriadi di pozzi inquinati. Chi si avvicina al Sacro mosso dalla superbia, o con profana sventatezza, si perde da solo.

"Rivoluzione" ha il suo etimo nel latino "revolvere", che vuol dire "tornare alle origini". L' Origine è, esternamente, il Momento della Rivelazione; internamente, l'ultima profondità del Cuore. Lì sono il principio e la fine.

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Pertanto, prova a dirmi qui, la ragione che ti spinge a chiedermi “di più”, e su quale punto; giacché quanto ho riportato dovrebbe bastare.

Premetto a scanso di equivoci che non mi interessa lo spiritismo e nemmeno il satanismo, anzi tuttaltro.

Sono molto solare e cerco di essere anche lunare (l'aspetto del mio sè che mi occorre conoscere e sviluppare per armonizzare l'IO con la mente). l'IO per me è lo spirito. La mente per me è l'anima (che deve diventare ragion pura dopo aver neutralizzato, ossia reso innocuo lo sfidante, che gli gnostici chiamano anche "spirito di opposizione").

La mia come hai intuito è una ricerca della verità, per arrivare all'autoconoscenza o conoscenza di sè (o dell'IO che dir si voglia).

Se dovessi incasellare il mio credo, direi che lo gnosticismo è quello che più ci si avvicina (ma considero le definizioni limitanti come tutte le schematizzazioni, seppur a volte necessarie).

Voglio scoprire quanto sotteso dal detto latino Nosce Temet (Nosce te ipsum) ossia : Conosci te stesso, e conoscerai l'Universo e gli Dei. :angelo:

La storia di quei ragazzi mi sembra improntata allo spiritismo e/o invocazione di particolari spiriti o demoni di cui non conoscono bene la natura. Ho capito male? Volevo solo capire di che tipo di rituale vecchio di millenni si tratta. Ma non per praticarlo, ma solo per contestualizzare il tuo racconto (anche se penso che con me centri davvero poco, o almeno lo spero).

Vorrei anche sapere cosa ne pensi del video (cercando di tener presente i soli concetti più che la spettacolarizzazione) che ho postato poco prima del tuo post. :wnk:

Edited by bmare
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Comincio dal video da te postato.

Anche se non lo avessi visionato, il semplice fatto che qualcuno si faccia chiamare “Adam Kadmon”, mostra allo stesso tempo blasfema superbia, unita a ignoranza. Se questo signore fosse stato almeno un superbo non ignorante, avrebbe certamente usato la “Q” e non la “K”. La superbia, nel merito, deriva dalla profanazione e dall’utilizzo a scopo di ,mercificazione di uno dei nomi più sacri della Sapienza Quabbalistica e di tutta la mistica ebraica. Esso coincide esattamente con “Al Insan al Kamil” dell’esoterismo Sufi, e con "Cheun-Jen" del Taoismo; è l’Uomo Trascendente, inteso come archetipo del Logos, ed ha, quindi, anche rapporti analogici con Cristo (qui mi fermo, sennò si va troppo fuori tema). Utilizzare questo nome come nick è un segno dei tempi che si dovrebbe commentare da sé. Quanto proprio al contenuto del video, direi che l’autore si mantiene all’altezza della premessa anticipata dal suo nome; un sincretistico cumulo di sciocchezze. Ecco, siamo nel cuore dell’insensatezza niuegistica.

Se si vuole studiare la Quabbalah, si deve andare da un Rabbino, il quale declinerà quasi certamente la richiesta, perché non avrà tempo per le nostre curiosità. In alternativa, esistono commenti Tradizionali autorizzati e autorevoli. E tra questi non c’è la TV.

Che tu non sia interessato a spiritismo o satanismo (cose, ad onor del vero, del tutto diverse) è certamente un gran bene. Non capisco quanto dici dello Gnosticismo, che è una curiosa eresia del Cristianesimo, e fra le eresie, almeno a parer mio, fra le più banali. Non me ne occupo da molto tempo; ma se occupò, meglio di quanto potrei mai fare io, uno dei maggiori Padri della Chiesa, Sant’Ireneo, che giusto per curiosità, fa riferimento al “Vangelo di Tommaso” quasi 1.900 anni prima della sua scoperta storica con i famosi “Codici di Nag Hammadi”.

Per il resto, confermo quanto scritto prima: alla larga dai pozzi avvelenati.

Edited by Satori
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uè, quanta roba! M'invitate a nozze!

Vedrò di spiegarmi e ciò che dirò può anche essere non creduto.

Eckhart Tolle: non ne vado matta e concordo che ci voglia gradualità.

