Giovanni Falcone


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Si un pensiero a loro, ma una riflessione obbligatoria per noi: perchè queste persone vengono ricordate solo da morte? quanti sono i Falcone e Borsellino oggi ancora impegnati a combattere e non se ne sa nulla?

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Guest kratos

una bella domanda Jack..ma purtroppo è così..anche nell arte come nella politica,nella scienza ecc..molte persone da vive non hanno ottenuto i riconoscimenti che avrebbero dovuto avere.

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Saviano denuncia e combatte (coi suoi mezzi) e lo fa partendo da una terra dove è ancora impossibile dire "pio" se non chiedi permesso. Non ho visto neanche una puntata dell'ultimo talk show con Fazio, ma comunque lo rispetto.

Per il resto la domanda che mi fai è una trappola perchè qualunque nome io ti possa fare non reggerebbe il confronto con il mito. Il fatto è che non ne conosciamo nessuno.

Allo stesso modo quando era in vita Falcone veniva criticato da più parti e accusato di fare magistratura "schierata".. e tra i civili non lo conosceva nessuno.

Poi però succede che per 40 km l'auto del procuratore di Trapani viene tallonata a 200 kmh sull'autostrada da una blindata coi vetri oscurati e targa falsa che poi fa perdere le sue tracce... tutto questo il giorno prima di una udienza in cui lo stesso procuratore aveva chiesto la confisca di 5 mld di euro ad un imprenditore..(è successo un mese fa ma la notizia si è saputa oggi 24052012)

E allora cominci a pensare che "non ne conosciamo nessuno" è diverso da "non ce ne sono"..

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Non volevo provocare (a parte su Saviano, l'unica persona rimasta in Italia di cui è peccato dire che non lo sopporti più), volevo solo conoscere.

I miei eroi li vedo ogni giorno e sono i genitori dei ragazzi disabili che curo. So che sono una cosa diversa da i miti da te giustamente citati, ma è la cosa più vicina all'eroismo che conosco.

The Guru

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Falcone e Borsellino, prima che essere dei veri giudici, erano dei gran signori, e, sotto altro aspetto, uomini con quelle due sfere che connotano gli uomini.

E' per questo che trovo disgustoso il caprino fareiseismo di coloro che - dopo averli abbandonati, e osteggiati in ogni modo da vivi - se ne fregiano come fossero sacre icone da morti. Chi sono costoro? Beh, mi sarebbe facilissimo fare nomi e cognomi; ma non posso, ed è un peccato; giacché è stato detto che non sono graditi discorsi politici; ma tanto é semplice da capire: quelli che più oggi si sciammannano per esaltarli sono quegli untuosi senzafaccia ( giacché non arrivano neppure ad avere una faccia da culo) che li consegnarono alle mani dei loro carnefici.

Me ne dolgo per i suoi fans, ma Saviano é un miracolato del circuito mafia/antimafia. E' un vero peccato che agli italiani non piaccia leggere; ma già l'ottimo Sciascia descrisse e previde l'avvento di questi sapropifiti, definendoli " professionisti dell'antimafia".

E dunque, lasciamo gli uomini come Falcone e Borsellino al loro posto tra gli uomini; e non mischiamoli con insignificanti quaraquaquà come i saprofiti che sull'antimafia hanno costruito le loro fortune..

Sia detto con rispetto e cortesia.

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Dobbiamo restare liberi di non sopportare chi ci pare (ci mancherebbe), e se proprio devo scegliere io preferisco assumere un atteggiamento sconsacrante piuttosto che osannante (non so perchè l'istinto di solito mi fa guardare con sospetto la direzione in cui si muove una massa di persone..)

Mi sembra solo che di questi saprofiti previsti da Sciascia non ce ne siano molti in giro (che ancora debbano manifestarsi?).

Come Saviano oggi altri non ne vedo.

E ovviamente non voglio paragonarlo ai due grandi Signori sopracitati, i quali mi rammarico di non aver mai conosciuto meglio (nel '92 avevo 14 anni, troppo pochi per rendermi conto), ma poi si torna al punto da cui siamo partiti: se anche in quegli anni fossi stato più maturo, mi sarei accorto di chi era Falcone prima che fosse ucciso?

ps

The guru anche quelli sono eroi sono d'accordo, anche se poi è un contesto totalmente diverso.

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Avere 14 anni nel ’92 non vuol dire ai 36 del 2012 sia difficile o impossibile ricostruire i fatti pubblici che precedettero l’assassinio dei giudici e signori Falcone e Borsellino ( e di chi li seguì in quel tragico destino).

Un tempo, prima dell’avvento di internet, era forse appena difficoltoso; occorreva andare presso biblioteche attrezzate, e scorrere i giornali dell’epoca. Tutto ciò, oggi, si fa con pochi “clic”. Ed è per questo che continuare a ignorare non può essere scusabile. Tu non vedi realizzata la previsione di Sciascia circa lo sciame di “professionisti dell’antimafia”. Beh, questa è veramente una cosa triste, perché testimonia una volta di più che quei due poveretti sono morti per niente; infatti, ciò vuol significare che i fiancheggiatori degli assassini materiali, non solo sono riusciti a farla franca, ma anche a far passare la pelle di lupo, che è loro propria, per quella d’agnello. Ma non si può falsificare tutto e sempre; i giornali non possono (ancora) essere distrutti e riscritti, e stessa cosa vale per le testimonianze filmate e registrate.

Vuoi sapere chi sono i lupi? Vuoi sapere chi rese possibili le condizioni per quelle due stragi (non sto affermando che le provocò, ma che le rese possibili)? Vuoi sapere chi definiva Falcone pericoloso ( e tra i qualificativi ne troverai di peggiori), e la sua linea di lotta alla mafia prossima all’eversione? Vuoi anche sapere chi pronunciò queste parole?

“Voi avete fatto morire Giovanni Falcone, voi con la vostra indifferenza, le vostre critiche. Non potrò mai dimenticare quel giorno a Palermo, due mesi fa, quando a un’assemblea dell’associazione magistrati le parole più gentili per Giovanni, soprattutto da sinistra e da Magistratura democratica, erano di essersi venduto al potere. Mario Almerighi lo disse, ‘ Falcone è un nemico politico’ . E un conto è criticare la superprocura, un conto è dire, come il Csm, i colleghi, gli intellettuali del fronte antimafia, che Falcone era un venduto, una persona non più libera dal potere politico”.

E queste:

fare sì che si realizzasse quel progetto rivoluzionario di una struttura unica per combattere la mafia. A quanti colleghi che sono qui ho cercato di fare aprire gli occhi, ma sono stata spazzata via anch’io perché ero amica di Falcone. I colleghi che stamattina sono a Palermo fino all’altro ieri dicevano di diffidare di Giovanni. Gherardo Colombo, tu diffidavi di Falcone, perché sei andato ai funerali? E l’ultima ingiustizia Giovanni l’ha subita proprio dai giudici di Milano, la rogatoria per lo scandalo delle tangenti gliel’hanno mandata Giovanni aveva scelto l’ unica strada per continuare a aiutare i colleghi, andando al ministero per senza gli allegati. Mi telefonò e mi disse: ‘Che amarezza, non si fidano del direttore generale degli affari penali’. C’è tra voi chi diceva che le bombe all’Addaura le aveva messe Giovanni o chi per lui. Abbiate il coraggio di dirlo adesso, e poi voltiamo pagina. Se pensate che non era più autonomo, libero, indipendente, perché andate ai suoi funerali? Dalla Chiesa non può andare ai funerali, Orlando non può andare. Se i colleghi pensano che in questi due anni Giovanni Falcone si sia venduto lo dicano adesso, vergogniamoci e voltiamo pagina".

Se vuoi saperlo è facilissimo: pochi centesimi di energia elettrica per la navigazione in rete.

Ma se dovessi per caso trovare difficoltà, ti do una dritta: prova a rintracciare quanto scrivevano di Falcone “ La Repubbilca”, “ L’Unità”, Il “Manifesto”, “Liberazione”, “L’Espresso”, ecc.. nei due anni, e soprattutto nei tre o quattro mesi precedenti la strage. Per quanto falsificatori, scripta manent.

Va bene, allora eri un adolescente; ma oggi sei un uomo. Leggi, e poi dimmi se ci può essere definizione più adatta di “senza faccia” ( giacché, come ho detto, avere una faccia di culo è già qualcosa); e così capirai pure chi sono i professionisti dell’antimafia, e quanti sono, e dove sono.

Non dovessi trovare, poi, la giudice che pronunciò i brani da me riportati, ti do un aiutino: fu di punta in “mani pulite”, fulva in gioventù.

Quanto a Saviano, le simpatie non c’entrano. Il fatto che abbia, indubbiamente, la faccia da sacrestano, non vuol, dire, di regola, che si debba avere per forza la testa da sacrestano; ma lui ha entrambe, faccia e testa; l'una riflette e completa l'altra.

Per cominciare, è uno scrittore molto men che mediocre. Che a una penna così sciatta, prevedibile, piatta, in penuria di sintassi, e asmatica di stile, dislessica nel voler tentare accenti drammatici, sia consentito pubblicare, rende forse l’idea del perché gli italiani abbiano litigato coi libri. Nel merito, poi, questo giovane ultramilionario, e intoccabile, ha il merito inarrivabile di aver sfondato una porta spalancata. Bravo!! Saviano ha enunciato, annunciato e descritto una novità cosmica, ultraumana: a Napoli c’è la camorra. Un'impresa così solo il Logos in persona poteva compierla.

Non é poi così difficile leggere nella mente di questi “vorrei ma non posso” ( ma ho potuto, perché ho scelto il megafono giusto); la passione segreta di questi impavidi è il “martirio blindato”. Immaginate i titoli: “ Saviano ferito ( per fortuna lievemente) in un vile attentato di camorra. Lo scrittore ha riportato solo lievi escoriazioni solo grazie all'intervento delle guardie del corpo"!! Sarebbe l’apoteosi!! Un’impresa mancata anche da Francesco d’Assisi: la santificazione in Terra. Ovviamente, io auguro a questo sfondatore di porte aperte una vita lunghissima; così come lui per poter seguitare a trarre dall’esser “anti” onori ed oneri (tantissimi gli oneri), deve per forza augurarsi che ciò cui si oppone si mantenga in salute.