Cerchio 77 di Firenze, sì. Provare a leggere per "criticare".Vi è una prospettiva dei fatti della vita terrena molto, ma molto alta. E l'albero buono si vede dai frutti....chi siete/siamo noi per sostenere che l'Essenza Suprema non possa usare certi mezzi per illuminare il nostro cammino? Molti Santi parlavano con Dio: quali di questi dialoghi erano veri o frutto di allucinazioni dovute a fattori fisici? (chiaro esempio suore anoressiche)

Concordo in pieno che la prima solida fonte debba essere la parola di Cristo.Cristo era /è un Grande, una mente umana non potrebbe aver concepito un personaggio simile:

che si mischia con gli impuri

che perdona l'adulterio con quella incontestabile frase:Chi è senza peccato....

che da come ricetta l'Amore incondizionato

che s'incazza contro gli ipocriti

eccecc

fino all'incredibile fatto della rivalutazione della donna.

Le donne non avevano potere giuridico eppure dopo la resurrezione Egli si manifesta per primo a loro. Se i vangeli fossero dei "falsi", questo non sarebbe mai stato scritto.

Bene, appurato che prima serve una buona conoscenza dei fondamenti, gli stessi fondamenti ci dicono che Dio può/potrà manifestarsi in vari modi. Ci dicono che satana esiste.

Esistono i sensitivi o coloro che hanno dei carismi. Lo so, li ho visti, ne ho conosciuta una che mai mi ha chiesto una lira e a casa sua succedeva di tutto,ma non erano cose spaventose.Lei era molto credente, si chiamava Edda Sartori.

Come esiste l'ombra, il male e le sue manifestazioni, esiste anche la luce.

Per quanto riguarda il male, vi assicuro che ho vissuto personalmente certe esperienze (non precedute da particolari rituali), come ho vissuto esperienze luminose ( e qui Rita se leggesse, potrebbe testimoniarne di sue, o, quantomeno confermarne l'esistenza). Poichè fin da piccola sono sempre stata giudicata un po' strana o speciale o eccentrica, vedete un po' voi, quando mi accadevano certi fenomeni, mi son sempre premunita di aver dei testimoni "normali". Se dormivano li svegliavo e se non avrebbero dovuto esserci, misteriosamente "quelle volte", c'erano.

Questo comunque non ha influenzato la mia Fede e mi sono spesso chiesta perchè mi siano accadute.Non ne avevo bisogno.

Tornando al Cerchio 77, chi detta queste frasi non può venire da satana

“.... tu avrai capito la vita non quando tu farai il tuo dovere in mezzo
agli uomini, ma quando lo farai nella solitudine.

Non quando, pur raggiunta la notorietà, potrai avere una condotta
esemplare agli occhi degli uomini, ma quando l'avrai e nessuno lo saprà, neppure te stesso.

Non quando tu farai il bene e ne vedrai gli effetti, ma quando lo farai e
non ti interesserà avere gratitudine, nè conoscere l'esito del tuo operato.

Non quando tu potrai aiutare efficacemente e disinteressatamente, ma
quando aiuterai pur sapendo che il tuo aiuto a nessuno serve, neppure
a te stesso.

Non quando tu ti sentirai responsabile di tutto ciò che fanno i tuoi simili, ma quando conserverai intatto il senso della tua responsabilità, pur sapendo d'essere l'unico uomo al mondo.

Non quando tu avrai compreso che tutti gli esseri hanno gli stessi tuoi
diritti, ma quando tratterai l’essere più umile della terra come se fosse
Colui che ha nelle Sue mani le tue sorti.

Non quando tu amerai i tuoi simili, ma quando tu stesso sarai i tuoi simili e l'amore