Dopo di ciò, dell’impavido ariete Saviano, non dirò nulla. Se a qualcuno piace la pappetta, saranno in fondo affari suoi.

Edited by Satori
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così come lui per poter seguitare a trarre dall’esser “anti” onori ed oneri (tantissimi gli oneri), deve per forza augurarsi che ciò cui si oppone si mantenga in salute.

Totalmente in disaccordo con te (ma proprio che più di così non credo si possa)

:)

No so quanti saviani esistano, di certo quello a cui mi riferivo io non avrebbe nulla di cui rallegrarsi per una camorra in buona salute.

Per il resto del discorso ti posso dire che ho visto spesso dossier, approfondimenti e trasmissioni che ricostruivano la vita di Falcone. Ho visto anche Italia-Germania dell'82.. purtroppo però i potenti mezzi di oggi non possono dare le stesse emozioni di chi quei giorni li ha vissuti con consapevolezza.

In ogni caso hai ragione e fai bene quando sottolinei la coltre di ipocrisia che si è addensata attorno a Falcone. Persone che l'hanno criticato, offeso e gli hanno voltato le spalle, oggi magari si mostrano ammirati e spendono parole di commemorazione (ovviamente solo per cavalcare l'onda emotiva della gente che applaude). E che schifo.

La mia domanda iniziale (è un dubbio più che altro) resta: se fu detto che

‘ Falcone è un nemico politico’ . .

Quanti sono i Falcone tra i magistrati di oggi?

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Avevo detto che non sarei tornato su Saviano; ma, allo stesso tempo, non ho mai affermato che non tornare su quanto detto sia una virtù. E difatti, non essendo virtuoso, torno su Saviano.

Punto per punto, senza eludere le domande con rimandi ai Cieli delle Stelle Fisse, in cosa sei in disaccordo con me?

1°, non è forse Saviano dotato di una faccia da sacrestano? Di quelle da inserire nelle antologie alla voce: “ faccia da sacrestano”?

2°, da quale livello della conoscenza della, e maestria nella, lingua italiana – secondo te – qualcuno può essere considerato uno scrittore? Conosco personalmente almeno una ventina di aspiranti alla pubblicazione, e diverse migliaia ve ne sono, che quanto a capacità scrittura, distanziano il nostro ariete delle porte aperte, di milioni di parsec; e non se li fila nessuno. Tu sei in disaccordo con me, perché sostieni che Saviano possegga qualità di scrittura? Se lo sostieni, devi cercare un esorcista (parlo sul serio); se non lo sostieni, spiegami come può una simile nullità essere definito scrittore? E se non è uno scrittore, perché scrive e pubblica libri e articoli? Finora due domande semplici.

3°, ammetti, obtorto collo ( e qui non servirà il Lasonil), che la vicenda Falcone/Borsellino è ammantata da una coltre di ipocrisia. Ho capito bene, lo ammetti? Ma come mai non fai i nomi e cognomi degli ipocriti? L’ipocrisia, infatti, in una faccenda di rilevanza tale da andare oltre le pur tragiche vicende delle vittime, non può ( proprio nel senso che non può ) rimanere come una bolla neutra e impersonale, sospesa a titolo di pura ventura, su tutta la storia. L’ipocrisia – a cui è da aggiungere l’oggettiva responsabilità morale – rimanda a degli ipocriti. Ora, secondo me, è lordare i nomi di quelle vittime, negare loro il conforto della verità, sorvolare bellamente su quei nomi. Non ho cominciato io questa discussione, ma una volta che questa si è sviluppata, non posso sorvolare su ulteriori palate di ipocrisia da parte di ipocriti genetici e irrecuperabili, i quali, oggi e ieri, si sono appropriati del nomi e del martirio di uomini innanzi ai quali costoro sono appena aborti di nani. Fa’ i nomi, J-J; non giraci attorno. Vedrai che…

4°, sono gli stessi cui il risibile Saviano oggi fa da megafono!!! (tre punti esclamativi). Hai scritto che tu non ti accodi, che scegli il controcorrente.. Azz, non mi pare proprio. Andare controcorrente è l’esatto contrario dell’adeguamento pedissequo ai rosari dei padroni veri del pulpito. E a chi poteva riuscire un’operazione di così assoluta disinformathia come questa se non a loro? I senza faccia hanno scavato la fossa ai due giudici ( e scavare fosse non è un reato, vero), in attesa che la mafia le riempisse. Neppure questo è reato; ma è una cosa schifosa. E ora, usando dei quaraquaquà miracolati con il nostro prode ariete ( uno dei tanti utili idioti), si perfezionano in bassifondi morali. Perché il prode ariete non fa quei nomi?? Staminchia!! Resterebbe disoccupato in due secondi.

5°, ti chiedi quanto Saviano esitano; facilissimo rispondere: sono legione. Stanno tutti in attesa di arrecare il loro servigi al principe di turno. Ci sono sempre stati, e hanno servito tutti; quelli di questa parte e quelli dell’altra; quelli di sotto e quelli di sopra. Venissero a comandare gli alieni leccherebbero le terga pure a loro.