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Grazie Satori per i tuoi contributi, ammetto che hai il raro dono di instillarmi il dubbio, e credo sia un bene. Mi hai fatto tornare in mente le letture di Jung che facevo poco più di due anni fa, letture che mi hanno aiutato molto a razionalizzare alla mia misura anche la morte di mio padre (credo l'evento più tragico della mia vita e di cui tralascio i drammatici dettagli). Ricordo che nel suo libro rosso Jung disegna il totem del demone che aveva visto dentro di sè e che aveva persino costruito in legno e piantato vicino alla sua villetta. Persino Plotino si sottopose all'esame del proprio demone spinto dai suoi discepoli. Un'aspetto che comincio a notare e che caratterizza buona parte degli studiosi di esoterismo è la necessità di accumulare energia nei modi più svariati, dalla cura del corpo, con la castità, con la meditazione/respirazione, con i mantra, il suono e le vibrazioni, etc.. energia che oltre a vincere lo stress e portare a uno stato di calma dovrebbe permettere quel cammino di elevazione spirituale che ha caratterizzato personaggi come il Buddha, Gesù, etc...fino alla massima trascendenza ossia la purificazione del demone in angelo e tornare così a essere spirito santo. L'approccio a queste tematiche cerco sempre di improntarlo alla massima spontaneità ed equilibrio, vedo che però negli ultimi tempi, complici probabilmente le intuizioni e un inizio di padronanza degli argomenti (alla mia misura ovviamente), gli studi stanno prendendo un'accellerata che ha quasi del miracoloso. Con una ragazza che ho incontrato recentemente e che condivide buona parte di questi interessi ho iniziato un corso di meditazione gratuito, finora siamo stati ai primi tre incontri e l'insegnamento di fondo è la respirazione. Ci piace molto anche se nell'ultima lezione l'istruttore a un certo punto mi ha fatto insospettire quando indicando un papiro egizio sulla parete che rappresenta il passaggio nell'aldilà afferma che riuscire a vedere quell'immagine con la coscienza è uno degli obiettivi. Premetto che ho letto sia il libro dei morti egizio e anche quello tibetano, quindi troppo boccalone non dovrei essere. La mia amica ha minimizzato il mio campanello di allarme. Ho cercato di approfondire chi c'è dietro a questo centro e ho scoperto esserci il centro sophia, gruppo internazionale che si rifà agli insegnamenti di un certo Samael Aun Weor. I tuoi interventi Satori mi hanno messo in guardia. Tutta questa energia che si accumula serve per vedere oltre, ma controllare questo oltre può essere problematico senza gli strumenti e la conoscenza giusta. Ho inteso bene il tuo avvertimento e quello di Emgus?

Edited by bmare
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Occorre precisare che il manicheismo (qui tutto il bene - là tutto il male) è errato per principio. Qualche volta può rivelarsi utile, per semplificare questioni complesse, ma non serve mai a dare veramente conto della condizione umana e della natura di questo mondo. Questo, tuttavia, non vuol dire che non esistano criteri certi, anzi certissimi oltre ogni dubbio, per discernere l Vero dal falso. Il Vero, nella Sua ultima essenza, è l’Atto Divino della Rivelazione, e tale Atto coincide, presso tutte le Tradizioni (tranne l’induismo, ma solo in apparenza), col Corpo del Rivelatore. Dato che discutere comparativamente, sarebbe troppo dispersivo, qui mi limito alla nostra cultura di nascita e appartenenza: il Cristianesimo. Il Cristianesimo è il Cristo-Corpo, in quanto essenza, e la Sua Parola, in quanto Logos e manifestazione. In questo c’è l’inizio e la fine di tutto. “ Io sono la Via la Verità e la Vita” non è un annuncio pubblicitario; “Verbum caro factum est et abitavit in nobis” (Giovanni 1-14) non è un jingle. Sono l’alfa e l’omega e comprendono il senso di ogni cosa.

La Via Spirituale, non è un processo di auto-scoperta, di auto-promozione, di auto-sviluppo, di auto-emancipazione (come predica ogni falsa spiritualità): è esattamente il contrario!! Esattamente!! È la Via che porta all’estinzione dell’ego, alla sua totale, definitiva e radicale scomparsa. E’ la morte spirituale di cui parlano i mistici, il Mu giapponese, il Wu cinese, la Fanà al Fanà, dei sufi; ecc…

Gnothi sautón” non è un’esortazione rivolta a Gennaro Esposito perché chiarisca a se stesso la propria storia, e ne faccia partecipe l’universo (a cui di Gennaro Esposito non potrebbe importare più di tanto); è l’esatto contrario!! Chi può conoscere qualcosa, non può essere altro che il solo Conoscitore possibile, ossia il solo Essere necessario; che certamente non è Gennaro, né bmare, né Satori. C’è un altro solo significato in Gnothi sautón, che, dal punto di vista della collocazione umana nel tempo, precede quello esposto prima: è l’ingiunzione fatta all’uomo di conoscere e comprendere la propria natura effimera e finita; giacché senza questa comprensione, non potrà che perpetuare l’errore di Prometeo, che fu quello di voler trasformare il finito in Infinito; atto che coincide col peccato di superbia nella sua essenza.

E’ per questo che il “seme deve morire” (anzichè gonfiarsi e gingillarsi con la propria vanità).

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Credo che incornicerò questo tuo ultimo post. Grazie Satori, mi sa che mi stavo smarrendo nel lato "oscuro". Ricordo meglio e finalmente focalizzo bene l'attenzione su un particolare di un sogno di alcuni giorni fa (poco dopo aver letto il libro sulle Nozze Chimiche). Ho visto un'uccellino dorato piccolino cinguettante e dietro molto ben nascosto sotto la cenere e la polvere nera un uccellino appena nato ma 20 volte più grande ancora implume e tutto nero dagli occhi grandi e scintillanti. L'attenzione si era fermata su quest'ultimo "gasandomi" di aver finalmente risvegliato il mio spirito (quella che in esoterismo viene detta resurrezione in vita), in realtà era un messaggio chiaro che stavo alimentando l'ego a dismisura sul versante opposto. Wow, ci vuole una bella passeggiata in collina. Grazie ancora. :btc:

Edited by bmare
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Ringrazio anch'io

Sto leggendo con interesse (pur riuscendo a seguire solo in piccola parte), trovando spunti interessanti.

Mi ha fatto riflettere questo passaggio:

il “diavolo” (da intendere, a piacere, come un essere personale, o una metafora) è sopraffino teologo e quasi insuperabile filosofo. Questa è una delle ragioni per le quali, ad esempio, in tutti i rituali di esorcismo è fatto insuperabile divieto, all’esorcista, di parlargli. La capacità seduttiva, ed il potere della menzogna sono tali, che essa riesce spessissimo a nascondere la sua vera natura sotto una montagna di verissime verità

Dato che per fortuna nella mia vita non ho incontrato molti teologi sopraffini e insuperabili filosofi padroni "di montagne di verità".. mi sento abbastanza al sicuro.

Comincerò a monitorare quei pochi.

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Un esempio di filosofia sopraffina, J-J, quanto al rigore argomentativo, è l’odierna corrente denominata “filosofia analitica”, soprattutto quella di area anglosassone. Il suo merito è di aver creato strumenti di indagine capaci di risolvere alcune antiche questioni rese precedentemente irrisolvibili dal modo ambiguo in cui erano poste; il suo limite è quello di essersi trasformata, di fatto, da mezzo a fine. Insomma, la filosofia, come ogni altra attività umana, nasce per cercare di risolvere problemi di una certa natura; dunque, con tutta evidenza, nasce come mezzo; mentre il fine è la soluzione del problema. Che è successo con la filosofia occidentale? E successo che il fine è diventato una sempre maggiore conoscenza e raffinazione del mezzo; e il fine iniziale si è perso per strada.

Il mondo della filosofia moderna è totalmente astratto; parla di principi, e regole formali, e mentre ne parla analizza il suo parlare ; sezionando ad ogni passo il materiale che essa stessa produce. Il valore di questo procedimento è evidente: fa chiarezza; ma su cosa fa chiarezza non si sa di preciso. Alla filosofia moderna è accaduto qualcosa di in qualche senso analogo a quanto è occorso in fisica: si era partiti per cercare i fondamenti della materia, e ci si è ritrovati a concludere che la materia non esiste; almeno per come pensata dall’ingenuo materialismo degli ultimi secoli; e che il solo modo per darsene una rappresentazione sono le esoteriche equazioni della meccanica delle matrici.

Il caso della quantistica è formidabile: si parte lancia in resta per trovare i mattoni fondanti, e ci si ritrova davanti ad una specie di specchio… in cui lo scienziato, in una paradossale condizione di auto-referenzialità, trova se stesso che sta cercando qualcosa. Senza la Coscienza, il mondo non esiste. Le filosofie dell’Asia lo sapevano da sempre.

Fortissimo!!

Edited by Satori
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grazie JJ.

@Satori, non rischiamo di perderci?


Esatto Jack il pericolo è quello di uscire di senno con danni peggiori di quelli di un esaurimento nervoso, non sono i fenomeni paranormali , sedie che si muovono ed amenità varie che possono creare problemi psichici ,ma è quando hai le prove tangibili che esistono altre dimensioni parallele a queste che il tuo vivere quotidiano è messo completamente in discussione, e ti rendi conto che il termine " vita " non ha molto significato.

felicità

@emgus, scusa perchè ciò ti intimorisce?

non è , al contrario, una prospettiva affascinante?


Esatto Jack il pericolo è quello di uscire di senno con danni peggiori di quelli di un esaurimento nervoso, non sono i fenomeni paranormali , sedie che si muovono ed amenità varie che possono creare problemi psichici ,ma è quando hai le prove tangibili che esistono altre dimensioni parallele a queste che il tuo vivere quotidiano è messo completamente in discussione, e ti rendi conto che il termine " vita " non ha molto significato.

felicità

@emgus, scusa perchè ciò ti intimorisce?

non è , al contrario, una prospettiva affascinante?