6°, di giudici come Falcone e Borsellino ce ne sono sempre stati pochi. Ne venisse uno oggi, stanne certo, gli ipocriti di allora ( dei quali troverai il modo per non fare i nomi) e di ora, scaverebbero fosse anche per loro.

7°, un ulteriore livello alla tragedia di questi due giudici sta nel fatto che a pochi interessa davvero la verità dei fatti; Che è accertabile da chiunque voglia; trattandosi di fatti e documenti. Interessa solo che la propria squadra vinca.

Sono sette punti, che forse meriterebbero sette vere risposte.

Sennò, lasciamo che i morti riposino.

p.s.

ti chiedi:

La mia domanda iniziale (è un dubbio più che altro) resta: se fu detto che

Falcone è un nemico politico . .

Quanti sono i Falcone tra i magistrati di oggi”?

Dunque è questa la tua domanda?? Chi se ne fotte di chi ha detto “Falcone è un nemico politico”!! Questo è irrilevante, del tutto secondario.

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gli ipocriti di allora ( dei quali troverai il modo per non fare i nomi)

Ecco finalmente qualcosa su cui concordiamo pienamente e pedissequamente! :D

A parte lo scherzo, è vero che non mi piace uscire nomi e cognomi, (almeno in questa sede), tanto sono sicuro che per chi volesse farlo non sarebbe difficile andare a mettere in chiaro i miei riferimenti, a cominciare dall'attuale procuratore di trapani (ruolo che se non ricordo male fu proprio di Giovanni Falcone).

Comunque cercherò per quanto mi è possibile di rispondere alle domande.

1) Onestamente non ho ben capito cosa voglia dire (non conoscevo l'espressione "faccia da sacrestano"), ma immagino che su questo potremmo essere d'accordo.

2) Non ho mai letto un libro di Saviano e non ho visto la trasposizione cinematografica di Gomorra, posso immaginare che la tua disamina sulle qualità dello scrittore sia attendibile (l'esorcista per ora può attendere).

3) Se vuoi un nome, mi viene quello di Leoluca Orlando (IDV), sindaco di Pa allora come oggi, vent'anni fa lo denunciava, due giorni fa commemorava. Immagino che non sia l'unico caso di voltagabbanismo dato che come la stessa Boccassini ci ricorda " diversi magistrati e politici, sia vicini a partiti della sinistra che della destra, criticarono fortemente Falcone quando questo era ancora vivo." e invece oggi è universalmente riconosciuto come eroe.

Però non chiedermi di approfondire oltre, diventeremmo noiosi.

4) Il merito che riconosco a Saviano è "solo" quello di dire, anzi di urlare che la camorra esiste, tu trovi che sia una cosa semplice da fare vero? sembrerebbe proprio così. Peccato che nessuno lo faccia, peccato che chi ci prova viene ostacolato, deriso, contrattaccato.. e certo, mica possiamo esportare l'immagine di una paese mafioso (aspetta non ricordo chi ha detto queste cose.. ma forse mi potrai aiutare tu con questo nome)! mica possiamo dire che Napoli è ancora colma di immondizia..(azz.. ho un'altro vuoto di memoria.. chi è che entro tre giorni l'avrebbe ripulita?) il vero reato quasi quasi sembra proprio il denunciare tutto questo, dunque è meglio tacere. Non ti sembra che ci sia un qualcosa che gira al contrario in questa logica?

Il vero grande vantaggio che possiamo concedere alle organizzazioni mafiose è negarne l'esistenza, a me non interessa da quale balcone Saviano si affaccia con il suo megafono,( poteva affacciarsi anche da palazzo venezia per quanto mi riguarda), o su quale canale tv decide di comparire, a me interessa che solo grazie a lui 10 milioni di italiani forse si metteranno un attimino in guardia quando sentiranno ancora la frase "La mafia non esiste" (e anche qui google aiuta conoscere gli allocutori).

5) finiscono tutti sotto scorta?

6) concordo

7) Anche qui ho lo stesse impressioni tue, riduciamo spesso molte cose alla stregua di uno scontro tra tifoserie

8)certo è importante per bocca di chi vengano dette certe cose, ma tu ragioni col senno di poi! chi lo sa tra vent'anni come saranno cambiate le pedine di questa scacchiera. Anche tu potresti rivedere la tua opinione su certe persone in virtù di cose che ancora non sappiamo (e chissà quante non ne sappiamo).

Un abbraccio, e grazie per costringermi ogni volta ad impegnarmi in queste risposte

:ciao:

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roberto saviano è solo uno che ha fatto la scoperta dell'acqua calda personalmente penso che di lui e di quello che dice la camorra se ne infischia,falcone e borsellino non sono i soli ad aver dato molto a questo paese quando si parla di mafia si pensa sempre a loro ma sono tanti quelli che hanno dato la vita per combattere il fenomeno mafia- camorra ricordo nini cassarà,boris giuliano,rocco chinnici ,rosario livatino,dalla chiesa..e tanti tanti altri..gli eroi attuali sono quelli che hanno messo in galera riina e tanti altri boss ma di loro non conosceremo mai il nome per ovvi motivi...credo che in questo paese non cambierà fondamentalmente mai nulla a causa della nostra casta politica..un branco di idioti incapaci sempre pronti a saltare sul carro del vincitore alla prima occasione...mi chiedo come sia possibile in un paese che si definisce "civile" che l'unico responsabile condannato per una strage sia quello di peteano solo perché reo confesso... di tutto il resto rimane sempre la totale impunità....ustica...nessun colpevole...piazza fontana nessun colpevole...piazza della loggia nessun colpevole...stazione di bologna nessun colpevole...italicus nessun colpevole...quelli che erano al radar di poggio ballone la sera del dc9 sono tutti crepati suicidi o di strani incidenti ma non se ne parla...manuela orlandi ?..ci si affida a chi l'ha visto...calvi?..a quello si è impiccato...hanno lasciato morire moro e poi hanno trattato per cirillo...è dal 1977 che stiamo aspettando di sapere chi ha fatto il falso comunicato del lago della duchessa..o meglio x conto di chi è stato fatto perché a quello che lo ha stampato gli hanno ficcato svariati etti di piombo in corpo per farlo tacere...in sila hanno trovato un mig libico??..aveva sbagliato rotta....ancora oggi quando il pentito della banda della magliana abbatino deve testimoniare... dai domiciliari puntualmente lo risbattono in galera per i motivi più assurdi per intimorirlo...personalmente ho una vaga sensazione ...ovvero che il "puparo" che tira i fili di tutta la giostra di marionette che ci mostrano sul palcoscenico rimarra sempre impunito..

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A me interessa solo la verità.

Non faccio tifo per nessuna squadra, non “tengo famiglia”; e la verità è che mentre ci può essere la nebbia senza persone nebbiose, non può esserci ipocrisia senza persone ipocrite.

Il mio scopo, in questo intervento era compiere un atto di giustizia, e dimostrare – oltre ogni possibilità di equivoco – chi furono e chi sono gli ipocriti (e chi sempre saranno). Chi ha seguito la discussione saprà come regolarsi. Falcone e Borsellino (e chi con loro morì) furono traditi – come ho scritto nel mio primo intervento – precisamente da coloro che oggi ne sfruttano l’immagine per tornaconto personale politico. La maggior parte di questi ipocriti genetici, messa alla strette dalla schiacciante inconfutabilità dei fatti, ha compiuto, nel tempo, minimi atti di resipiscenza. Per quanto ne so, solo uno dei nemici ( di Falcone) di allora ha ammesso senza mezzi termini di avere sbagliato; e solo uno non è stato capace di chiedergli per nulla perdono, neppure da morto. Il primo è Piero Sansonetti, delle cui idee non condivido nulla, ma davanti alla cui integrità morale e intellettuale mi inchino; il secondo è l’attuale sindaco di Palermo, il cui nome provo troppa repulsione per scrivere. Una vicenda sporchissima, insomma; dalla quale esce con dignità un solo personaggio: il citato Sansonetti (attuale direttore di “Calabria ora”).

Qui, a beneficio degli amici del sito, voglio aggiungere una chicca delle quale scommetterei pochi sono a conoscenza. Esiste un giornale, in Italia, che si è avvicinato alla strategia di riscrizione della storia preconizzata da George Orwell ne “ Il grande fratello”. Un giornalista di primo piano, tanto per non fare nomi Sandro Viola, il 9 Gen. 1992 scrisse su un notissimo (il primo in Italia per diffusione) quotidiano edito a Roma, un articolo molto poco amichevole contro Giovanni Falcone (che a quei tempi non era ancora diventato l’amico Giovanni), dal titolo “Falcone che peccato…”; ebbene, caso unico in tutta la storia universale, quell’articolo è stato fatto sparire dal database del quotidiano in questione. Questo è il primo passo della via orwelliana al Grande Fratello, il secondo sarà quello sostituire l’articolo “sbagliato” con uno che si adatti delle convenienze del momento. In un Paese normale, una cosa del genere avrebbe creato uno scandalo di rilevanza mondiale. Qui calma piatta. Ricordo ancora che, sempre dai medesimi qui da me denunciati, Falcone veniva definito senza problemi un “guitto”; e si arrivò addirittura ad insinuare che si fosse organizzato da sé medesimo l’attentato dell'Addaura del 19 06 1989 ( per assurgere al ruolo di vittima/eroe). E oggi, questa gente ci inonda di lacrime di coccodrillo, tra l’indifferenza generale!!! Sono il solo a provare nausea?

Saviano. Caro J-J, la tua teoria che vedrebbe in Saviano un eroe per il solo fatto che parla di Camorra, perdonami, è surreale. Se vengo da te a Catania, salgo su un palchetto a “Chiazza ‘o liotru”, ossia la “Piazza dell’elefante”, e comincio a parlare contro la mafia, bene che mi vada, a fine giornata avrò racimolato cinque euri (mentre l'eroe viene pagato cinque euri a parola). Se poi dovessi presentare a 15.000 editori un mio saggio contro la mafia, le 15.000 copie inviate finirebbero ineluttabilmente in 15.000 cestini, senza neppure essere sfogliate. Il caso Saviano è la più classica ed evidente delle costruzioni mediatiche, un puro prodotto di marketing; esaurita la sua utilizzabilità, questo giovane dalla faccia da sacrestano, tornerà nel nulla da cui è saltato fuori. La sua funzione è esclusivamente quella di perpetuare il circuito mafia/antimafia (come capì per primo Sciascia) su cui campano e prosperano le iene, gli sciacalli e i sepolcri imbiancati che prima scavarono le fosse di Falcone e Borsellino, ed oggi li esaltano.