Che faccio quoto una terza volta per rispettare i simbolismi?

Edited by Jolly28
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Il film di Bergman "Il settimo sigillo" comincia ad apparirmi più chiaro finalmente.

@jolly28 : "affascinante" : la fascinazione del lato "oscuro" che spinge l'uomo (come ci testimonia Gilgamesh e quasi tutti i miti) a cercare la soluzione per l'immortalità, per diventare e/o sostituirsi a Dio (estremizzo per schematizzare).
La paura inconscia (o meno) della morte ha caratterizzato tutte le civiltà del passato, non ultima la nostra.
Satori ha proprio visto giusto.

sempre @jolly28 : questo è un video niueggiano che mi ha "affascinato" fin dall'inizio delle mie ricerche :

http://www.youtube.com/watch?v=bLBKTSLHz4Y

Edited by bmare
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Sono contento che bmare abbia compreso l’errore capitale che nasce da ogni hybris: fondare il Senso sull’uomo e non su Dio. Una volta fatto questo, il destino è segnato. Fu quello di Prometeo, ed è il nostro, di questa nostra civiltà e di questo uomo che l’ha edificata, il quale e la quale si squaglieranno nella loro stessa illusione, dopo aver perso il senno (ossia cronaca del presente) nel labirinto da loro stessi costruito. L’uomo occidentale non riesce ad accettare di essere un ente finito, e che l’ineluttabile esito della sua parabola terrena è la morte. Il vero tabù non è il sesso, è la morte; ma la dignità, la sola possibile dignità concessa al mucchietto di polvere che siamo è, al contrario, il confronto, la comprensione, ed infine la serena e luminosa accettazione della morte. Essa ha certamente un aspetto doloroso, per chi rimane, perché qui siamo carne e sangue; ma ne ha uno glorioso, perché è la porta attraverso la quale i giusti e gli umili, quelli, che si sono spogliati e si sono fatti bambini, tornano alla Casa che si credeva perduta, definitivamente lasciata dietro di sé ogni pena.

Ma il moscerino titanico non può accettarlo, deve essere lui a “prendere il mano il suo destino”. Ed è da qui che nasce la tecnologia, di qualsiasi tipo essa sia;

esteriore, per “controllare” la materia, e, come scopo finale, vincere la morte fisica;

interiore, ogni tipo di pratica mentale atta a gonfiare il grande idolo: IO.

Tutto ciò, il perenne, e sempre destinato al fallimento, tentativo di stuprare il finito per far sì che diventi finito è il senso della Storia profonda dell’uomo, la sua vera Storia. Ed è’ un triste dejà vù; se solo fosse rimasto un chicco di senno, si saprebbe e si capirebbe che ciò è già accaduto. Di che parlano i Miti? Ma anche se non si disponesse di alcuna sensibilità per la lettura verticale della Storia, come si può essere talmente ciechi davanti al presente?

L’uomo vuole vincere la morte, e non si avvede, povera creatura, che la Morte, la Grande e Misericordiosa Signora, viene a liberarlo dalla sua stessa putrefazione.

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Bellissimo post Satori. La superbia dell'uomo ha radici molto lontane, forse proprio quelle così ben descritte dal bistrattato e visionario Z. Sitchin. Peccato che il film sia stato bloccato.

Mi chiedo a questo punto se sia giusto scendere per far luce nella tana buia del bianconiglio e fino a che punto (L.Carroll ci ha perso la ragione, [era diventato una specie di pedofilo e le favole gli servivano per adescare le bambine], e dopo di lui Nietzsche [il superuomo, totale annullamento del divino "femminile"], ma hanno pur sempre donato una bella fetta di sapere all'umanità anche se da alcuni è stata male utilizzata), per non incorrere nella superbia. Un sacrificio (sacro ufficio) utile per il progresso/evoluzione umano/a o un tragico errore? La conoscenza se guidata dalla ragione può essere il fine o è e sarà sempre lo strumento della sola consapevolezza dell'umana caducità?

Che ne pensate?

Edited by bmare
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La voce "apocalittica" della seconda parte filmato forse esagera un pò, ho fatto due conti approssimativi e se sono giusti il 10° pianeta degli Anunnaki (contando luna e sole come facevano i sumeri) dovrebbe passare dalle parti della terra tra 1400 anni. Ma gli effetti dell'avvicinamento potrebbero cominciare ad essere avvertiti fin da ora. :P

Edited by bmare
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