Guai a voi, scribi e farisei, ipocriti! I vostri padri ammazzarono i profeti, e voi gli costruite i sepolcri".

Edited by Satori
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Dunque sul discorso Falcone, non mi sembra ci siano particolari divergenze di vedute.

Su Saviano non vorrei tornare perchè potrebbe sembrare quasi che sia il mio mito quando non è così, o meglio lo è nella misura in cui lo sono gli Italiani che pagano le tasse e che non tradiscono la moglie, ma davvero non mi è chiaro il tuo punto di vista: secondo te una persona che dice cose giuste e sensate e che per caso o per merito (o per non so quale altro motivo) si trova ad avere la propria voce amplificata, è da condannare? ha la colpa di percepire 5 euro a parola, quindi le sue parole sono sbagliate?

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Se sul caso Falcone non abbiamo davvero differenze di vedute, le conseguenze che sarebbe per te inevitabile trarre, dovrebbero essere radicali.

Non c’è nulla di male a parlare di Saviano, se ciò serve a chiarire questioni di principio. Introducendo una metafora (sottolineo metafora, che arriverà in chiusura), è ovvio che una persona che afferma cose giuste e sensate è da lodare. Lo è molto meno, o per nulla (anche se ancora non da condannare) se le cose che afferma, pur essendo giuste e sensate, sono allo stesso modo ovvie e banali. Quando una cosa vera diventa banale? Semplice: quando la sua affermazione non aggiunge informazione. Affermare ai quattro venti ( e a cinque euri a parola) che a Napoli c’è la camorra, equivale ad affermare ai quattro venti ( e a cinque euri a parola) che l’acqua è bagnata. In cosa consiste il merito dell’affermazione di un’ovvietà? Ma io ti leggo nel pensiero, e tu stavi per replicare che parlare pubblicamente di Camorra – denunciandone i misfatti – è roba per nulla banale né ovvia. Ed io ti ricordo che ci sono stati centinaia (o meglio migliaia, complessivamente) di film, di libri di articoli di giornali, di speciali televisivi, persino di (a parer mio del tutto inopportune) prediche nelle Chiese sul tema Mafia/Camorra, e non hanno spostato un solo lembo di foglia. Qui andrei fuori tema, ma credimi sulla parola se ti dico che mafiosi e camorristi si esaltano alla ribalta. Persino mio figlio 18enne sa perfettamente che la malavita organizzata si può combattere in un solo e unico modo; il controllo del territorio. Tutto il resto , persino il miglior lavoro investigativo (che pure è necessario), passa in secondo piano. Figuriamoci gli psicodrammi di un sacrestano. Né mille sacrestani sposterebbero un solo frammento di foglia. Ogni operazione ha i suoi strumenti; le mafie, ovunque si trovino, si combattono in un solo modo. Se lo Stato si riappropria del territorio toglie loro l’ossigeno. Falcone, fra le altre cose, ciò che sui nostri giornali difficilmente leggi, era graditissimo e apprezzatissimo negli USA, proprio perché condivideva con gli strateghi dell’F.B.I. (unico in Italia, assieme a Borsellino) questo elementare dato di fatto. Ma, caro J-J, la riappropriazione del territorio passa attraverso politiche che i senzafaccia non potranno mai attuare: e sai perché? Perché il farlo toglierebbe forza a quella parte della magistratura ideologizzata che non vuole cedere (come sarebbe ovvio fosse) la direzione delle indagini (o almeno di una parte) agli organi di polizia e persino ai Servizi. E’ una fatto ideologico, te ne fai convinto? Qui non posso davvero editare la storia della superprocura e dell’incriminazione da parte di Falcone di alcuni pentiti protetti da suoi colleghi di allora. Se vuoi il materiale per capire quanto porca fu quella storia lo puoi trovare con facilità, se ti interessa la verità. In sintesi, Falcone e Borsellino furono vittime, a monte, del morbo che funestava allora e funesta ora, la nostra struttura sociale: l’ideologia. Loro due volevano sul serio, e con mezzi del tutto legali e senza leggi speciali, combattere la mafia. I professioni dell’antimafia non lo vogliono; la loro posizione e sussistenza si basa sull’opposizione, e sul manicheismo; qui i buoni, loro, là i cattivi i mafiosi. E per Saviano è lo stesso: è un predicatore di bene, per come il bene può essere concepito da una shampista. Una simile melassa moralistica è un perfetto diversivo psicologico; perché? Ma ovvio! Lo Stato non deve (e persino non può) essere moralista e neppure morale ( il che non vuol dire che debba essere immorale); a parte un solo principio: essere garante delle regole. Ma anche in questo caso, per spiegare proprio bene le cose, non si tratta di morale nel senso comune. Questa riguarda, infatti e fondamentalmente, la scelta tra bene e male; e non è questo il piano dello Stato, solo pensarlo porta a conclusioni paradossali, oltre che disastrose. La garanzia che deve dare lo Stato ai suoi amministrati (non membri, giacché si può essere membri solo di un organismo maggiore e analogo) riguarda la coerenza, non la morale.

Dunque, J-J, il minimo che si possa dire di Saviano è che è del tutto inutile. Ma ciò che è giusto dire, invece, è che la sua inutilità fa da megafono ai senzafaccia che scavarono quelle fosse, e che ne scaverebbero ancora se un altro Falcone si mettese loro tra i piedi. Un po’ come un seminarista, insomma, che fa comunella con dei malfattori, o un predicatore di sobrietà che si accompagna con degli alcolizzati (era questa la metafora iniziale).

Edited by Satori
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Se sul caso Falcone non abbiamo davvero differenze di vedute, le conseguenze che sarebbe per te inevitabile trarre, dovrebbero essere radicali.

Tu insegui la Verità? giusto! cosa c'è di più nobile.. purtroppo però la stessa temo sia inafferrabile effimera e in certi casi caleidoscopica e quando mi dici che con pochi click possiamo reperire tutte le informazioni che ci servono grazie ai mezzi di oggi, ti devo dare la brutta notizia che neanche questo tipo di informazione è così cristallina come ci piacerebbe che fosse.

Può forse un attento ed appassionato lettore scovare ed evitare tutti i tranelli e i falsi articoli a cui facevi riferimento? può allora riuscirci Satori? (scusa se faccio abuso di domande retoriche)

Metti mai in conto che persone e personaggi che credi di avere inquadrato bene, potrebbero in verità essere ben diverse, il contrario magari, di quello che sembrano?

Io sinceramente c'ho rinunciato, e sempre più spesso ho la sensazione di essere in un acquario insieme a tutti gli altri pesciolini e che non arriveremo mai a capire e conoscere chi ci controlla da lì fuori.

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Questo che tu mi enunci attraverso l'uso di domande retoriche é precisamente il punto di approdo del sistema di pensiero costruito dai senzafaccia. Tale costruzione, molto prima che politica, é di carattere prettamente intellettuale; ed é ciò che viene definito "relativismo". Questo sancisce il trionfo ultimo dei senzafaccia, che si sintetizza nel seguente stato mentale: "Bene, avevi creduto che in noi ( noi senzafaccia) fosse la via per il riscatto sociale, per il senso delle cose, per la giustizia, la pace e la felicità universali. Adesso hai visto che era un inganno. Fa nulla, dai; alla fine, se non esiste Verità che si faccia garante della giustizia, del riscatto sociale e umano, e che dia senso alle cose, vuol dire che (conclusione e trionfo dei senzafaccia) evidentemente questa Verità non esiste". Ecco, è questo il relativismo, la distruzione intelligente dell'intelligenza; la minuziosa organizzazione della mancanza di senso; la presa d'atto che la sola verità é la mancanza di verità: in breve: l'estirpazione del cuore e della mente umani. Questo è la stato nel quale si trovano oggi milioni di orfani dell'ideologia. E mi spiace; perchè senza verità non c'è, né può esservi bellezza e giustizia; giacché se è vero il relativismo (che é la religione di oggi), allora è falsa la verità. Caro J-J, la Verità esiste; solo le bugie sono inventate (aforisma di Georges Braque).

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Caro Satori, così è troppo facile.

Il relativismo forse non sarà una cosa buona ma di certo non può essere pericoloso quanto l'assolutismo, per cui francamente, se dovessi mettere in guardia la mia generazione da qualcosa, sarebbe da quest'ultimo.

Dire che la Verità esiste ma non ci è dato di conoscerla sarebbe come dire che non esiste, quindi alla mia domanda circa il suo raggiungimento:

può allora riuscirci Satori?

Ne deduco che la tua risposta (in barba alla mia retorica) sia un secco "Si".

Inoltre la figura di colui che è convinto di detenere l'ampolla delle Verità diventa ancora più pericolosa se il soggetto si dimostra un abile oratore e tutti quanti qua abbiamo avuto modo di constatare quanto tu riesca a padroneggiare quest'arte.. non ho dubbi che riusciresti a dimostrare che la Terra è blu e il cielo è nero, se solo lo volessi!

Per fortuna in questi mesi ho avuto modo di conoscerti è non ho dubbi circa la tua buona fede (mano sul fuoco), ma certe volte mi ricordi quei soldati giapponesi che trincerati in avanposti segreti furono avvisati della fine del conflitto solo molto tempo dopo.. la loro verità era che c'era ancora la guerra.

Invidio la tua sicurezza.

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J-J, mi hai tirato in un fuori tema, costringendomi – oh seduttore che sei! – a seguirti.

Il tuo appunto sarebbe appropriato se io avessi mai avanzato la folle pretesa di possedere la Verità ( e ancora più pazzo sarei nel caso in cui, pensandolo, mi astenessi dall’affermarlo per questioni strategiche). Uno dei sintomi inconfondibili e purtroppo definitivi della follia senza ritorno, infatti, è proprio quella pretesa. Proprio a strettissimo rigor di termini, la detta affermazione equivale a quella di essere Dio; io posseggo la Verità e io sono Dio sono al stessa cosa. La Verità (maiuscola), giacché è da qui che nasce l’inciucio semantico di questa discussione, ossia la base delle innumerevoli verità (minuscola) relative, contingenti e finite, non è di origine umana; e non lo in guisa perfettamente analoga al semplice fatto che l’uomo non può da solo darsi né la vita, né l’intelligenza che lo rende umano. Di più, la Verità non potrebbe mai essere appannaggio di nessuna creatura, neppure la più elevata, neppure (mettiamo che esistano, ed esistono) gli arcangeli supremi Gabriele e Michele. Quella Verità, che è fondamentale comprendere che è la base e la ragion sufficiente di ogni ed innumere verità contingente, sul piano terreno può essere nella disponibilità soltanto delle incarnazioni maggiori della Divinità (Cristo, Buddha, Lao-Tze), e dunque neppure i profeti maggiori come Mosè, Muhammad, Abramo, ecc, possono dire di possederla.

Cristo ( per noi che siamo nati in questa Civiltà), ovviamente sì; lui è la Verità nella sua modalità più assoluta, perfetta, immutabile e definitiva.

Gli esseri umani, possiamo soltanto parteciparvi; e, quanto a possesso, il rapporto va considerato esattamente capovolto: possiamo esserne posseduti, impossibile il contrario. Come mai? Semplice e ovvio: non esiste alcun rapporto di simmetria tra finito e infinito; è l’infinito che può contenere il finito, assurdo e impossibile il contrario. Forse, tu, e molti altri che leggono, starete magari pensando che finalmente il vero Satori è venuto fuori, giacché questo potrebbe sembrare un delirio, e lo scrivente evidentemente pazzo. Ottimo, allora si dovrà logicamente concludere che tutta la nostra storia, tutte le Civiltà della Terra, tutte le opere compiute prima che finalmente la specie umana approdasse al nostro meraviglioso mondo zeppo e traboccante di Carità, Amore e, naturalmente, verità-senza verità, siano solo una farsa demenziale e psicotica. Giacché in quello che ho scritto poche righe più su non c’è un solo granello di farina del mio sacco, ma è ciò che gli esseri umani hanno sempre saputo (o chi, non aveva m mezzi per sapere, creduto) fin dall’inizino della storia. Oggi, anzi, già da qualche secolo, queste cose sono andate via via diventando desuete, esotiche, astratte, vaghe, lontane, incomprensibili. Su questo, io non posso farci nulla; era è previsto che andasse così, e così puntualmente sta andando. La Porta è spalancata J-J, e siccome io vedo con la chiarezza della luce del giorno che è così, posso solo scrivere queste righe, ben sapendo che , per quanto come tu dici, sia abilissimo nella arte dialettica, sarò considerato pazzo. Sai una cosa J-J? Davvero, non potrebbe importarmene di meno.

Però tu mi potresti, correttamente, chiedere: ma come caz.. può essere che ‘sta Porta non la vedo?

Come rispondere!? Fossi in maestro zen potrei dire: “ Le anatre si alzano dal lago, nella nebbia di autunno”. E questa sarebbe una risposta perfetta, definitiva, illuminate in senso letterale, oltre che bellissima. Ma temo non risulterebbe comprensibile. Allora potrei provare col potere implacabile della logica (tu stesso mi hai gratificato di averne padronanza). Ma neppure questo servirebbe.

Sai cos’è, e temo proprio che le cose stiano così: forse sono stato troppo superbo; ho parlato di Verità senza disporre dei mezzi per aiutare a trovarla.

Ti chiedo perdono.

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forse sono stato troppo superbo; ho parlato di Verità senza disporre dei mezzi per aiutare a trovarla.

Ti chiedo perdono.

Ecco il buon vecchio Satori: sottile e affilato come la lama di una Katana!

Sono sicuro che per chi si troverà a leggerlo, uno scambio di vedute come questo potrà sicuramente servire a farsi una idea sull'argomento (qualora non ne avesse), oppure ad allargare il proprio orizzonte se già aveva una posizione.

Personalmente mi ritrovo sempre costretto a riflettere quando chiacchiero con te, anche su cose che davo per scontate.. in definitiva magari non sei riuscito ad aprirmi gli occhi, ma un qualche risultato direi che lo si è ottenuto comunque.

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Naturalmente, siamo andati fuori tema.

Prima di rispondere alla tua ultima, vorrei sapere se posso farlo ed entro quali limiti.

p.s.

( C'è una certa cosa, a proposito del rapporto da te prospettato tra assolutismo e relativismo, che mi fa prudere i polpastrelli al solo guardare la tastiera..)

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il buon Satori ci fà sempre riflettere quando scrive il che non è poco , vuol dire che i suoi scritti sono sempre interessanti da leggere con molta attenzione.

felicità

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vorrei sapere se posso farlo ed entro quali limiti.

Se puoi rispondere? ma ci rimarrei male se tu non lo facessi!

C'è una certa cosa, a proposito del rapporto da te prospettato tra assolutismo e relativismo, che mi fa prudere i polpastrelli

Mi devo preoccupare? anzi ancora meglio: quanto mi devo preoccupare?

:)

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